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	<title>Web Marketing Blog</title>
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		<title>Google confonde gli insetticidi con i documenti di trasporto</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[bug google]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento sui motori]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mio programmatore, facendo delle ricerche per la realizzazione di un software gestionale, alla ricerca &#8220;documento di trasporto&#8221; su google si è accorto di un errore, non da poco, del grande motore di ricerca.
Infatti se provate a fare questa ricerca notate che al primo posto c&#8217;è Wikipedia ( nessuna novità) con 2 pagine la 2° [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2468" title="Google-insetticida" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/Google-insetticida.jpg" alt="" width="600" height="307" />Un mio programmatore, facendo delle ricerche per la realizzazione di un software gestionale, alla ricerca &#8220;documento di trasporto&#8221; su google si è accorto di un errore, non da poco, del grande motore di ricerca.</p>
<p>Infatti se provate a fare questa ricerca notate che al primo posto c&#8217;è Wikipedia ( nessuna novità) con 2 pagine la 2° è quella che spiega cos&#8217;è un documento di trasporto, ma la prima come potete vedere è la pagina del DDT ( insetticida).</p>
<p>Questo è un errore grossolano dell&#8217;algoritmo di Google che ha giudicato &#8220;DDT&#8221; e &#8220;Documento di trasporto&#8221; come sinonimi e siccome il primo, su wikipedia, è una pagina che ha un trust maggiore risulta prima sull&#8217;altra.</p>
<p>Il fattore dei sinonimi che Google sta affrontando da qualche tempo ormai ( se non sbaglio sono vari anni) è un problema che impone una seria riflessione. Infatti spesso succede che BigG considera la sigla come sinonimo della parola chiave da posizionare. Ma spesso le sigle possono identificare nomi diversi, di diversi settori e spesso che non hanno nulla a che fare l&#8217;una con le altre.</p>
<p>Che l&#8217;algoritmo di Google ogni tanto faccia i capricci e che si scoprano nuovi bug non è notizia di oggi infatti vi ricordate quello che successe a luglio quando alla ricerca della parola <a href="http://puntoblog.it/2010/07/20/cerchi-vaticano-e-google-ti-invia-a-pedofilo-com-risolto-il-problema-ma-ricordate-federico-calzolari.html" target="_blank">&#8220;vaticano&#8221; il primo risultato era pedofilo.com</a>.</p>
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		<title>L&#8217;hi-tech low cost degli iphome 4, degli iped, degli apad e&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[low cost]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2010 sarà ricordato come l’anno dell’iPad, del nuovo prodotto della casa di Cupertino “regalato” (si fa per dire dal momento che è molto costoso) agli amanti dell’iSomething-mania.
Il 2010 sarà anche ricordato come l’anno dell’immissione massiccia di prodotti a un tempo hi-Tech e Low Cost.
E’ questo il caso di telefonini touch a meno di 90 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2434" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/Zenithink-ZT-180.jpg" alt="" width="278" height="306" />Il 2010 sarà ricordato come l’anno dell’iPad, del nuovo prodotto della casa di Cupertino “regalato” (si fa per dire dal momento che è molto costoso) agli amanti dell’iSomething-mania.<br />
Il 2010 sarà anche ricordato come l’anno dell’immissione massiccia di prodotti a un tempo hi-Tech e Low Cost.<br />
E’ questo il caso di telefonini touch a meno di 90 euro o tablet (i geek sanno di cosa sto parlando) a meno di 200 euro.<br />
Prodotti che strizzano l’occhio al teen che vuole essere al passo con le prestazioni ma che non dispone di un budget che possa consentire loro questo. In gergo questi prodotti sono chiamati “white box” e, con una certa forzatura, sono l’equivalente tech dei farmaci generici.<br />
I direttori di marketing non hanno paura né nessun imbarazzo a dire che il 75% dei clienti che scelgono l’hi-tech low cost appartiene alla fascia 12-20. In Italia infatti stanno conquistando importanti quote di mercato i cellulari Anycool.<br />
E bene dire che questi prodotti non forniscono le prestazioni dei loro omologhi Apple, Samsung, Nokia, LG, Motorola e cosi via.<br />
Hanno performance inferiori, in qualche caso lievemente inferiori.<br />
Ed è questo lieve gap a renderli attraenti, sexy, nel rapporto performance/prezzo.<br />
Qualche casa importante lo ha capito e <span id="more-2433"></span>sta correndo ai ripari con una migliore strategia di prezzo, ma altre stanno sottovalutando il pericolo.<br />
Forniamo qualche confronto sui tablet. Il modello base dell’<strong>iPad</strong> è intorno ai 500 euro, l’<strong>iTab7 </strong>di Airis costa 174 euro. Il cinese <strong>Zenithink ZT-180</strong> (foto) viene venduto all’equivalente cinese di 150 dollari, il tutto mentre Kapil Sibal, il ministro indiano dello sviluppo economico (a proposito quando finirà l’interim di Berlusconi?) ha presentato una sorta di iPad (con prestazioni molto minori, ma comunque schermo touchscreen, 2 gigabyte di memoria, porte usb e connessione wi-fi) a 35 euro.<br />
Quasi un quindicesimo dell’iPad.<br />
Problemi? In primis la garanzia. Una parte rilevanti di questi prodotti viene acquistata online perché il piccolo rivenditore non ha voglia confrontarsi con il risentimento di consumatori delusi.<br />
Gli stessi consumatori giovani e smaliziati che potranno fare da volano o affossare definitivamente quel prodotto “di sottomarca”.<br />
Ci dobbiamo aspettare un’invasione di Iphome 4, di Iped, di Apad, Epad, di Windpad, di Inpad?</p>
<p>Forse sì…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I 5 fattori più importanti per partire con un&#8217;azione SEO</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 06:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento sui motori]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando un&#8217;azienda di medio/grandi dimenzioni, che non ha mai effettuato un&#8217;azione SEO, vuole avvalersi delle opportunità di internet e quindi decide di commissionare un&#8217;azione di posizionamento sui motori di ricerca del proprio sito, non sempre sa come muoversi e spesso i primi tentativi falliscono miseramente perchè non è stato affrontato il problema correttamente.
Ormai il web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2428" title="posizionamento-motori-di-ricerca" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/posizionamento-motori-di-ricerca.jpg" alt="" width="293" height="321" />Quando un&#8217;azienda di medio/grandi dimenzioni, che non ha mai effettuato un&#8217;azione SEO, vuole avvalersi delle opportunità di internet e quindi decide di commissionare un&#8217;azione di posizionamento sui motori di ricerca del proprio sito, non sempre sa come muoversi e spesso i primi tentativi falliscono miseramente perchè non è stato affrontato il problema correttamente.</p>
<p>Ormai il web è per tutti i settori un&#8217;opportnità per creare nuovi clienti, per fidelizzare i propri e per crearsi una reputazione vincente.</p>
<p>Ricevere richieste interessate da potenziali clienti è una ricchezza per un&#8217;azienda e il web è un eccellente strumento per raggiungere questo obiettivo.</p>
<p>Quando un&#8217;azienda è di medio/grandi dimensioni, spesso può aver senso costruire all&#8217;interno un team dedicati al  SEO per raggiungere i propri obiettivi online. Un team costituito da persone assunte per lo scopo o un team costituito da persone &#8220;affittate&#8221; da un&#8217;azienda esperta del settore.</p>
<p>Per ottenere eccellenti risultati, comunque, è fondamentale che l&#8217;azienda consideri attentamente i seguenti 5 fattori:<span id="more-2427"></span></p>
<ol>
<li><strong>Gestire le aspettative.</strong><br />
La ragione principale dell&#8217;insuccesso di molte campagne di posizionamento sui motori di ricerca è dovuta all&#8217;aspettativa di raggiungere risultati invidiabili in pochi giorni. Spesso aziende che si spacciano per esperte SEO promettono di raggiungere le prime posizioni su Google in pochi giorni, e per accaparrarsi un nuovo cliente sono capaci di promettere risultati che non sapranno, nel 90% dei casi, raggiungere.<br />
Per partire con una campagna di SEO, in maniera corretta, bisogna capire che i risultati importanti, soprattutto in settori molto competitivi online necessitano di tempo e soldi.</li>
<li><strong>Fissare correttamente gli obiettivi.<br />
</strong>Quando si organizza un gruppo di lavoro è sempre necessario porsi obiettivi che siano produttivi, per rendere sempre chiaro a tutti per cosa si sta lavorando. Anche per un&#8217;azione SEO, ovviamente,  gli obiettivi sono importanti. Per porre obiettivi produttivi bisogna seguire 3 piccole regole:<br />
A) Porre obiettivi in positivo.<br />
B) Porre obiettivi misurabili numericamente.<br />
C) Porre obiettivi ambiziosi ma che il gruppo crede di poter raggiungere.</li>
<li><strong>Prepararsi per un lavoro di lungo periodo.<br />
</strong>Un errore molto comune, fatto anche da aziende molto grandi, è quello di investire tempo e risorse per qualche mese, non essere soddisfatti dei risultati e abbandonare il lavoro di SEO.<br />
Per ottenere risultati importanti e duraturi, bisogna lavorare sul posizionamento sui motori di ricerca per molto tempo. Chi ha la forza di resistere qualche anno e superare lo scoglio iniziale può ottenere risultati online anche superiori alle aspettative.</li>
<li><strong>Coinvolgere il team.<br />
</strong>Quando si lavora ad un progetto ambizioso come quello di essere posizionato ai primi posti sui motori di ricerca, è fondamentale che tutti i protagonisti siano motivati e coinvolti emozionalmente nel processo. Sia che il team di SEO specialist sia stato assunto che sia stato preso da un&#8217;azienda esterna è fondamentale coinvolgerlo su risultati pratici. Un&#8217;eccellente modo per rendere partecipe il team dei risultati effettivi è quello di farlo partecipare a riunioni dove si presentano i risultati concreti dovuti all&#8217;azione SEO in corso.</li>
<li><strong>Essere pronti a partecipare attraverso i Social</strong>.<br />
Per far aumentare la visibilità delle proprie pagine web potrebbe essere importante utilizzare i Social Network. Creare un account dell&#8217;azienda o delle persone più in vista della stessa, potrebbe essere utile a far aumentare le visite. Ma bisogna farlo con molta attenzione, perchè se non si fanno le cose con cognizione si potrebbe creare una reputazione online indesiderata.</li>
</ol>
<p>Questi sono i 5 fattori principali da considerare prima di partire con un&#8217;azione SEO per le medie/grandi aziende.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come programmare un&#8217;App per venderla nello store Apple?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagnare online]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;articolo che spiegava quanto si può guadagnare programmando un&#8217;App, questo post si concentra su quello che bisogna fare per programmare un&#8217;App e venderla nello Store Apple.
Innanzitutto è importante specificare che questa tipologia di guadagno è adatta solo a programmatori o ad aziende che hanno programmatori, non è assolutamente adatta, come vogliono far credere, a tutti.
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2419" title="programmare-APP2" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/programmare-APP2.jpg" alt="" width="400" height="246" />Dopo l&#8217;articolo che spiegava quanto si può <a href="http://puntoblog.it/2010/09/06/quanto-si-guadagna-programmando-app.html" target="_blank">guadagnare programmando un&#8217;App</a>, questo post si concentra su quello che bisogna fare per programmare un&#8217;App e venderla nello Store Apple.</p>
<p>Innanzitutto è importante specificare che questa tipologia di guadagno è adatta solo a programmatori o ad aziende che hanno programmatori, non è assolutamente adatta, come vogliono far credere, a tutti.</p>
<p>Per creare un&#8217;App ottima bisogna prima avere un&#8217;idea vincente, poi progettarla bene, in seguito passare al codice e infine testarla.</p>
<p>Con questo approccio si può affrontare il mondo della programmazione delle App.</p>
<p>Vediamo, insomma, <strong>come programmare un&#8217;App e venderla nello store Apple</strong>:<span id="more-2414"></span></p>
<ul>
<li><strong>Ottima conoscenza dello strumento</strong>. Si può diventare un&#8217;eccellente ideatore di App solo se si è &#8220;realmente&#8221; un utilizzatore dell&#8217;iPhone. Improvvisarsi non porta al successo.</li>
<li><strong>Acquistare lo &#8220;start kit&#8221;.</strong> Per programmare un&#8217;App è necessario lavorare nel mondo Apple. Quindi è necessario avere un Mac. Inoltre bisogna scaricare l&#8217;iPhone Sdk dal sito della Apple ( basato sull&#8217;ambiente di sviluppo Xcode).</li>
<li><strong>Conoscenze necessarie.</strong> Per programmare un&#8217;App è necessario conoscere il linguaggio di programmazione Objective-C, una versione ad oggetti del C. Chi è un buon programmatore C con un piccolo sforzo può affrontare bene questa versione ad oggetti. Il Web comunque è pieno di risorse gratuite dove imparare l&#8217;Objact-C.</li>
<li><strong>Come sviluppare l&#8217;interfaccia.</strong> Per sviluppare l&#8217;interfaccia su un Mac e testarla su un iPhone simulator è utile passare alla registrazione a pagamento come member ADC ( costo 99 dollari)</li>
<li><strong>Attenzione alle limitazioni.</strong> Apple, come è ovvio, impone delle limitazioni sulla App vendute, limitazioni sui siti linkati nelle App e limitazioni sull&#8217;utilizzo dei dati interni all&#8217;iPhone, ecc&#8230;. Quindi prima di immettere in vendita l&#8217;App, anzi prima di programmarlo,  controllare bene queste limitazioni.</li>
<li><strong>Come vendere l&#8217;App.</strong> Innanzittutto, non copiare App già esistenti, non porta a nessun risultato positivo. Fondamentale è avere una bella idea e soprattutto, dopo averla realizzata, dare all&#8217;app un nome accattivante. Poi, una volta sviluppata l&#8217;App entrare nell&#8217;Apple store e richiedere di poterla vendere, in 15 giorni mediamente si ha risposta. Fondamentale, a questo punto, è quella di utilizzare un&#8217;eccellente web marketing per spingere la vendita della propria App. Non siguadagna niente se non si innesca il passaparola. Quindi è fondamentale utilizzare al meglio i siti, i blog e i forum che parlano delle App di Apple.</li>
<li><strong>Versioni aggiuntive ed aggiornamenti.</strong> Bisogna monitorare costantemente se le App presentate hanno dei Bug. Presentare aggiornamenti è molto ben visto. Ad esempio un&#8217;adattamento dell&#8217;App per iPad.</li>
</ul>
<p>Per avere successo, comunque, non bisogna improvvisare. Per poter presentare varie App è necessario tempo, intuizione, eccellente conoscenza del mondo Apple, ottima conoscenza della programmazione e ottime capacità di marketing.</p>
<p>Partire in questo business non è a costo zero. Infatti solo l&#8217;hardware e il software necessario costa qualche migliaio di euro, inoltre se non si hanno tutte le capacità acquistarle costa. Quindi per poter guadagnare con la programmazione delle App è necessario, comunque, creare un business plann.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Cancellare i dati da un PC per proteggere la propria privacy non è banale!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza informatica]]></category>
		<category><![CDATA[cancellare dati]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si vuole vendere un PC usato, è fondamentale, per proteggere la propria privacy cancellare tutti i dati da sopra l&#8217;hard-disk. La semplice formattazione non è sufficiente, infatti un utente avanzato, che conosce i giusti software riesce a risalire ai dati prima della formattazione.
La Polizia, infatti, spesso trova tracce e prove sugli HD cancellati, formattati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2423" title="cancellare-dati-PC" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/cancellare-dati-PC.jpg" alt="" width="300" height="287" />Quando si vuole vendere un PC usato, è fondamentale, per proteggere la propria privacy <strong>cancellare tutti i dati da sopra l&#8217;hard-disk</strong>. La semplice formattazione non è sufficiente, infatti un utente avanzato, che conosce i giusti software riesce a risalire ai dati prima della formattazione.</p>
<p>La Polizia, infatti, spesso trova tracce e prove sugli HD cancellati, formattati e a volte anche danneggiati. Esistono Aziende e macchinari che fanno miracoli nel recupero dei dati su dispositivi anche molto danneggiati.</p>
<p>Allora come fare per cancellare definitivamente i propri dati e proteggere la propria privacy.</p>
<p>Se l&#8217;obiettivo è quello di vendere il proprio PC usato, o quello di rottamarlo allora un software che permette la cancellazione dei files e la riscrittura dei cluster per ben 35 volte è sufficiente. Un software del genere gratuito è <a href="http://www.codyssey.com/products/freeraser.html" target="_blank">Freeraser</a>. Ma questa soluzione non vieta a chi dispone di macchinari professionali di risalire ai dati precedenti. Sicuramente l&#8217;operazione non è a basso costo, me nel caso di un&#8217;indagine nè può valere la pena. Certo se ci si vuole disfare del proprio PC e basta il software consigliato prima.</p>
<p>Se invece si vogliono distruggere i dati sul proprio PC per non farli mai più leggere allora è molto più complicato. L&#8217;unico modo davvero sicuro è quello di distruggere in vari pezzi il proprio HD e di gettarlo in momenti diversi.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Quanto guadagna un ghostwriter? In Italia pochino, ma negli Usa&#8230;</title>
		<link>http://puntoblog.it/2010/09/07/quando-guadagna-un-ghostwriter-in-italia-pochino-ma-negli-usa.html</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 06:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[guadagnare]]></category>
		<category><![CDATA[clancy]]></category>
		<category><![CDATA[cussler]]></category>
		<category><![CDATA[du brul]]></category>
		<category><![CDATA[fabreau]]></category>
		<category><![CDATA[ghostwriter]]></category>
		<category><![CDATA[spreechwriter]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlando di comunicazione a largo spettro ci si può imbattere tanto nel pubblicitario quando nel fotografo passando per i Ghostwriter. Ma chi è, o caso è, un Ghostwriter?
Wikipedia ci rende edotti dicendoci che un ghost writer è “Un Ghostwriter, letteralmente scrittore fantasma in italiano, è un autore professionista, pagato per scrivere libri, articoli, storie, pubblicazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2416" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/ghostwriter.gif" alt="" width="298" height="217" />Parlando di comunicazione a largo spettro ci si può imbattere tanto nel pubblicitario quando nel fotografo passando per i Ghostwriter. Ma chi è, o caso è, un <strong>Ghostwriter</strong>?<br />
Wikipedia ci rende edotti dicendoci che un ghost writer è “Un Ghostwriter, letteralmente scrittore fantasma in italiano, è un autore professionista, pagato per scrivere libri, articoli, storie, pubblicazioni scientifiche o, in campo musicale, composizioni, che sono ufficialmente attribuiti ad un&#8217;altra persona.”<br />
La retribuzione varia a seconda dei livelli e della complessità, si va dagli articoli di giornali, pagati poco o niente, a Ghostwriter che sono veri e propri romanzieri occulti, i quali hanno il compito di aiutare gli scrittori nella stesura di un romanzo o per aiutare “il grande scrittore” a superare la “sindrome del foglio bianco” che afflisse per anni anche un superdotato (intellettualmente) come Giacomo <strong>Leopardi</strong>. Ebbene sì, non c’è nessuna garanzia che le parole del romanzo che state leggendo siano proprio dell’autore che leggete in copertina, la cosa potrebbe assumere connotati gravi qualora qualcuno di voi arrivasse a pensare che i libri di Francesco<strong> Totti</strong>, Vale<strong> Rossi</strong> e Antonio <strong>Cassano</strong> siano effettivamente scritti dagli stessi. Ma il discorso non cambia anche nel caso di romanzieri affermati. Gira da più di un secolo la voce che a scrivere “I tre moschettieri” non <span id="more-2415"></span>sia stato <strong>Dumas</strong> padre ma un “negro”, termine con il quale si identificava l’autore occulto.<br />
Portando il discorso ai giorni nostri siamo proprio convinti che tutti i libri di Stephen <strong>King</strong>, specialmente gli ultimi, siano scritti dal genio che ha partorito Carrie e It?</p>
<p> In alcuni casi, la cosa è stata risolta con partnership con altri scrittori; è questo il caso di Tom <strong>Clancy</strong> e le sue “collaborazioni” con Steve <strong>Pieczenik</strong> (l’uomo mandato da Kissinger in Italia come esperto di negoziazione nel Caso-Moro), con Martin H. <strong>Greenberg</strong>, con Jeff <strong>Rovin</strong>, come Steve<strong> Perry</strong>, con David <strong>Michaels</strong>, con Larry <strong>Segriff,</strong> con Jerome <strong>Preisler</strong>; è questo il caso di Clive <strong>Cussler </strong>e delle sue “collaborazioni” con Paul <strong>Kemprecos</strong>, con il suo direttore, vero, alla Numa Craig <strong>Dirgo</strong>, con il figlio<strong> Dirk</strong> (già proprio come Dirk Pitt) e con Jack <strong>du Brul</strong> (il mio preferito).</p>
<p>In questi casi, nei casi Clancy e Cussler intendo non si tratta di ghostwriter, ma di scrittori di seconda fascia cui la collaborazione ha dato una maggiore visibilità.<br />
In America ci sono delle associazioni di categoria per i Ghostwriter, ma in Italia assolutamente no.</p>
<p>Trattandosi di un lavoro creativo ci sta che c’è chi guadagna tanto e chi niente, i lavori artistici sono così, solo che, a differenza degli altri lavori artistici, in questo caso non c’è neppure la soddisfazione di dire: “Questo l’ho fatto io!”.</p>
<p>I nuovi &#8220;negri&#8221; sono i blogger che a pagamento offrono le loro conoscenze, non di rado molto specialistiche, per articoli e post per blog e portali settoriali o meno.</p>
<p>Con una certa forzatura, ma non poi tanto, possono essere assimilati ai Ghostwriter anche gli Speechwriter dei politici. Ed allora ecco che apprendiamo che lo spreechwriter di Obama, <a href="http://www.sullanotizia.com/articoli/esteri/jon_favreau_il_ragazzo_che_ha_il_copyright_sullo_yes_we_can_del_presidente_obama.asp">Jon Favreau</a>, guadagna 172,ooo dollari l&#8217;anno.</p>
<p>Parole presidenziali</p>
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		<title>Quanto si guadagna programmando App?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagnare online]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;esplosione delle vendite degli smartphone trainati dalla Apple con i suoi iPhone e iPad, è nata una nuova opportunità di guadagno. Attraverso la programmazione delle App.
E&#8217; possibile guadagnare anche belle cifre, infatti alcune persone hanno guadagnato milioni di dollari in pochi mesi! Ad esempio: Julian Farrior con un&#8217;App che simula il lancio della cartaccia in un cestino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2412" title="programmare-app" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/programmare-app.jpg" alt="" width="300" height="279" />Con l&#8217;esplosione delle vendite degli smartphone trainati dalla Apple con i suoi iPhone e iPad, è nata una nuova opportunità di guadagno. Attraverso la programmazione delle App.</p>
<p>E&#8217; possibile guadagnare anche belle cifre, infatti alcune persone hanno guadagnato milioni di dollari in pochi mesi! Ad esempio: Julian Farrior con un&#8217;App che simula il lancio della cartaccia in un cestino da ufficio ( costo 0,79€) ha fatto 13 milioni di download in 6 mesi giuadagnando la bella cifra di 7 milioni di euro.</p>
<p> Un altro caso eccellente è quello di un ideatore americano che ha creato un App che trasforma il proprio iPhone in un acquario e vendendo a soli 0,79 centesimi ha guadagnato dal 2008 ben 5 milioni di dollari.</p>
<p>Ovviamente pochissimi sono diventati milionari, qualcuno  fa buoni guadagni, e molti guadagnano poco e niente!</p>
<p>Vediamo un po&#8217; come funziona questo mercato, quali sono i soggetti in campo e <strong>quanto si guadagna programmando App:<span id="more-2411"></span></strong></p>
<p> La Apple mette a disposizione uno store dove poter inserire in vendita un&#8217; App. L&#8217;ideatore guadagna il 70% mentre la Apple trattiene il 30%. I prezzi delle App, tolti quelli gratuiti, possono andare da poche decine di centesimi a più di 10$. Per essere pagati dalla Apple bisogna accumulare commissioni per 250 dollari in una delle 7 aree di comercializzazione (Europa, USA, Australia, Canada, regno Unito, Giappone). Si può ideare anche un&#8217;app con all&#8217;interno dei banner e sfruttare il pay per click (adsense ad esempio).</p>
<p>Il mercato è smisurato, infatti, sono stati venduti oltre 75 milioni dispositivi, e le vendite di iPhone4 hanno superato i 2 milioni. Il mercato è fatto di utenti avanzati, sia tecnologicamente che economicamente e quindi e molto probabile che si servano dello Store per l&#8217;acquisto delle App.</p>
<p>Il numero delle applicazioni create finora è di oltre i 230 mila, create da quasi 45 mila ideatori, e finora (dati della Apple) hanno venduto per oltre 1 miliardo di dollari.</p>
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		<title>MySpace si allea con Facebook: confermato l’accordo per la sincronizzazione dei contenuti dei due social network</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 11:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saebi</dc:creator>
				<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[accordo facebook myspace]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[murdoch]]></category>
		<category><![CDATA[myspace]]></category>
		<category><![CDATA[zuckerberg]]></category>

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		<description><![CDATA[ Ebbene si, MySpace ha ceduto alle lusinghe di Facebook: l’ex leader dei social network sta infatti attuando una nuova politica di rilancio dei suoi servizi online. Dopo aver stretto accordi con Twitter nel secondo semestre 2009, Rupert Murdoch ha deciso di legarsi all’attuale leader del social networking, insomma, quello che “gli ha fatto le scarpe”: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2407" title="myspace_facebook" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/myspace_facebook-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /> Ebbene si, MySpace ha ceduto alle lusinghe di Facebook: l’ex leader dei social network sta infatti attuando una nuova politica di rilancio dei suoi servizi online. Dopo aver stretto accordi con Twitter nel secondo semestre 2009, Rupert Murdoch ha deciso di legarsi all’attuale leader del social networking, insomma, quello che “gli ha fatto le scarpe”: Facebook.</p>
<p>Come? Introducendo su MySpace la nuova funzionalità che permetterà la sincronizzazione dei profili degli utenti su entrambi i social. Grazie a questa nuova funzione di MySpace, gli utenti potranno aggiornare istantaneamente i contenuti testuali e multimediali (musica, foto, video, link) istantaneamente su tutti e due i profili facebook e myspace.</p>
<p>Secondo le dichiarazioni ufficiali degli sviluppatori di MySpace, questa nuova funzionalità è stata creata soprattutto pensando a tutti gli artisti musicali che usano il canale di MySpace Music per presentare ufficialmente i propri brani.</p>
<p><span id="more-2406"></span></p>
<p>Naturalmente Murdoch la sa lunga in fatto di affari, e non è un caso che si sia legando prima a Twitter, e poi successivamente a Facebook: oltre che rendere soddisfatti gli utenti ovviamente c’è anche da considerare tutto un discorso legato al business che gli accordi tra i social possono generare, soprattutto tra quelli che fanno grandi numeri.</p>
<p>Comunque grazie all’accordo con Facebook, coloro che ne beneficeranno saranno primi fra tutti gli utenti; ecco il comunicato ufficiale di MySpace, dai toni molto entusiasti, riguardo alla nuova “alleanza”: <em>&#8220;Si tratta di una novità elettrizzante per milioni di musicisti iscritti a MySpace Music, che ora condividere il proprio archivio di contenuti, compresi interi cataloghi di album, ora a disposizione di tutte quelle persone che abbiano espresso una preferenza per le loro pagine Facebook&#8221;. </em></p>
<p>Insomma, ancora una volta il colosso Facebook ha dimostrato la propria supremazia nel social networking, “inglobando” ancora un altro social oltre a Twitter.</p>
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		<title>La GRIN e le tecnologie emergenti. Un nuovo Oceano Blu per il marketing?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[genetica]]></category>
		<category><![CDATA[GRIN]]></category>
		<category><![CDATA[Kurzweil]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[robotica]]></category>
		<category><![CDATA[Ruini]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli americani si sa sono specialisti nel trovare degli acronimi e nell’inventare sigle (Fbi, Cia, Nsa, Dea, Usamriid, etc..) ed anni fa per indicare le professionalità scientifiche emergenti in un futuro allora prossimo, ma che ormai dovrebbe essere il nostro, usarono un acronimo carino, molto appropriato, molto musicale: GRIN.
In seguito andremo ad analizzare l’acronimo aggiungendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2403" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/grin.jpg" alt="" width="340" height="340" />Gli americani si sa sono specialisti nel trovare degli acronimi e nell’inventare sigle (Fbi, Cia, Nsa, Dea, Usamriid, etc..) ed anni fa per indicare le professionalità scientifiche emergenti in un futuro allora prossimo, ma che ormai dovrebbe essere il nostro, usarono un acronimo carino, molto appropriato, molto musicale: <strong>GRIN</strong>.<br />
In seguito andremo ad analizzare l’acronimo aggiungendo un commento sullo stato dell’arte in Italia della materia o della disciplina.</p>
<p>La <strong>G</strong> di <strong>GRIN </strong>sta per <strong>Genetica</strong>: Per quanto riguarda la genetica, l’Italia ha un grosso ostacolo nel Vaticano che guarda con sospetto, e non le manda a dire, ogni qualsivoglia ricerca del genere.<br />
Basta pensare ai referendum del 2005, che videro scendere in campo in modo molto aggressivo e ben poco religioso l’allora potente (ma siamo proprio sicuri non lo sia più?) Cardinale di Santa Sede Camillo<strong> Ruini</strong> e la TeoDem Paola <strong>Binetti</strong>, numeraria dell’Opus Dei e longa manus di Camillo Ruini stesso nel Parlamento. I referendum andarono come andarono e il risultato e che i poveracci che non possono permettersi e pagarsi le staminali moriranno in Italia; quelli che avranno la possibilità economica di farle potranno salvarsi. Grazie Ruini e Binetti!! Ed è un vero peccato perché le eccellenze ci sarebbero, basti pensare che il Nobel per la Medicina del 2007, Mario <strong>Capecchi</strong>, disse che il Premio avrebbe dovuto essere condiviso con<span id="more-2402"></span> una equipe romana che diede il via alla ricerca. Ricerca poi abortita per mancanza di fondi. Sulla genetica, nonostante un Nobel, Renato <strong>Dulbecco</strong>, ed un eminente genetista come Luigi Luca <strong>Cavalli Sforza</strong>, abbiamo fatto, purtroppo, un deciso salto indietro.</p>
<p>La <strong>R </strong>di <strong>GRIN</strong> sta per <strong>Robotica: </strong>Branca molto importante dell’ingegneria. Se per robotica intendiamo anche e soprattutto le macchine industriali utensili di precisione allora possiamo dire che l’Italia è all’avanguardia, se invece parliamo propriamente di robot allora il discorso comincia ad essere molto diverso e, a fronte di ottime competenze, purtroppo non corrispondono delle buone realizzazioni. Anche in questo caso trattasi di un vero peccato per una nazione come l’Italia che, nelle realizzazioni e nelle applicazioni elettroniche, si è potuta fregiare del titolo di nazione guida nella radio e nel radar. Ma, ripeto, a mancare non sono le intelligenze ma capitani d’impresa coraggiosi.</p>
<p>La <strong>I</strong> di <strong>GRIN</strong> sta per <strong>Informatica</strong>: Gli operatori informatici nel nostro paese non mancano, ma ciononostante si stenta a tirar fuori del software che sia veramente valido capace di diventare un must universale come possono esserlo le applicazioni Cad o il gestionale del Sap, strumenti usati dai professionisti di diversi paesi. Ad ogni modo, la “divisione I” chiamiamola così dell’acronimo GRIN è quella in cui l’Italia è messa meglio.</p>
<p>La <strong>N </strong>di <strong>GRIN</strong> sta per <strong>Nanotecnologie: </strong>Una branca della scienza molto esotica, un punto d’incontro tra la meccanica, la fisica atomica e l’informatica, questa è la Nanotecnologia che, come si evince dal nome, consiste in realizzazioni, in genere robot, delle dimensioni di 10<sup>-9</sup> metri. Anche se può sembrare impossibile esistono dei robot di quelle dimensioni che possono essere istruiti, con software ad hoc, a fare determinare cose, anche a modificare o riparare delle molecole. Le applicazioni come si può ben capire sono, e saranno sempre più, molteplici, ma quelle in ambito sanitario potranno veramente rivoluzionare la nostra vita.<br />
Fate correre un po’ il pensiero a orde di nanorobot kamikaze lanciati verso delle cellule tumorali? Una moderna e tecnologica falange di <strong> <em>Hashshashin</em></strong> pronta ad immolarsi non per il Vecchio della Montagna di Alamut, ma per il bene di ogni persona.</p>
<p>Queste realizzazioni non sono futuristiche, ma reali o futuribili, e una combinazione di tutti gli ingredienti GRIN potrebbe portare alla singolarità tecnologica agognata da Ray<strong> Kurzweil</strong>, guru e teorico del Transumanesimo.  </p>
<p>Ma adesso torniamo con i piedi per terra, come abbiamo visto molte di queste cose non si fanno, materialmente in Italia, ma si trovano in Italia. Ed allora ecco che distributori, venditori, esperti di marketing potrebbero giovarsi della GRIN per trovare nuovi spazi, nuovi terreni vergini da colonizzare.</p>
<p>La GRIN e le sue applicazioni come nuovo Oceano Blu?</p>
<p>Noi ci scommettiamo..</p>
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		<title>Quanto guadagna un ingegnere?</title>
		<link>http://puntoblog.it/2010/09/05/quanto-guadagna-un-ingegnere.html</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 06:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[guadagnare]]></category>
		<category><![CDATA[guadagno di un ingegnere]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ingegnere è una delle figure lavorative più rispettate e blasonate nel passato. Fino a qualche decina di anni fa gli ingegneri erano ricercatissimi e gli venivano offerti posizioni lavorative invidiabili e molto ben remunerate.
Ma quando guadagna oggi un ingegnere? Riesce ancora a crearsi posizioni lavorative invidiabili?
Il mondo del lavoro, negli utlimi 10 anni, in Italia, si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2396" title="ingegnere" src="http://puntoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/ingegnere.jpg" alt="" width="400" height="303" />L&#8217;ingegnere è una delle figure lavorative più rispettate e blasonate nel passato. Fino a qualche decina di anni fa gli ingegneri erano ricercatissimi e gli venivano offerti posizioni lavorative invidiabili e molto ben remunerate.</p>
<p><strong>Ma quando guadagna oggi un ingegnere?</strong> Riesce ancora a crearsi posizioni lavorative invidiabili?</p>
<p>Il mondo del lavoro, negli utlimi 10 anni, in Italia, si è trasformato moltissimo. Ci sono fattori che hanno trasformato le esigenze delle aziende e hanno visto aumentare notevolmente le richieste dei non laureati rispetto a quelle dei laureati ( anche se le università continuano ad affermare il contrario).</p>
<p>Un fattore che ha cambiato il mondo del lavoro deriva dalla legge economica più antica, quella della domanda e dell&#8217;offerta. Sono aumentati il numero dei laureati molto più di quanto non siano aumentate le offerte di lavoro.</p>
<p>Per gli avvocati, ad esempio per ogni offerta di lavoro come avvocato sono presenti oltre 5000 laureati in legge. Inoltre, vanno considerate, anche le varie riforme dell&#8217;università che hanno peggiorato le preparazioni degli studenti allontanandole sempre di più dalle esigenze del mondo del lavoro.</p>
<p>Anche gli ingegneri stanno pagando questi problemi sociali e quindi le loro retribuzioni, soprattutto per quello che riguarda i contratti Entry level ( 1° impiego ) si sono abbassati sensibilmente.</p>
<p>Ma andiamo ad analizzare i numeri. <strong>Vediamo in pratica quanto guadagna un ingegnere</strong>:<span id="more-2395"></span></p>
<ul>
<li><strong>Un neo-laureato</strong> che viene assunto per la prima volta guadagna tra i 950,00€ e i 1200,00€, con 13 mensilità (raramente 14). In genere, l&#8217;assunzione avviene dopo un periodo di prova o di stage. Raramente, questa posizione cambia nei primi 3 anni di lavoro.</li>
<li><strong>Un ingegnere con almeno 2 esperienze lavorative</strong> di un paio di anni, o un&#8217;esperienza lavorativa in aziende prestigiose come Accenture o McKinsey, riescono a guadagnare anche tra i 1700,00€ e i 2500,00€ con 13-14 mensilità. Per i più bravi ( in genre quelli che hanno ruoli di consulenza commerciale) è possibile ricevere anche ottimi benefit come auto aziendale, smartphone, netbook con connessione, ecc&#8230;</li>
<li><strong>Un ingegnere esperto,</strong> che ha 10-15 anni di esperienza nella gestione di gruppi di lavoro, e che può dimostrare eccellenti risultati raggiunti con le aziende dove ha lavorato può arrivare a strappare contratti anche tra i 5000,00€ e i 10.000,00€ al mese. Ma iniziano ad essere in pochi a raggiungere questo livello. Le caratteristiche, per arrivare a guadagnare cifre del genere, sono oltre alla competenza e all&#8217;esperienza, eccellenti capacità gestionali e eccellenti capacità commerciali.</li>
<li><strong>Manager affermati.</strong> Molti dei manager affermati in Italia sono ingegneri, e qui i guadagni sono anche molto elevati, fino a milioni di euro all&#8217;anno per personaggi che occupano ruoli dirigenziali in grandi aziende.</li>
<li><strong>Ingegneri liberi professionisti.</strong> Su questo punto è molto difficile valutare quanto guadagnano. Essendo un&#8217;attività privata, possono guadagnare cifre enormi come possono avere difficoltà a raggiungere la fine del mese. Sicuramente, per un ingegnere affermato i guadagni sono molto interessanti, infatti gli studi di ingegneri possono essere paragonati a piccole-medie aziende.</li>
</ul>
<p>Questo è <strong>un quadro di quanto guadagna un ingegnere in Italia</strong>. Sicuramente un ingegnere degli anni 80 guadagnava molti più soldi dalla prima assunzione, perchè la domanda da parte delle aziende era superiore all&#8217;offerta. Oggi, purtroppo, l&#8217;abbassamento della diffioltà delle università di ingegneria e l&#8217;impoverimento delle università sta creando una schiera di neo laureati in ingegneria non pronti per il mondo del lavoro. </p>
<p>Le aziende non hanno più la forza, soprattutto economica, di prendere un nuovo lavoratore e investire 6 mesi per la formazione, e quindi cercano personale già qualificato.</p>
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