Archivio di settembre 2013

Un post leggero sulla pubblicità sessista anche in politica

MODA FEMMINILE, SFILATA DI COSTUMI DA BAGNOLo spunto per questo post leggero leggero mi è arrivato da facebook, e da una foto postata da un mio amico laddove si poteva leggere We Want Renzi sul culo di tre giovani ragazze.

A livello politico ci sarebbe tanto da dire. Immaginate se una cosa del genere fosse venuta in mente a Berlusconi? Magari gli è venuta anche, ma non l’ha fatta; perlomeno non che io sappia. Dove sono adesso le movimentiste di Se non ora quando?

Ma lasciamo perdere la parte politica e concentriamoci sul perché delle pubblicità sessiste più in particolare, un fenomeno che non accenna a diminuire, anzi, e che solo qualche giorno fa è stato oggetto di un incontro istituzionale a Milano.

Un incontro atto a frenare gli stereotipi che sembrano inchiodare la donna al ruolo di oggetto, quando non giocattolo, sessuale. Leggi il resto di questo articolo »

Contrordine: l’e-mail marketing funziona ancora

Siamo un paese strano o uno strano paese? Ecco, dopo questa sparata alla Marzullo o alla Renzi, torniamo a parlare di cose serie. E smettetela una buona volta di ridere.

Siamo un paese che fa la fila per gli smartphone, in particolar modo per quelli con la mela, ma anche fanalino di coda per acquisti online, fondamentalmente perché non ci fidiamo di chi sta dall’altra parte.

Gli esperti di web marketing si spaccano la stessa per profilare il più possibile una fetta di utenti potenzialmente interessati a un prodotto e cosa succede? Succede che la cara vecchia email marketing funziona ancora, e per certi versi meglio di altre strategie di web marketing.

Una recente ricerca evidenzia che quasi la metà di utenti italiani iscritti a una newsletter (pari all’82% di tutti gli utenti internet) acquista in negozio dopo aver ricevuto una offerta via email, mentre un online shopper su cinque acquista cliccando sulle offerte segnalate nella mail.

Di più, la capacità di penetrazione pubblicitaria attraverso la posta elettronica è destinata a rafforzarsi sempre più grazie al mobile: secondo l’indagine, il 20% degli utenti internet italiani consulta ogni giorno la propria casella di posta elettronica dallo smartphone e l’8% dal tablet. E il 30% dei nostri connazionali ha 3 caselle di posta elettronica, mentre in Europa si fermano a 2. Leggi il resto di questo articolo »

Internet distrugge il lavoro? A pensarlo sono professoroni e non dei neo-luddisti

Quando qualcuno arriva a sostenere che Internet (e le tecnologie connesse al web) è responsabile di causare la perdita di posti di lavoro subito si alzano grida sdegnate verso questi neo-luddisti che non capiscono il progresso né tantomeno i tempi che corrono.

Ma sinchè lo dice l’uomo della strada, che magari ha perso il lavoro perché lo stesso è stato automatizzato passi; ma se lo dice un professore del MIT? Le cose cambiano nevvero?
Bene, Erik Brynjolfsson, professore al Mit Sloan School of Economics ha portato alcuni dati: nei soli Usa, dal 2000 a 2009, la produttività interna è aumentata del 2,5%, a scapito però dell’occupazione, scesa del 1,1%.

Brynjolfsson chiama il fenomeno il “grande disaccoppiamento” e lo mostra chiaramente in un grafico in cui ricchezza e occupazione prendono direzioni divergenti.

Ma Brynjolfsson è in buona compagnia, dal momento che su questa falsariga di muove anche Brian Arthur, del Palo Alto Research Center, anche questa una istituzione che ha dato fior di civil servant al Paese e al mondo, non stiamo parlando di no global e black bloc, mette in guardia dai pericoli di quella che molti definiscono “economia autonoma”: software sempre più potenti sono in grado di gestire attività complesse facilmente e a bassi costi, garantendo alle grandi aziende guadagni altissimi. A pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto il terziario, dai commessi di Blockbuster a quelli delle agenzie di viaggi. Le tecnologie web facilitano il rapporto tra produttore e cliente a scapito del lavoro dell’intermediario fisico. Leggi il resto di questo articolo »

Tumblr sarà il futuro per la promozione delle imprese?

tumblr_yogaStai a vedere che stavolta Yahoo! ci ha beccato. Di cosa sto parlando?

Del fatto che Tumblr, pagato profumatamente da Yahoo!, possa essere stato un ottimo investimento e un bel biglietto d’ingresso per Marissa Mayer, prima donna ingegnere in Google e attuale amministratrice di Yahoo!

Prima di passare oltre, dico che questa donna, è stata, per gran parte della sua gioventù, una secchiona. Lo dico perché in Italia passa sempre più l’idea che gli enfant prodige del web americani altro non siano stati che degli smanettoni. Non è così, erano studenti molto capaci. Anche Zuckerberg.

Ma torniamo a noi.

Yahoo! comprò Tumblr per aver accesso al blogging; Tumblr si fece comprare perché la startup di David Karp aveva il problema di decine e decine di startup di successo online: migliaia di utenti e pochi introiti.

Ecco perché, facendo affidamento sui sistemi pubblicitari già rodati da Yahoo!, anche in Tumblr pensavano di poter fare meglio, molto meglio di quanto facevano in proprio.

Il social blog, così viene etichettato Tumblr, sta crescendo abbastanza negli Usa. Gli utenti sono quelli che snobbano Facebook e vogliono maggiore libertà nel postare i contenuti.

L’onda lunga arriverà anche in Europa? Facebook sarà soppiantato da Tumblr? Ne dubito, perlomeno sul breve periodo, Facebook è ormai una realtà: è semplice, estremamente user friendly, basta pensare che il social blu ospita persone con scarse competenze informatiche e poco o nulla da dire.   Leggi il resto di questo articolo »

Non affidare la comunicazione attraverso i social al primo che capita

socialsAffideresti la tua impresa e la tua reputazione nelle mani di uno stagista inesperto che sarà lontano da te e dal tuo business in capo a sei mesi o al più un anno?

 

Se rispondi sì puoi anche risparmiati di leggere i bit seguenti.
Se rispondi no, allora ti chiedo: “Hai mai pensato di assumere uno stagista solo per farti popolare la pagina fan su facebook, il profilo Twitter o il profilo LinkedIn?”

 

 

Molte imprese, pur cominciando a riconoscere l’importanza di un buon lavoro sui social, preferiscono rivolgersi a persone senza troppa esperienza.

Un approccio del genere avrebbe potuto essere efficace nel 2009 non già nel 2013.

Basta un errore da principianti per finire sulle cronache nazionali

Gli stagisti e i neo assunti senza esperienza porteranno di sicuro grande energia e creatività, ma potrebbero anche commettere, per inesperienza, errori da principianti.
Quasi ogni giorno, anche brand famosi,  incappano in qualche scivolone più. Quindi, l’idea di fondo sarebbe quella di affiancare a un “novellino” una persona “esperta”.

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Web Marketing e casi di successo

Il web marketing per i professionisti è diventato fondamentale. Ecco un esempio di successo: il VinciConLaMente online.

Un altro esempio di web marketing particolarmente interessante è relativo alla ricerca di soluzioni per la propria assicurazione auto. Un blog del genere può diventare il punto di riferimento per gli utenti che cercano.

Infine come ultimo esempio di web marketing sui siti, è utile segnalare l'esempio di una moda tutta giovanile. Quella della ricerca di frasi e aforismi particolari da utilizzare negli sms, nelle chat, nelle email e su watsapp