Nel 2014 inizierà il declino di Facebook?

Il social blu sta bene in salute?

Un paio di anni fa Bruce Sterling, autore dell’immortale Neuromante nonché padre nobile, insieme ad altri, della branca della Fantascienza che siamo soliti chiamare Cyberpunk, ebbe a dire: “Facebook ha i giorni contati, ed è un pazzo chi punta sul futuro a lungo termine della geniale intuizione di Mark Zuckerberg, così come degli altri social network. Basti pensare a Myspace, che nel giro di un anno ha perso più del 70% del suo valore e dei suoi contatti”.

Qualcosa del genere, ossia un tracollo, lo preconizza anche il magnate dei media Rupert Murdoch, forse perché lui è uno di quelli che s’è scottato con i social, avendo preso un bagno incredibile con MySpace acquistato nel 2005 e offerto poi a destra e manca a sprezzi stracciati nel 2010. Ma roba tipo, comprato a 580 e venduto a 35. Forse.

Insomma, dopo nemmeno 10 anni, il social più potente del mondo sembra mostrare già la corda. Mentre 10 anni per le attività classiche servivano solo per ammortizzare l’investimento, La new economy è ben più turbolenta. 10 anni bastano e avanzano per raggiungere vetta e oblio, o quanto meno un disamoramento.

Perché se è vero che aumenta il numero di account, aumentano anche gli utenti inattivi. Il social blu fa sapere di avere oltre un miliardo di account, ma a ben vedere, se si fa una certa scrematura vien fuori che, eliminati i profili degli animali, dei marchi, delle pagine umoristiche e di altro “rumore digitale” si scopre infatti che gli iscritti non hanno ancora superato la fatidica soglia del miliardo di iscritti e gli adolescenti migrano sempre più verso soluzioni mobile e cloud.

Gli adolescenti, i nativi digitali, lo usano sempre meno, preferendo al social di Mark Zuckerberg  soluzioni mobili e cloud, con una comunicazione più veloce e consultabili da smartphone e tablet, sempre più preferiti a computer desktop e anche notebook. Basti pensare alla crescita di realtà come WhatsApp o Tumblr.

Non sarebbe quindi un caso il fatto che le azioni di WhatsApp, che ha molti meno iscritti di facebook, valgano di più.
Valgono di più perché una prospettiva migliore?
In quanto la piattaforma si presta forse meglio per l’advertising e sarebbe in quanto in grado di raggiungere fasce di consumatori più interessanti per l’industria?

Staremo a vedere.

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