Essere Steve Jobs. La gente non sa come dirlo, lui sì. Parla come lui, muoviti come lui. Emoziona come lui

Come sta Steve Jobs? E’ questo l’interrogativo che si pongono in tanti da qualche mese a questa parte, e parliamo di geek come di trader finanziari. Ultimamente pare che l’uomo di Apple e Pixar si sia incontrato con Obama, altre voci lo danno in fin di vita o quasi.
Girando per le librerie mi sono accorto di un libro dall’accattivante titolo di Essere Steve Jobs. La gente non sa come dirlo, lui sì scritto da Carmine Gallo, un nome molto italiano, campano, che appartiene ad un esperto statunitense di comunicazione.
Perché Steve Jobs è, con molta probabilità, insieme a Bill Clinton, il miglior oratore al mondo, perlomeno tra quelli, politici, imprenditori e scienziati che siamo più soliti vedere in tv.
Le presentazioni di Steve Jobs sono momenti molto più emozionanti delle presentazioni fatte da, mettiamo, Jeff Bezos o Bill Gates.
Gallo ha studiato il modo di comunicare e di presentare le novità di Steve Jobs e ne ha tirato fuori un libro che ogni persona impegnata nella comunicazione dovrebbe tenere sul comodino e leggere e rileggere di tanto in tanto perché repetita iuvant.
Proviamo a tirare fuori 7 regole d’oro dal libro Essere Steve Jobs. La gente non sa come dirlo, lui sì. 

  • Divertimento e passione: Steve Jobs si diverte perché le sue creazioni, da Toy Story all’iPad, sono scaturite, a mò di illuminazione, da uno stato felice. Si diverte e diverte, e la passione, come il riso, diventa contagiosa.
  •  Sii breve ed incisivo: Non importa quanto tu possa essere bravo, dopo un po’ gli spettatori tendono ad annoiarsi. Sìì breve ed incisivo. In qualche caso, pensate ad un medico o un  astronomo che spiega una teoria, ciò non è sempre possibile.
    Ecco perché in genere quei congressi sono noiosi.
    Ma in alcuni casi, come fa Jobs, è possibile far parlare, al posto tuo, i..
  • Numeri: Quando Steve Jobs presentò nel 2001 il primo iPod da 5Gb disse, semplicemente, che aveva uno spazio sufficiente per mettersi in tasca mille canzoni. Funzionò meglio di tante parole? Io dico di sì.
  • Uso dei prodotti:  Steve Jobs, in occasione della presentazione del MacBook, fece distribuire alcuni computer in sala e tacque per sessanta secondi. Fece parlare il prodotto servendo agli astanti una emozione multisensoriale.
  • Spezza la tensione: Potrei dire anche rompi la noia. Come? Facendo una battuta sul football o su un reality o su un qualunque altro argomento di grande attualità.
  • Non essere un tacchino: L’abito fa il monaco, il maglioncino a collo alto e jeans sdruciti vanno bene se sei al vertice e se sei Steve Jobs o Jeff Bezos o Mark Zuckerberg. Se non lo sei ti conviene un abbigliamento sobrio, consono e neutro.
  • Prova e riprova. E prova ancora:  Carmine Gallo nel suo Essere Steve Jobs. La gente non sa come dirlo, lui sì, sottolinea le ore ed ore passate dal CEO a provare pause, postura e parole anche per discorsi di 5 minuti.
    Grandi oratori si può nascere, forse, ma sicuramente lo si può anche diventare.
    Provando e riprovando.

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