Archivi per la categoria ‘social network’

Arriverà anche in Italia la fuga dai Facebook per colpa dei genitori?

Facebook e Twitter, come ben sapete sono sbarcati in Borsa, quella con la B maiuscola, quella che ha per simbolo un toro.

Ma come stanno andando le cose? Una recente ricerca condotta da Pew e Piper Jaffray evidenzia che tra i teenager, e con quelli addirittura con meno di 16 anni di età, Twitter è cresciuto dal 16 al 24 per cento.

Mentre sul social blu i teen sono in calo del 20 per cento. Tranquilli, la Borsa e le relative quotazioni non c’entrano nulla; Facebook, perlomeno nel mondo occidentale, è ancora il social numero uno.

E allora come si spiega un calo tra quanti magari son cresciuti aspettando di avere l’età (per quanto bellamente ignorata perlomeno in Italia) per accedere al social blu? Si spiega con la voglia di evasione.

Mi spiego meglio, gran parte dei giovanissimi intervistati ha riferito di aver scelto Twitter o Instagram semplicemente perché lì non c’è la mamma.  Tutto qui.  Leggi il resto di questo articolo »

Tumblr sarà il futuro per la promozione delle imprese?

tumblr_yogaStai a vedere che stavolta Yahoo! ci ha beccato. Di cosa sto parlando?

Del fatto che Tumblr, pagato profumatamente da Yahoo!, possa essere stato un ottimo investimento e un bel biglietto d’ingresso per Marissa Mayer, prima donna ingegnere in Google e attuale amministratrice di Yahoo!

Prima di passare oltre, dico che questa donna, è stata, per gran parte della sua gioventù, una secchiona. Lo dico perché in Italia passa sempre più l’idea che gli enfant prodige del web americani altro non siano stati che degli smanettoni. Non è così, erano studenti molto capaci. Anche Zuckerberg.

Ma torniamo a noi.

Yahoo! comprò Tumblr per aver accesso al blogging; Tumblr si fece comprare perché la startup di David Karp aveva il problema di decine e decine di startup di successo online: migliaia di utenti e pochi introiti.

Ecco perché, facendo affidamento sui sistemi pubblicitari già rodati da Yahoo!, anche in Tumblr pensavano di poter fare meglio, molto meglio di quanto facevano in proprio.

Il social blog, così viene etichettato Tumblr, sta crescendo abbastanza negli Usa. Gli utenti sono quelli che snobbano Facebook e vogliono maggiore libertà nel postare i contenuti.

L’onda lunga arriverà anche in Europa? Facebook sarà soppiantato da Tumblr? Ne dubito, perlomeno sul breve periodo, Facebook è ormai una realtà: è semplice, estremamente user friendly, basta pensare che il social blu ospita persone con scarse competenze informatiche e poco o nulla da dire.   Leggi il resto di questo articolo »

Non affidare la comunicazione attraverso i social al primo che capita

socialsAffideresti la tua impresa e la tua reputazione nelle mani di uno stagista inesperto che sarà lontano da te e dal tuo business in capo a sei mesi o al più un anno?

 

Se rispondi sì puoi anche risparmiati di leggere i bit seguenti.
Se rispondi no, allora ti chiedo: “Hai mai pensato di assumere uno stagista solo per farti popolare la pagina fan su facebook, il profilo Twitter o il profilo LinkedIn?”

 

 

Molte imprese, pur cominciando a riconoscere l’importanza di un buon lavoro sui social, preferiscono rivolgersi a persone senza troppa esperienza.

Un approccio del genere avrebbe potuto essere efficace nel 2009 non già nel 2013.

Basta un errore da principianti per finire sulle cronache nazionali

Gli stagisti e i neo assunti senza esperienza porteranno di sicuro grande energia e creatività, ma potrebbero anche commettere, per inesperienza, errori da principianti.
Quasi ogni giorno, anche brand famosi,  incappano in qualche scivolone più. Quindi, l’idea di fondo sarebbe quella di affiancare a un “novellino” una persona “esperta”.

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Nel 2014 inizierà il declino di Facebook?

Il social blu sta bene in salute?

Un paio di anni fa Bruce Sterling, autore dell’immortale Neuromante nonché padre nobile, insieme ad altri, della branca della Fantascienza che siamo soliti chiamare Cyberpunk, ebbe a dire: “Facebook ha i giorni contati, ed è un pazzo chi punta sul futuro a lungo termine della geniale intuizione di Mark Zuckerberg, così come degli altri social network. Basti pensare a Myspace, che nel giro di un anno ha perso più del 70% del suo valore e dei suoi contatti”.

Qualcosa del genere, ossia un tracollo, lo preconizza anche il magnate dei media Rupert Murdoch, forse perché lui è uno di quelli che s’è scottato con i social, avendo preso un bagno incredibile con MySpace acquistato nel 2005 e offerto poi a destra e manca a sprezzi stracciati nel 2010. Ma roba tipo, comprato a 580 e venduto a 35. Forse. Leggi il resto di questo articolo »

Personal Branding e Reputation Web? Non solo Klout.

Un po’ di tempo fa avevo parlato di Klout, e di come negli Usa sia uno strumento tenuto in una qualche considerazione dai cacciatori di teste, dagli scalper per imprese e multinazionali.

Ma così come non c’è solo Facebook come social, parimenti non c’è solo Klout come misuratore del personal branding o della reputation web.

Qualche impresa italiana comincia a dare una occhiata a questi strumenti, l’obiettivo sarebbe quello di poter contare su queste persone, ritenute autorevoli e influenti per qualche settore, come veicola tori di un prodotto, una idea, un servizio.

Persone che riescono a far emergere la loro voce nel mare magnum delle informazioni; persone che, of course, hanno un notevole seguito di seguaci, amici, etc.

Gli strumenti più conosciuti e usati per misurare reputation web e personal branding sono Klout, Kred e Peerindex. Ma non sono i soli. Ci sono altri software e altri programmi che rimandano e riportano a qualcosa del genere. Leggi il resto di questo articolo »

I politici e il web 2.0 Alcuni semplici consigli per evitare brutti scivoloni

obamyDalle mie parti si torna a votare per le elezioni comunali.
E puntuali cominciano ad arrivare delle richieste di amicizia di candidati (persone che peraltro conosco bene) e richieste di like alle liste e ai movimenti.

Il modello dichiarato è Obama. Il primo vero Presidente Web 2.0, che nel 2008 usava Facebook e Twitter, ai tempi sconosciuto o quasi in Italia, per gasare i simpatizzanti e per parlare il linguaggio smart dei giovani.
Tutti a prenderlo come esempio, ma pochi a lavorare davvero come ha fatto lui prima e durante il mandato.
Sapete qual’è la foto più condivisa e retwittata di sempre? Bingo. Quella di Obama abbracciato alla moglie. Foto peraltro scattata nell’estate 2012 e non nel Novembre dello stesso anno. Nel belpaese le cose sembrano andare in maniera un po’ diversa.

Qualche mese fa, Mario Monti scelse non solo di salire in politica, ma altresì di “sbarcare” sul web con una pagina Facebook e un account Twitter.

Dal 27 Febbraio a oggi, il senatore ha postato solo due tweet. Anche il solitamente ciarliero Casini sembra aver accusato il colpo: nel mese di Marzo solo 3 tweets. Di Pietro, tra i primissimi a capire, anche su consiglio di Grillo e Casaleggio, le potenzialità del web invece continua a lavorare come ha sempre fatto.

Morale? Non ci si improvvisa Politici Web 2.0 nel mese precedente alle elezioni, chi pensa di farlo è fuori strada e, con molta probabilità, non capendo bene le regole dell’arena competitiva, potrebbe anche fare qualche errore marchiano.

Con tutta l’umiltà possibile, mi sento di dare qualche semplice e picciolo consiglio a quanti si dovessero trovar a solcar i perigliosi mari sociali.
Tanto per iniziare, non sognatevi di scrivere nello stile che ho usato nell’ultima frase. Leggi il resto di questo articolo »

I blog e le fan page hanno affossato i forum

C’erano una volta i Forum. Ci saranno ancora nel prossimo futuro? E per quanto ancora? Linea di demarcazione tra il vecchio web e il web 2.0, i forum rischiano di essere tra le prime vittime della rivoluzione che abbiamo imparato a chiamare 2.0.

I forum hanno rappresentato una piattaforma di incontro e discussione molto valida, mettendo in contatto persone con hobby e passioni in comune che mai e poi mai, in assenza del medium elettronico, avrebbero sospettato l’esistenza l’uno dell’altra.
Da un po’ di anni i forum sembrano mostrare la corda, in tanti hanno già chiuso, altri lo stanno facendo. La piazza del Forum è stata svuotata da Blog e Fan Page.
In questo ordine.

Gli attivisti dei Forum hanno cominciato a mettersi in proprio con i propri blog dedicati, magari anche con l’illusione (nella quasi totalità dei casi) di riuscire a monetizzare qualcosa con i programmi di affiliazione e la pubblicità. La cosa, come detto, nella stragrande maggioranza dei casi non è avvenuta (parlo della parte finanziaria), ma la fuga era già bell’è che compiuta. Leggi il resto di questo articolo »

E tu, quanto hai di klout?

Inizio per dire che oggi 8 Aprile 2013, il mio Klout vale 57,12. E negli ultimi 90 giorni ho avuto una punta di 58,26. A questo punto qualcuno potrebbe anche dire (e come dargli torto), ma cos’è sto Klout? Per la definizione uso ciò che c’è scritto sul moderno oracolo: Wikipedia.

Bene, sulla Encicopledia partecipata alla voce Klout si può trovare: Klout è un servizio di social networking che offre analisi statistiche personalizzate sui social media.

In particolare, stima l’influenza degli utenti attraverso il Klout score (da 0 a 100) ottenuto dal grado di interazione nei profili utente di siti popolari di social networking, tra cui Twitter, YouTube, Facebook, Google+, Linkedin e Foursquare.
Questa influenza è ottenuta a partire dall’ampiezza del network dell’utente, il contenuto generato, e il livello di feedback ottenuto.
Ultimamente mi sa che è stato integrato anche Instragram.

Il mio 57 viene solo da due social: Facebook e Twitter. Ma perché voglio parlarvi di Klout, perché negli Usa è successo una cosa abbastanza curiosa, riportata anche su wired. Leggi il resto di questo articolo »

I politici, i social e il popolo del web

La campagna elettorale sta entrando nel vivo, l’attesa cresce e si autoalimenta come un segnale persistente.

Di sicuro negli ultimi anni è cambiato eccome il modo di comunicare dei politici. Andreotti e quelli del suo tempo avevano il gusto per la parola, per la citazione colta.

I politici attuali ogni tanto fanno (cercano) di fare lo stesso, ma quando si tratta di usare parole o locuzioni latine o inglesi si assiste quasi sempre alla celeberrima frittata.

Con parole latine che acquistano un accento british e parole inglesi che vengono pronunciate all’italiana.

Va ancora peggio quando con il latino si usano le desinenze come vengono vengono. Ma lasciamo stare queste cose. Obama, ma Zapatero prima di lui, hanno dimostrato che il web e i social possono fare la differenza in una campagna lettorale. Leggi il resto di questo articolo »

Romney, Obama e i social nella tenzone elettorale. E come la mettiamo in Italia con il silenzio elettorale?

Le elezioni americane mi offrono lo spunto per parlare degli amici, dei seguaci e dei mi piace sui social. L’antico adagio che dopo le elezioni si rompono le amicizie vale anche sui social.

Mitt Romney, il candidato mormone dei repubblicani, dopo aver perso le elezioni ha visto scendere gli I Like, i nostrani Mi Piace, al ritmo di circa 600 all’ora.
Nei tre giorni successivi alla sconfitta di Romney più di 50.000 utenti hanno abbandonato la sua pagina Facebook.

Evidentemente non erano “veri” amici; una parte rilevante degli stessi magari avevano messo il Mi Piace solo per seguire gli aggiornamenti.

Il San Francisco Chronicle ha fatto notare che tanto Romney quanto Obama hanno guadagnando constantemente fans su Facebook e Twitter la notte delle Elezioni USA.

Obama, per la verità, ne ha guadagnato circa cinque volte di più su entrambi i social media rispetto al rivale politico.

Va altresì sottolineato che l’hashtag #VoteObama è stato sponsorizzato per tutta la giornata delle elezioni, cosa che non ha fatto invece Mitt Romney.
Ad ogni buon conto, il giorno decisivo Obama s’è presentato forte di 20 milioni di seguaci su Twitter in più. Nella giornata elettorale Mitt Romney è stato in grado di aumentarli solo di 44.550; Obama ha aggiunto più di un quarto di milione di nuovi followers. Leggi il resto di questo articolo »

Web Marketing e casi di successo

Il web marketing per i professionisti è diventato fondamentale. Ecco un esempio di successo: il VinciConLaMente online.

Un altro esempio di web marketing particolarmente interessante è relativo alla ricerca di soluzioni per la propria assicurazione auto. Un blog del genere può diventare il punto di riferimento per gli utenti che cercano.

Infine come ultimo esempio di web marketing sui siti, è utile segnalare l'esempio di una moda tutta giovanile. Quella della ricerca di frasi e aforismi particolari da utilizzare negli sms, nelle chat, nelle email e su watsapp