Articoli marcati con tag ‘brand’

Forbes presenta la classifica dei 50 marchi più conosciuti al mondo. Nessun italiano!

Forbes, nota testata giornalistica americana, molto attenta a stilare classifiche di eccellenza, ha pubblicato la lista dei 50 marchi più famosi al mondo. La notizia è che il bel paese manca in questa lista. Infatti l’unico marchio riconducibile all’Italia è al 50° posto ed è Gucci che è stato acquistato qualche tempo fa dalla francese PPR del noto Francois-Henri Pinault.

A vincere è la Apple di Jobs davanti a marchi come Microsoft, Coca-Cola, Ibm, Google, McDonald’s, General Electric, Marlboro e Intel. Dopo i primi nove posti made in USA arrivano i primi due non americani la nokia ( finlandese) e la vodafone ( inglese).

Facciamo qualche considerazione: Leggi il resto di questo articolo »

Ferrari, la più amata dagli…internauti. Un brand vincente

Di tanto in tanto sul blog Puntoblog ci occupiamo anche di brand, di lovemark, in quanto consideriamo il brand qualcosa di più emozionale di una semplice griffe o un marchio, e pertanto, poiché siamo mossi dalle emozioni, un valore aggiunto per l’impresa.
Ovviamente in tutto il mondo vengono stilate delle classifiche di brand e spesso alcuni brand italici figurano ai primi posti. Una recente ricerca è stata posta in essere dai reputation manager di Act Value, persone specializzate, anche con supporto software, nell’analisi delle opinioni degli utenti sulla Rete e nella misurazione della Reputazione online.
L’analisi, nelle parole dell’ingegner Andrea Barchiesi, inventore del software Reputation Manager e coordinatore del lavoro di analisi sui principali brand italiani e global, è stata effettuata tenendo conto dei siti, delle discussioni su social e blog, su siti personali, su wiki e siti Web 2.0, era tesa a capire quale Leggi il resto di questo articolo »

Ebook a go-go ! A Natale 2 libri su 100 saranno in tablet

Da un po’ di tempo a questa parte stiamo prestando un po’ di attenzione al mondo degli ebook. Ed alla guerra che si sta consumando, per quanto riguarda gli e-Reader, e quindi principalmente tra Amazon ed Apple, tra Kindle e iPad.
Amazon ha abbassato i costi, da 259 a 189 dollari, del suo Kindle ricavandone un triplicamento delle vendite, e può contare sui titoli già in possesso di Amazon.
Apple dal canto suo, e nonostante i tanti difetti che le persone trovano nel prodotto, ha già superato quota 3 milioni e dalla sua può contare sulla qualità, sulla fedeltà e sul senso di appartenenza di chi si è votato anima e corpo all’iSomething.
La società di Jeff Bezos ha recentemente affermato che, in Amazon, gli e-book hanno sorpassato i libri rilegati delle edizioni non economiche in ragione di: 143 e-book contro 100 libri.

A rimorchio, e con una certa lentezza, stanno crescendo anche i titoli digitali italiani: il triumvirato Rcs-Feltrinelli-Gems ha dato vita alla piattaforma Edigita (piattaforma “attenzionata” dall’antitrust, ma dovrebbe essere tutto ok) e avrà in catalogo, entro Leggi il resto di questo articolo »

E tu, sei pro o contro l’iSomething ?

Sembrerebbe che l’iPhone 4 abbia una pessima ricezione, dico sembrerebbe perché Apple ed il suo fantasmagorico Ceo, Steve Jobs, negli ultimi anni stanno spaccando la critica.
Tra chi? Tra chi è sistematicamente contro e chi invece è acriticamente a favore.
Ovviamente entrambi gli atteggiamenti, essendo di chiusura, non sono proprio da additare ad esempio. L’azienda di Cupertino se per un verso sta spacciando le critiche al suo iPhone 4 come “azioni di disturbo” della concorrenza, per un altro invece pare si stia dando da fare cercando online 3 ingegneri esperti in antenne da ingaggiare.
Saranno assunti per far fronte al reale malfunzionamento del “Meravigliafonino”?
Forse sì. Ovviamente le critiche si sprecano anche nel caso dell’iPad.
Contro gli ipercritici si scagliano invece i seguaci del semidio Steve Jobs, il quale avendo ricevuto la sapienza direttamente dalla divinità Alan M. Turing non può essere messo in discussione. Non può essere messo in discussione nonostante notoriamente i prodotti Apple siano più cari.

Esistono schiere di persone la cui autostima è Leggi il resto di questo articolo »

Red Bull, un case history da MBA su come creare un mercato che non c’è…

Ci sono slogan capaci di restare impressi, parole che sfidano il tempo.
Vi ricordate “Zoppas li fa e nessuno li distrugge” oppure “Kinder Bueno, bontà a cuor leggero”?
Per un po’ di tempo impazzò anche “Red Bull ti mette le ali”, ed il galeotto prendeva il volo.
Il volo sembra averlo preso anche in pista la Red Bull, capace di fare più punti della Ferrari e di insediare la McLaren nella classifica costruttori del Mondiale di Formula 1.
Cosa c’entra Red Bull, una bevanda, un energy drink, in un blog come Puntoblog che si occupa di business online, di marketing e web marketing.
Prima di spiegare il perché, tra l’altro molto intuibile, diamo una rapida occhiata all’uomo che ha creato il marchio: Dietrich Mateschitz.
Dietrich Mateschitz è uno che i suoi amici dell’Università di Vienna ricordano come sommamente interessato alle donne ed alle feste e minimamente interessato ai grafici e alle lezioni di bilancio della facoltà di Economia.
La storia (leggenda?) vuole che Leggi il resto di questo articolo »

Marketing e brand globali, le 10 regole da seguire!

Quando una marca vuole fare un’operazione di diffusione del proprio brand a livello mondiale deve organizzare in maniera adeguata le proprie strategie di marketing. Vanno pianificate tutte le azioni e bisogna tenere presente che la comunicazione potrebbe essere percepita in maniera differente a seconda dei Paesi, in base alla loro cultura, alla loro società, ai loro valori, alla loro religione, ecc…

Un programma di marketing per la pubblicizzazione del brand a livello mondiale può ridurre i costi stessi del marketing, può far sfruttare una maggiore economia di scala nella produzione e può rappresentare una fonte enorme di crescita a lungo termine.

Ma il percorso è pieno di imprevisti e pieno di minacce. Infatti se non viene correttamente progettato, questo programma di marketing, si rischia di ignorare importanti differenze nel comportamento dei consumatori e/o nell’ambiente competitivo dei singoli paesi.

Di seguito riporto 10 regole da seguire per massimizzare i vantaggi di un brand globale, minimizzando gli svantaggi e le minacce: Leggi il resto di questo articolo »

De Puta Madre 69. La Storia di un marchio destinato a diventare un Lovemark

Chi di voi non è mai stato attratto da sgargianti magliette, maglioni e T-shirt con frasi irriverenti, quando non oltraggiose, quando non criminose, quando non oscene.
Magliette con un marchio: De Puta Madre 69.
De Puta Madre 69 non c’entra molto con il web o con il web marketing, ma la sua storia, la Storia del marchio De Puta Madre 69 è una storia destinata a diventare un case history pregno di fantasia, creatività, audacia.
Perché ci vuole creatività, audacia e fantasia per creare un marchio, destinato a diventare un brand, e forse un lovemark, e dei lovemarks abbiamo già parlato, comodamente seduto in galera e senza una lira.
Già perché il marchio De Puta Madre 69 è nato in galera.
In primis diciamo subito che De Puta Madre non significa quello che pensate, cioè non significa figlio di puttana: è un modo latino per dire sto bene, sto da Dio. Il 69 invece sta a rappresentare proprio quello che state pensando: il sesso. Passiamo alla Storia di De Puta Madre 69. Il colombiano Ilan Fernandez fu arrestato, stiamo parlando del 1985, in Spagna per traffico di armi e droga, una condanna a circa 9 anni di reclusione.
Per gioco e per ingannare il tempo, una delle occupazioni vitali e preferite da chi sta in galera, Ilan Fernadez abbellì, diciamo così, con una scritta a pennarello la maglietta del figlio di un secondino. Quest’ultimo in discoteca riscosse un grande successo e cominciò a chiedere sempre nuove scritte sulle sue magliette, e così cominciarono a fare anche i suoi amici.
Una volta uscito dalla gattabuia Ilan Fernandez ha cercato con tutti i mezzi possibili, non senza difficoltà, dopotutto tratta vasi di un ex galeotto, qualcuno con la grana che lo aiutasse o lo finanziasse. Gira e gira qualcuno disposto ad investire su una idea talmente semplice da apparire banale deve averlo trovato perché, qui e adesso, De Puta Madre 69 è un marchio conosciuto in tutto il mondo. Secondo alcuni la componente principale del successo è Leggi il resto di questo articolo »

Da Cazzotto a Bacio. Storia di un brand di successo

Ci credereste se vi dicessi che il famosissimo bacio perugina, a inizio secolo, quando fu creato era chiamato il “cazzotto” di Perugia?

Non vendeva molto, ed è facile immaginare il perchè!

La storia narra che Luisa Spagnoli, la moglie di uno dei soci della Perugina, nel 1922, aveva riciclato la granella di nocciola residua da altre lavorazioni impastandola con cioccolato e aveva aggiunto una nocciola intera in cima prima di rivestire il tutto con una colata di cioccolato fuso. Questo cioccolattino, buonissimo al palato, aveva la forma di una mano chiusa e quiandi fu soprannominato il “cazzotto” di Perugia.

Qualche anno dopo il sig. Giovanni Buitoni, colonna portante della Perugina, colpito dalla dolcezza del cioccolattino lo chiamò “Bacio”, traformandolo in un intramontabile simbolo di passione. Il tocco magico, comunque, fu dato dal direttore artistico del tempo (1930) che lo ha reso inconfondibile, creando la famosissima scatola blu che rappresenta il bacio di Hayez (una coppia di innamorati che scambiano effusioni amorose).

Anche con un prodotto eccellente, se non viene valorizzato correttamente dal Brand e dalle azioni di Marketing, potrebbe non avere mai successo.

Vale più il significato del prodotto che il prodotto stesso.

L’importanza dei social network per il tuo brand

love-respect1Navigando in giro per la rete ci si imbatte in notizie interessanti. Abbiamo già più volte rimarcato su questo blog l’importanza dei nuovi media e dei social network ai fini del business, tradizionale o meno, e del web marketing. Ed ecco allora che su un sito vengono smontate alcune “urban legends”. Qualcosa del tipo “i social network sono per ragazzi”, “Facebook e i suoi fratelli sono popolari ed utili solo negli Usa”, “i social non sono per aziende”.
Ed allora andiamo con ordine.
La fascia di età con maggiore crescita su Facebook è quella dai 35 anni in su; ed ecco allora una prima “sorpresa”. Non solo teen, ma anche persone un po’ più grandicelle.
Circa il 70% dei milioni di utenti Facebook sono utenti residenti fuori dagli USA.
L’80% degli utenti di Twitter ha più di 25 anni. L’ultimo punto è il più importante. Una recente ricerca, intorno ad ottobre 2009, condotta da Weber Shandwick, ha evidenziato che il 50% degli intervistati in Italia è interessato ad interagire con i “brand” tramite Social Media.
E questo è un dato, qualora fosse vero, che desta qualche sorpresa.
Il 50% è tanto non credete?
E allora non pensate che forse sarebbe il caso di puntare un po’ di più sui social network?
Diverse aziende stanno pensando seriemente Leggi il resto di questo articolo »

I 100 brand del 2009

A fine anno è tutto un fiorire di elenchi, statistiche, liste; una qualsiasi sequenza che ci aiuti a compattare un anno in pochi e sintetici eventi.
gucci-logoDa qualche anno a questa parte ci sono società che quantificano tutto, anche il valore di un marchio, di un brand. Interbrand ha stilato i primi 100 brand de 2009, quelli che Kevin Roberts chiamerebbe Lovemarks, marchi da amare, quelli in grado di regalarci un’emozione. In testa sempre la Coca-Cola. Anzi le prime cinque posizioni, tra le quali ci sono anche Microsoft, Nokia e Ibm, sono cristallizzate e le stesse dell’analoga classifica del 2008. Google è settima e Toyota è il primo marchio automobilistico davanti a Mercedes e Bmw.
Louis Vitton è il primo brand nel settore luxury. Non ha caso ho preso in esame auto e lusso; in questi settori gli italiani dovrebbero difendersi o no? Ebbene Gucci è in assoluto il primo brand italiano, ed è posizionato al 41esimo posto in leggera ascesa; il brand Ferrari invece è presente all’88esimo posto, anch’esso in leggera ascesa. Gucci è il secondo Brand nel luxury e precede brand quali Chanel e Rolex. HSBC, Citigroup e Goldman Sachs nonostante le difficoltà, e le menzogne al mercato ed agli azionisti, rappresentano ancora i primi 3 brand per quanto riguarda banche ed affini. Gillette nel personal care vale più di L’Oreal, Colgate e Avon.
Il primo media è Disney seguito da Leggi il resto di questo articolo »