Google e le diseguaglianze sociali: più soldi per i dipendenti gay

Non è la prima volta: Google già in passato si era messa in gioco a favore degli omosessuali (mi riferisco a quando si impegnò in prima “persona” per il No alla Proposition 8, cioè nel referendum contro i matrimoni gay). In effetti, in tutte le classifiche sulle aziende più attente ai diritti dei propri dipendenti, Big G balza sempre tra i primissimi posti.

E non è un caso che, chiunque sia stato al Googleplex, il quartier generale di Google situato a Mountain View (in California), abbia respirato un’aria diversa da quella di una qualunque sede aziendale, l’aria di un’intesa e di un’armonia nel rapporto con i propri dipendenti che ben poche aziende possono vantare.

Anche questa volta, dunque, Google fa parlare di sé positivamente: i vertici della società avrebbero da poco deciso di pagare di più i propri dipendenti gay e le dipendenti lesbiche (anche se per il momento la decisione riguarda solo gli USA).

Ma quali sono i motivi di questa decisione? La risposta è semplice: negli Stati Uniti gli omosessuali e le lesbiche pagano tasse più alte. E’ questo il motivo per il quale Google avrebbe deciso di aumentare le buste paga dei propri lavoratori omosessuali, sia di quelli che sono uniti giuridicamente con un partner dello stesso sesso, sia di quelli che lo dichiarano apertamente.

Non si tratterà di discriminazione al contrario?

Diciamo che forse Big G più che discriminare gli eterosessuali, ha preso questa decisione secondo una precisa logica: l’obiettivo dei vertici di Google è quello di fare in modo da mettere in risalto le diseguaglianze esistenti nel sistema legislativo americano, più che discriminare chi non è gay.

Annualmente, infatti, un dipendente gay che ha necessità di pagare l’assistenza medica al proprio partner deve pagare circa 1000 dollari in più di tasse. Un tantino esagerato, non credete?

Questa norma non vale invece per le coppie eterosessuali, o almeno per quelle che non sono sposate (le quali comunque, a differenza dei gay, attraverso un’unione registrata giuridicamente potrebbero tranquillamente eludere questa sovrattassa).

Insomma, Google dà l’ennesima dimostrazione di un atteggiamento gay-friendly, e non solo: l’atteggiamento di Big G è molto attento, oltre che ai diritti dei propri dipendenti, anche all’importante lotta alle diseguaglianze sociali.

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