Archivio di luglio 2013

Wicked Paradise, il primo videogame erotico

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L’estate è la stagione degli amori e dei tradimenti per antonomasia.

Psicologi e endocrinologi sono lì, da anni, a cercare di capire cosa scatta nel corpo e nel cervello.

Fatto sta che d’estate si è più disponibili alle trasgressioni.

Ed è d’estate che sta cominciando a circolare la voce, il rumors dell’imminente lancio sul mercato,  ça va sans dire sul web, di Wicked Paradise, Paradiso diabolico, il primo videogame erotico mai realizzato con la realtà virtuale: non esattamente porno, a sentire gli sviluppatori, ma “a contenuto sessuale”.

Queste le parole, pronunciate in una intervista alla tv Nbc, di Jeroen van Den Bosch, il belga ideatore del progetto e imprenditore a capo di una azienda start-up che si è posta come precipuo obiettivo quello di realizzare e vendere video giochi per soli adulti.

Sono abbastanza scettico sulla primizia di una cosa del genere, magari è già stato tentato e per qualche motivo non ha sfondato, oppure ha sfondato ma solo tra aficionados, dal momento che il leit motiv è quello di indicare detto Wicked Paradise come Il primo videogame erotico in realtà virtuale.  Leggi il resto di questo articolo »

Stop spam dice il Garante Privacy. Ma stop anche al Web Marketing?

Tra un po’ le offerte indesiderate sui social potrebbero diventare un ricordo.
spam2Il Garante della Privacy (non l’Agcom) ha deciso di dare un giro di vite e di limitare messaggi pubblicitari e spam sui social.

Il provvedimento generale, si legge, mira a unificare misure e accorgimenti utili tanto alle imprese quanto a chi sente il desiderio di difendersi dall’invadenza di usa recapiti e informazioni personali per fini pubblicitari.

Di sicuro chi usa i social per promuovere le proprie attività o quelle dei clienti dovrà ripensare radicalmente il proprio modo di operare. Ma come la mettiamo con ciò che viene da “fuori”? Siamo sicuri che Amazon non mi proporrà un libro o un prodotto?

Dal 2010 in poi, Facebook e Twitter sono stati due canali privilegiati, e a costo pressocchè nullo, per veicolare messaggi promozionali e, sì!, anche non poco spam. Ma ha rappresentato anche un mezzo utilizzato in buona fede da tante imprese per farsi conoscere. Adesso tante cose potrebbero cambiare, anche se ho dei dubbi in merito.

In ogni caso, ecco i contenuti del provvedimento.

Queste in sintesi le principali regole contenute nelle Linee guida. Leggi il resto di questo articolo »

Giovanni D’Antonio punta sul web per la sua Miamo

Giovanni D'Antonio imprenditoreRiviste patinate? No grazie. Miamo, guidata dal giovane napoletano Giovanni D’Antonio, punta infatti forte sul web per continuare ad accelerare il suo già impressionante tabellino di marcia.

Dopo essere cresciuta del 420% durante i primi mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, Miamo continua a puntare sul web, per iniziativa dello stesso amministratore delegato, che è quel D’Antonio di cui vi abbiamo parlato all’inizio.

L’azienda si sta godendo un momento d’oro nonostante la difficile congiuntura economica, e ha incrementato i suoi ricavi mese dopo mese rispetto all’anno scorso.

Un successo che è frutto della scelta di marketing non solo a livello di prodotto, ma anche a livello globale: puntare da subito sul web, sfruttando il passaparola degli utenti che avevano già avuto modo di provare il prodotto.

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Personal Branding, tre semplici suggerimenti

personal-branding-suggerimentiTra le parole più hot dei prossimi mesi ci sarà di sicuro il concetto di Personal Branding. Ma cos’è?

Il nuovo oracolo alessandrino, Wikipedia, recita, grosso modo, “Il Personal Branding è l’arte di vendere se stessi con modalità simili a quanto avviene con altri prodotti commerciali. A differenza di altre discipline di miglioramento personale, il personal branding suggerisce di concentrarsi oltre che sul valore anche sulle modalità di promozione”.

Per altri, e intendo  Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti, “fare Personal Branding significa impostare una strategia per individuare o definire i tuoi punti di forza e comunicare in maniera efficace cosa sai fare, come lo sai fare e perché gli altri dovrebbero sceglierti”.

Sempre li siamo.

In giro è tutto un fiorire di regole, decaloghi, istruzioni, suggerimenti e passi da compiere per fare del Personal Branding cazzuto. Leggi il resto di questo articolo »

E-commerce e m-commerce, a che punto siamo?

m-commerce2Avevamo fugacemente parlato dell’m-commerce (indicato a volte come mCommerce o M-Commerce) dicendo che in un futuro prossimo lo stesso avrebbe eroso quote tanto al commercio “classico” quanto a quello elettronico (e-commerce).

A che ora è la Notte? A che punto siamo?

Qualcosa si muove, ma gli italiani restano abbastanza restii a comprare online utilizzando dispositivi mobili o da desktop, che vengono usati perlopiù per controllare la posta, navigare sui social e, in senso più generale, informarsi.

Gli italiani s’informano, fanno un sondaggio da mobile, ma poi non comprano. O comprano poco. Diverse ricerche indipendenti evidenziano che sono circa 3 italiani su 10 quelli che acquistano davvero via internet. 3 su 10, pensateci bene. 3 su 10 con una penetrazione ormai capillare della Rete, resa accessibile, anche grazie al mobile, a tutti.

Nel Regno Unito 9 utenti su 10 acquistano online. sì, vabbè, starete pensando, gli inglesi son sempre vanti. Ma se dicessi che mentre noi siamo al 30% gli spagnoli sono al 50%? Non ve l’aspettavate, vero? Eppure è così. Per una serie di motivi in Italia si è reticenti ad acquistare online. Leggi il resto di questo articolo »

Internet dà dipendenze, ecco FOMO Fear of Missing Out

Se ne parlò già agli albori dei blog.

Si parlò di adolescenti ossessionati dall’aggiornare il blog e dal vedere i commenti.

Internet può dare dipendenza.

Ci sono numerosi studi che lo dimostrano, e forse più ancora delle droghe normali può causare dissociazione dalla realtà, per il semplicfe motivo che si tenderà a considerare realtà vicina e prossima anche ciò che avviene lontano da noi e che, perlomeno in prima battuta, non ci dovrebbe tangere.

Le dipendenze online più diffuse riguardano:

  • Dipendenza cyber-sessuale (o dal sesso virtuale): gli internauti che ne soffrono sono di solito dediti, compulsivamente, allo scaricamento, all’utilizzo e al commercio di materiale pornografico.
  • Dipendenza cyber-relazionale (o dalle relazioni virtuali): gli internauti che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online o possono intraprendere un adulterio virtuale. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l’individuo, spesso a scapito dei rapporti nella realtà con la famiglia e gli amici reali.
  • Net Gaming: con questa parole s’intendono gli internauti che mostrano non solo dipendenza dai giochi in rete, ma altresì una serie di altri comportamenti, compreso il gioco d’azzardo patologico, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo.
  • Sovraccarico cognitivo: la ricchezza dei dati disponibili sul World Wide Web ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo per quanto riguarda la navigazione e l’utilizzo dei database sul Web. Gli individui trascorreranno sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell’organizzazione di dati dal Web. A questo comportamento sono tipicamente associate le tendenze compulsive-ossessive ed una riduzione del rendimento lavorativo.

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Web Marketing e casi di successo

Il web marketing per i professionisti è diventato fondamentale. Ecco un esempio di successo: il VinciConLaMente online.

Un altro esempio di web marketing particolarmente interessante è relativo alla ricerca di soluzioni per la propria assicurazione auto. Un blog del genere può diventare il punto di riferimento per gli utenti che cercano.

Infine come ultimo esempio di web marketing sui siti, è utile segnalare l'esempio di una moda tutta giovanile. Quella della ricerca di frasi e aforismi particolari da utilizzare negli sms, nelle chat, nelle email e su watsapp