La storia di Rob McEwen, l’uomo d’oro

rob1La prima storia che Puntoblog vuole raccontare è la storia di un uomo depresso.
Rob McEwen era il Ceo di Goldcorp, una primaria impresa mineraria, ed era in forte difficoltà, a voler usare un eufemismo. Il mercato dell’oro era un po’ in disgrazia, la società che amministrava non riusciva a trovarne tanto e i geologi alle sue dipendenze non erano in grado di produrre stime future sulle quali implementare un piano. Anche un piano d’uscita. Erano gli anni del boom di Internet e le materie prime segnavano il passo.
Alla fine del 1999 Rob McEwen era un uomo depresso.
Anni prima aveva seguito un seminario nel quale aveva appreso della politica open source di Linux.
In situazioni disperate le persone sono disposte a tutto. McEwen era disposto a tutto.
Mutuando la politica open source di Linux, McEwen decise di fare la cosa proibita, la cosa che non si doveva fare. Mai.
Decise di rendere pubblici i dati geologici in possesso di Goldcorp. Il Santo Graal delle imprese minerarie, il segreto meglio custodito dalle stesse venne reso pubblico. I dati proprietari non si divulgano. Punto. Era un punto talmente fondamentale e cardinale da non venir neppure preso in considerazione. Spieghiamo agli amici di Puntoblog per quale motivo questo svitato infranse il primo comandamento delle imprese minerarie.
McEwen si rese conto che le sole intelligenze all’interno della Goldcorp non avrebbero aiutato la stessa ad uscire dal pantano. Il suo intento, rivelando e rendendo pubblici i dati proprietari, era di coinvolgere il mondo nella sfida verso nuovi sfruttamenti e giacimenti.
La sfida di Rob McEwen divenne la “Goldcorp Challenge” .
Goldcorp offrì 575 mila dollari a chi avesse fornito idee e soluzioni a McEwen. Le risposte arrivarono copiose: studiosi e studenti, informatici e militari risposero all’appello, alla sfida. Sulla scrivania di McEwen arrivarono decine di proposte e soluzioni. Risultato? Nel giro di poche settimane, arrivarono suggerimenti relativi a 110 possibili siti, 50 dei quali mai presi in considerazione dai ricercatori della Goldcorp. Inoltre, l’80 per cento delle aree proposte dai geologi virtuali  si rivelarono ricche di oro per un valore di 3 miliardi di dollari. Amici di Puntoblog, il contributo dei ricercatori virtuali fece risparmiare all’azienda un tempo di esplorazione stimato in due o tre anni di lavoro, aiutandola a diventare un colosso nel settore.
Rob McEwen è un uomo felice. E’ diventato felice, e vincente, facendo la cosa che non doveva fare ed affidandosi al genio della rete.
La morale, amici di Puntoblog, è che, se sei in difficoltà, la rete, internet e gli internauti, possono aiutarti. 
 

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