Massimo Marchiori sta lavorando al nuovo motore di ricerca: Volunia

Il nome di Massimo Marchiori sino a 7-8 anni fa circolava solo all’interno di una cerchia abbastanza ristretto, potremmo dire all’interno della cerchia dei nerd.

Da qualche anno a questa parte, sempre più persone sono al corrente del fatto che detto Massimo Marchiori fu l’autore del primigenio algoritmo di ipertesto, HyperSearch, algoritmo alla base di Google.
Google non ha preso spunto né rubato niente a Marchiori.

Massimo Marchiori era uno dei tanti cervelli italiani in giro per il mondo il giorno in cui venne avvicinato, dopo la presentazione di un suo lavoro a San Diego in California, da un altro giovane ricercatore di nome Larry, questi era interessato al lavoro di Marchiori.

Massimo Marchiori aveva infatti pensato ed ideato Hyper Search, un motore di ricerca che basava i propri risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web.
Questo lavoro è stato citato nell’articolo in cui è stato formulato l’algoritmo PageRank.

Page e Brin hanno sempre mostrato gratitudine a Massimo Marchiori. Il Larry sopracitato era Larry page.

Da un po’ di tempo sta circolando la voce che vede Massimo Marchiori lavorare alacremente alla realizzazione di un nuovo motore di ricerca. In rete si trova un video, il nome del motore dovrebbe essere Volunia.

Un nuovo concetto, un progetto ambizioso su un’idea venuta qualche anno fa, racconta marchiori che poi mette in guardia gli internauti dicendo agli stessi di non aspettarsi un Google migliorato, “anche perché non avrebbe senso sfidare un gigante”.

Giusto, in tanti hanno provato e stanno provando a fare le scarpe al colosso di Mountain View, qualche anno fa sembrava promettere molto Cuil (scomparso), fondato da fuoriusciti di Google; come sembrava promettere molto anche il motore semantico Wolfram|Alpha, altro progetto mai del tutto decollato.

Volunia sembrerebbe un’altra cosa, e nasce con l’ambizione di essere un prodotto globale, sarà infatti disponibile in 12 lingue, per pescare contenuti da tutto il mondo. Ma, promette il professore padovano, funzionerà in modo totalmente innovativo.
Staremo a vedere anche perché Volunia è un prodotto italiano al cento per cento, dai cervelli ai finanziamenti.

Vi lascio dicendo che un altro italiano, Federico Calzolari, nel dicembre del 2007 riuscì, per un po’ a violare l’algoritmo di Google e vedere farsi trovare dal motore facendo finire il nome Federico Calzolari davanti a parole come Natale nello Zeitgeist Google di Novembre 2007.

 

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