L’Infratel, il ministro Barca e la banda larga in Italia

Mentre il mondo dei blogger esulta per la recente sentenza della Cassazione in merito al caso Ruta, in tal senso ribadiamo che la Cassazione ha sentenziato che i blog non possono essere considerati prodotti editoriali, e non devono essere registrati. Ma soprattutto non sono “stampa clandestina”.

 

I blog, per i giudici della terza sezione della Corte di Cassazione, non sono assoggettabili alla legge sulla stampa del 1948, in particolare non hanno l’obbligo di registrarsi presso il tribunale come testata giornalistica, a meno che non ricevano finanziamenti pubblici.

Il discrimine è dato dai finanziamenti pubblici.

 

La sentenza è di straordinaria importanza per il popolo dei blogger e per la blogosfera più in particolare. La seconda buona notizia è arrivata da un articolo dell’Espresso dal titolo Infratel ci darà la banda a firma di Alessandro Longo.

Nell’articolo si legge dell’azione del Ministro Fabrizio Barca, titolare del Ministero per la coesione territoriale, sinora si è fatto il mazzo in giro per le regioni andando a spulciare i finanziamenti europei non utilizzati, utilizzati male o destinati a progetti senza futuro o poco attuabili.

Ha poi successivamente chiesto di destinare questi fondi allo sviluppo della banda larga.

E l’Infratel del titolo? E’ una società per azioni che opera con soldi pubblici, il solo azionista è Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), vale a dire che il principale è il ministero del Tesoro. Le autostrade reali sono state costruite decenni fa, per l’Italia si tratta adesso di costruire e allargare le strade digitali.

Perché, come ha recentemente riferito il garante Agcom Corrado Calabrò nelle considerazioni conclusive di fine mandato, Il ritardo nello sviluppo della banda larga costa all’Italia tra l’1 e l’1,5% del Pil.

E di far crescere il Pil ne abbiamo bisogno eccome, se vogliamo dare un senso al Cresci Italia che tanto va di moda.

Al posto di Calabrò, tramontata o quasi l’idea Catricalà, qualcuno avanza l’ipotesi Stefano Quintarelli che, tanto per iniziare è un informatico e un blogger.

Staremo a vedere.

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