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Salva la tua impresa con un e-commerce
In non pochi post, sempre su questi bit, abbiamo messo in evidenza cosa può fare il web per le Pmi, per quelle imprese che, sino a non pochi anni fa, avevano una vocazione locale e che ora, grazie alle possibilità del web, ed implementando un bel e-commerce, hanno invece la possibilità di poter avere come potenziali clienti il MONDO INTERO.
Queste cose, lo ripeto, le avevamo già dette. Il settimanale L’Espresso ha fatto di più: ha scovato alcune belle storielle, molto web 2.0, e le ha fatte conoscere.
La prima storia riguarda una torrefazione di Melito, una città a ridosso di Napoli, di proprietà della famiglia Carbonelli.
Una impresa, Caffè Carbonelli, nata nel 2001 e che si trovava in difficoltà, addirittura si paventava di vendere l’impresa.
Sentiamo le parole di Luca Carbonelli: “Mio padre e mio fratello parlavano di cedere tutto, i macchinari ed il marchio. Poi, l’idea di mettersi a vendere il caffè online. Non ci speravamo nemmeno. Adesso, a un anno dal lancio del negozio e-commerce, il 70% del fatturato è online. E ci siamo salvati.”.
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Quale tipologia di ecommerce conviene aprire?
Quando si decide di aprire un ecommerce è importante capire che non tutti sono destinati al successo. Spesso si sopravvaluta il mercato online in alcuni settori. Mentre altre volte, imprenditori e commercianti non si rendono conto che l’apertura dell’ecommerce per la propria attività potrebbe diventare un punto di svolta per il successo della propria azienda.
Come si può capire quale tipologia di ecommerce conviene aprire?
Ci sono vari modi per capire quali sono gli oggetti che si vendono online e quali conviene vendere. Innanzitutto conviene vendere quelli cercati online e soprattutto quelli che risolvono un’esigenza ben specifica.
Analizziamo passo passo le strategie per capire quale tipologia di ecommerce conviene aprire: Leggi il resto di questo articolo »
L’e-commerce è possibile grazie a questo signore. Grazie alla Congettura di Riemann
Quando scrivo la lettera Q non faccio altro che configurare una serie di circuiti in modo che poi sullo schermo compaia proprio la lettera Q.
In ultimissima analisi quindi si usa l’algebra booleana.
Quando invece andiamo ad effettuare una transazione elettronica ci affidiamo ad una intuizione del signore che vedete nella foto.
Non cercate questa faccia negli archivi fotografici di qualche università americana perché non la troverete.
Non è lì che dovete andare a cercare la faccia in questione, ma a Gottinga.
Dove si trova Gottinga? In Germania.
E’ a Gottinga che officiava la matematica la divinità della stessa, C.F. Gauss; è a Gottinga che insegnava matematica anche Georg Friedrich Bernhard Riemann.
Noi affidiamo la sicurezza delle nostre transazioni commerciali elettroniche alla verità della Congettura o Ipotesi di Riemann.
So cosa state pensando. Come Congettura o Ipotesi? Non è qualcosa di scientificamente provato? No, una congettura (o parimenti una ipotesi) matematica per diventare teorema deve essere provata rigorosamente.
Purtroppo non esiste il Teorema di Riemann per i Numeri Primi, esiste solo la Congettura di Riemann.
Che resiste da 150 anni. Leggi il resto di questo articolo »
Ecommerce batosta in arrivo dall’europa.
Mi arrabbio spesso quando i politici per occuparsi di fatti personali non si preoccupano di legiferare al beneficio della comunità. Ma a volte se evitassero di fare leggi antieconomiche sarebbe anche meglio. Scusate l’acidità delle mie parole ma ho appena finito di leggere un articolo della repubblica su una decisione riguardo gli ecommerce da parte della Commissione Europea.
In breve l’UE sta per approvare una direttiva, in modifica della “consumers right”, che obbliga i possessori di ecommerce europei a rispettare delle leggi molto più stringenti per quello che riguarda le regole, le condizioni di acquisto, la gestione del reso, ecc…
Queste direttive che contano la bellezza di 1500 emendamenti hanno come obiettivo la cosiddetta “armonizzazione totale” tra le normative oggi vigenti negli stati nazionali. Ovviamente adattandosi alla Germania che ha le norme più stringenti.
Gli operatori del settore sono in rivolta. Si rischia di aumentare i costi di gestione degli ecommerce da circa 5 miliardi di € a ben 15 miliardi di € ( in tutta europa. L’italia conta il 10% di questo business). Con conseguente aumento dei prezzi ai consumatori.
Questi sono i punti che non piacciono a nessuno:
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Quanto costa pubblicizzare un ecommerce?
La semplice realizzazione di un ecommerce non basta a vendere online e a riscuotere successo nella rete, bisogna necessariamente farlo conoscere.
Esistono sia strategie gratuite o a basso costo che strategie di pubblicità online dove è importante valtare l’investimento.
Ma ne vale davvero la pena. Infatti, in questo periodo, più di ogni altro nel passato, conviene aprire un ecommerce e vendere online.
Il numero delle persone che effettuano acquisti online crescono sensibilmente e anche il giro d’affari cresce enormemente, e questo trand è totalmente in controtendenza con l’economia e gli acquista tradizionali.
Vediamo, in pratica, comunque, quanto costa pubblicizzare un ecommerce:
Dividiamo la nostra ricerca in tre settori:
1) La pubblicità gratuita,
2) La pubblicità a pagamento,
3) Il posizionamento sui motori di ricerca Leggi il resto di questo articolo »
Quanto costa un negozio. Non è meglio un ecommerce?
Per passione e per deformazione personale, spesso, quando esco e vedo un’attività mi partono in automatico domande come:”che incasso fa questa attività?”, “Qual è il suo fatturato?” “quali sono le sue spese?”, insomma mi faccio i fatti degli altri
La maggioranza delle volte rifletto su quanto costi avere un negozio tradizionale. A volte penso che molte di queste attività arrancano, facendo salti mortali per non chiudere e per sopravvivere con la speranza che arrivino tempi migliori!
Ma non è meglio aprirsi un ecommerce?
Ovviamente dipende da alcuni fattori come: Il settore, le proprie conoscenze, quanto i potenziali clienti acquistano abitualmente online i prodotti da vendere, quante ricerche vi sono sui motori di ricerca, ecc…
Anche se dipende da questi fattori, nella maggioranza dei casi conviene aprire un ecommerce.
Analizziamo quanto costa un negozio: Leggi il resto di questo articolo »
Pubblicità online per gli ecommerce. Le migliori 6
Dopo la realizzazione di un ecommerce è necessario assolutamente farlo conoscere alle persone che potrebbero essere interessate ad acquistare i prodotti e i servizi in venidta.
Qualche imprenditore, mi è capitato tra i miei clienti, pensa che sia sufficiente la realizzazione di un ecommerce per vendere online. Ovviamente il sito ecommerce è solo uno strumento, senza le visite di persone interessate non arriveranno per magia le vendite.
Per ottenere successo bisogna conquistare la fiducia dei propri clienti e far si che una parte di essi acquisti regolarmente.
Ma facciamo un passo per volta, innnanzitutto vediamo quali sono le migliori pubblicità online per gli ecommerce:
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Ecommerce e blog! Accoppiata vincente.
Una delle esigenze maggiori delle aziende che aprono un ecommerce è quella di essere posizionate sui motori di ricerca per i prodotti che vogliono vendere online.
La maggioranza degli ecommerce, però, hanno molti testi duplicati. Infatti, generalmente, i prodotti hanno le descrizioni copiate dai siti dei produttori. Quindi diventa molto difficile posizionare le pagine dell’ecommerce.
Il blog potrebbe essere un’eccellente soluzione.
Infatti, come sanno moltissimi Seo, i blog si posizionano molto facilmente.
Ovviamente bisogna gestire il blog in una certa maniera seguendo alcune dritte per ottimizzare i contatti e le vendite. Vediamo di seguito come organizzare il blog: Leggi il resto di questo articolo »