Articoli marcati con tag ‘Facebook’
MySpace si allea con Facebook: confermato l’accordo per la sincronizzazione dei contenuti dei due social network
Ebbene si, MySpace ha ceduto alle lusinghe di Facebook: l’ex leader dei social network sta infatti attuando una nuova politica di rilancio dei suoi servizi online. Dopo aver stretto accordi con Twitter nel secondo semestre 2009, Rupert Murdoch ha deciso di legarsi all’attuale leader del social networking, insomma, quello che “gli ha fatto le scarpe”: Facebook.
Come? Introducendo su MySpace la nuova funzionalità che permetterà la sincronizzazione dei profili degli utenti su entrambi i social. Grazie a questa nuova funzione di MySpace, gli utenti potranno aggiornare istantaneamente i contenuti testuali e multimediali (musica, foto, video, link) istantaneamente su tutti e due i profili facebook e myspace.
Secondo le dichiarazioni ufficiali degli sviluppatori di MySpace, questa nuova funzionalità è stata creata soprattutto pensando a tutti gli artisti musicali che usano il canale di MySpace Music per presentare ufficialmente i propri brani.
Social mania, quanti social! Verrebbe da dire: “ho visto cose che voi umani non..”. Vediamone alcuni
Ormai l’hanno capito anche le pietre che siamo in pieno social-mania, la crescita di Facebook in Italia, pur non tumultuosa come quella del 2009, sta continuando in misura minore, ma sta continuando, anche in questo 2010. E Facebook, con la sua popolarità ha il merito di fare da volano anche a qualche altro social.
E’ il caso ad esempio di Badoo che, arrivato mediamente sui nostri Pc, prima del social di Mark Zuckerberg si sta giovando, statistiche alla mano della voglia di social e dopo un forte appannamento è in ripresa.
Per un Badoo in ripresa c’è però un Bebo che in Italia non è mai decollato e che è stato svenduto, se non proprio regalato, da AOL a Criterion Capital Partners (AOL lo acquistò per una cifra esorbitante, circa 850 Milioni di dollari, e lo ceduto per una cifra tra i 3 e i 30 Milioni di dollari).
E se Badoo è in ripresa non accenna invece a diminuire l’emorragia, forse sarebbe più appropriato parlare di vero e proprio stillicidio, che sta subendo MySpace, un tempo il social numero uno in Italia.
Ed è un vero peccato, perché MySpace era accattivante, resta ancora un punto di riferimento per gruppi e cantanti, o aspiranti tali, che sognano di emulare Mika (la sua Rain è quella degli spot Telecom) o Lily Allen (Fuck You), rivelatasi proprio prima sul social e poi al grande pubblico. Viene generalmente trattato come Leggi il resto di questo articolo »
Nascono i primi gruppi ebook su Facebook, una valanga di ebook che andrebbero filtrati. Alcuni suggerimenti in merito..
Il caso e-state book è un gruppo Facebook nato questa estate per effetto dell’idea del medico e scrittrice Maria Giovanna Luini.
Ossia una pagina su Facebook nella quale segnalare, evidenziare e mettere a disposizione, gratis, degli libri in versione elettronica (ebook) da scaricare.
Ebook che potranno essere letti su pc o, molto meglio, su un supporto e-Reader.
Una lodevole iniziativa che pone l’editoria classica dinanzi a nuove sfide ed opportunità con le quali confrontarsi; la voglia di evasione, di informare e istruire non andrà persa, siamo ormai in grado di dire che è connaturata con l’uomo, quasi una stringa cromosomica che ci portiamo dietro dalle iscrizioni rupestri della preistoria.
Cambierà il supporto e la distribuzione, e le case editrici che non riusciranno a capire e cavalcare il cambiamento saranno costrette a subirla la rivoluzione digitale. Ovviamente la situazione potrebbe esplodere, dopotutto siamo un popolo di santi, poeti, navigatori e… scrittori.
E la tanta, troppa libertà, tipica della rete potrebbe generare come effetto più rumore bianco che vera qualità. ad oggi gli editori, pur sbagliando e pur con tutte le restrizioni possibili, operano una operazione di filtraggio che verrebbe meno al tempo del web 2.0.
E anche i commenti e le recensioni entusiastiche, oggi delegate a critici ben pagati, potrebbero, contrariamente a quanto pensano i teorici della rete, non premiare necessariamente gli ebook migliori, ma solo quelli più organizzati e smaliziati dal punto di vista web e social.
Sorge quindi il problema di stabilire, in assenza di un Leggi il resto di questo articolo »
Facebook censura gli spot della campagna “Just Say Now” in favore della legalizzazione della marijuana… E il Web insorge!
E’ di pochi giorni fa la notizia che Facebook avrebbe fermato gli spot della campagna Just Say Now a causa dell’immagine di una foglia di marijuana contenuta negli spot trasmessi. La campagna in favore della legalizzazione è targata USA, ed i suoi sostenitori stanno già organizzando una rivolta su Facebook stesso impostando come profile picture proprio l’immagine della pianta sotto accusa.
Dai vertici di Palo Alto, dopo che la campagna è stata presente sul social network dal 7 al 17 agosto, è scattato l’ordine di fermare tutti gli spot di Just Say Now. Le motivazioni? Secondo Andrew Noyes, un portavoce del social, l’immagine in questione “non era più accettabile come pubblicità sul sito. L’immagine di una foglia di marijuana rientra tra i prodotti per il fumo e quindi non è permessa sotto le nostre politiche”.
Dal canto loro, i fondatori della campagna (i gestori del sito Firedoglake.com e l’associazione Students for Sensible Drug Policy), parlano di censura a tutti gli effetti: “non stiamo cercando di vendere droga alla gente. In ballo c’è una questione politica”, ha dichiarato Jane Hamsher, cofondatrice del sito Firedoglake.com.
Potrebbero scomparire i social network?
Il sole scotta e si vede che per pormi una domanda del genere vuol dire che ne ho preso troppo!
Comunque da amante del web e da attento osservatore delle sue mode mi chiedo anche se i social network siano un dato di fatto che non potranno mai più scomparire oppure sono una moda e come tale verrà scalciata da una nuova.
Tutti i numeri e le senzazioni sono dalla parte di chi pensa che i social network ormai sono entrati a far parte della vita di tutti in maniera veloce, prepotente e definitiva. Oggi in Italia oltre il 50% delle persone ha un account su facebook e se contiamo che il nostro bel Paese è pieno di over 60, e se contiamo anche gli under 10, allora è possibile comprendere la penetrazione di questo social network.
Anche i numeri per le pagine viste dei social lasciano intendere che una scomparsa non è solo improbabile ma addirittura impossibile. Infatti il già citato Facebook, a livello mondiale è il sito com maggiori pagine viste ( superiore anche a Google) ed è secondo solo a BigG per visitatori unici.
Ma oggi, dato il troppo sole che mi ha colpito in testa, voglio ipotizzare delle ragioni che porteranno i social network alla scomparsa: Leggi il resto di questo articolo »
Facebook e Salvamamme, un’alleanza per battere e la crisi e per..
In qualche post precedente abbiamo riportato di come le mamme in non rari casi sono animatrici di forum molto seguiti ove dispensano consigli e non di rado hanno costretto delle multinazionali a delle correzioni mica da ridere, multinazionali come la Johnson&Johnson e la Apple mica bau bau micio micio. Perché nessuna pubblicità ingannevole può avere vita lunga dinanzi ad una mamma che desidera solo la salute ed il benessere per il figlio. Purtroppo la crisi comincia a farsi sentire nelle famiglie più indigenti, basta perdere qualche mese di lavoro per andare in crisi, e allora le mamme si rivolgono alla rete per chiedere aiuti per i loro bimbi. In molti casi si parla di pannolini, latte in polvere, vestiti, omogeneizzati e altro. L’associazione Salvamamme, associazione che deve tanto all’attrice Barbara De Rossi, in questi giorni sta raccogliendo tante richieste e si sta occupando fattivamente anche del coordinamento degli aiuti, e sta mettendo in contatto chi ha qualcosa che non usa più (come carrozzine, passeggini ed altro) e chi invece sente il bisogno di avere le stesse. Sicuramente un modo molto utile dal punto di vista sociale di usare il social, ed un lampante esempio di come uno strumento nato per altri motivi, qualcuno dice “cazzeggio”, possa invece diventare un valido aiuto per le persone in difficoltà.
Sarebbe in tal senso auspicabile che le varie associazioni di Leggi il resto di questo articolo »
Luglio e Facebook, un’estate molto hot, forse anche troppa tra stalking, omicidi e video hard
Facebook, da buon social, a voler usare un eufemismo, amplifica e di molto ogni atteggiamento sociale.
Per certi versi Facebook si sta dimostrando particolarmente utile nel veicolare rabbia, risentimento e voglia di vendetta.
Ma, trattandosi di un medium, per quanto potente, in sé il social non è responsabile di atteggiamenti infami o di un uso criminale dello stesso, in ciò Facebook non è più colpevole di un telefono.
A cambiare, trattandosi di un social, è la scala, l’impatto.
In un precedente post abbiamo messo in evidenza l’incremento di separazioni, fonte AMI, l’Associazione Avvocati Matrimonialisti, con cause da attribuire a flirt sbocciati su social.
E questo mese di Luglio ha messo in evidenza almeno tre episodi di un uso errato di Facebook e altri social, un uso dettato da istinti bassi, quando non omicida.
E’ il caso della 34enne pugliese, Chiara Brandonisio, uccisa a strangate da un Leggi il resto di questo articolo »
Facebook e Zuckerberg sotto attacco!! Spunta Paul Ceglie. Un nuovo padrone?
Facebook, il popolare social, l’evento boom degli ultimi 2 anni, ha recentemente superato quota 500 milioni di iscritti, un numero che è molto più di una moda, come lo sono stati, e per certi versi lo sono ancora, Badoo, Bebo o MySpace.
Eppure mai come in questo momento favorevole il social ed il suo fondatore, Mark Zuckerberg, sono sotto attacco.
Attacchi alla paternità unica di Zuckerberg, secondo alcuni è stato aiutato nello sviluppo software del social; persone poi estromesse da Mark, la cui espressione da bambinone si trasforma in un ghigno da orco quando entrano in gioco i soldoni. Attacchi alla privacy; il Quit Facebook Day promosso da alcuni teorici ed opinion maker della rete come Cory Doctorow ha avuto un riscontro freddino a voler usare un eufemismo. Il nuovo nemico di Facebook e di Mark Zuckerberg ha un nome che sa di italoamericano lontano un miglio: Paul Ceglia. Chi è Paul Ceglia?
Paul Ceglia ha fatto presentare ad i suoi legali una nota nella quale rivendica per sé l’84% di quanto ricava Facebook. Paul Ceglia ha avuto un Leggi il resto di questo articolo »
Facebook e i lutti: quando chi non c’è più continua ad esistere online…
E’ capitato a molti utenti in tutto il mondo di ricevere richieste di contatto o suggerimenti di amicizia su Facebook, dovuti agli algoritmi del social, da parte di chi ormai non c’era più. Come risolvere la situazione di questi “fantasmi” che si aggirano sul libro delle facce?
Purtroppo il social è basato su di un sistema di algoritmi, formule matematiche che permettono di intrecciare amici, link, hobby e passioni. Le formule vengono continuamente aggiornate dagli utenti che interagiscono col sistema pubblicando su Facebook stati d’animo, note, facendo nuove amicizie, etc.
Ma quando qualcuno muore, come evitare che il “fantasma” continui a vivere nel Web? Con i suoi 500 milioni di utenti, Facebook è tra le “nazioni” più popolate del mondo, ed è quindi naturale che questo problema sia molto esteso nel social.
Rispettato ma non amato, Facebook non diventerà mai un Lovemark
Milioni di iscritti e basso gradimento, se continua di questo passo il caso Facebook si profilerà non solo come l’ennesimo caso di una multinazionale nata in un garage, di leggende simili negli States ne girano diverse, ma come un caso di attaccamento senza amore ad un prodotto, un caso da manuale per gli amanti dei case history di marketing e web marketing ed un colpo basso alla teoria del Lovemark di Kevin Roberts.
Una recente indagine dell’ American Customer Satisfaction Index (ACSI) ha messo in evidenza un basso gradimento degli utenti. negli Usa e’ tra gli ultimi posti nella classifica di gradimento da parte degli utenti. In tanti si iscrivono, forse perché lo hanno già fatto il 95% degli amici, ma molti non sembrano amare il popolarissimo social intorno al quale è in lavorazione un film, i produttori auspicano un Effetto Twilight. Vedremo.
Già, ma cosa ha sottolineato la ricerca? Che fatta la tara a 100 il gradimento del social di Leggi il resto di questo articolo »


