Ebook, più soldi ai creativi?

Gli ebook e la possibile rivoluzione editoriale. Il Mondo della Rete si troverà sempre più spesso ad avere a che fare con degli attriti, delle frizioni, che cercheranno sempre di limitarne la libertà. Da un lato abbiamo il più importante e potente strumento di comunicazione e di condivisione per cultura, idee, arte, musica, tempo libero e tecnologia mai creato, ma tutto ciò non avrebbe senso qualora non potessimo condividere tutto ciò con gli altri. Internet e altre nuove tecnologie hanno permesso a ognuno di esprimere la propria creatività, confrontarsi con gli altri e sviluppare nuove idee partendo da quelle preesistenti, diventando sempre di più uno strumento moderno per la libera espressione e l’innovazione. Tutta questa condivisione, questo sharing, questa mash-up impone però la questione del copyright, del diritto d’autore, chiamatelo come volete, tanto avete capito cosa s’intende. Un argomento delicato perché, per quanto difficile da quantificare, la pirateria informatica ha contribuito almeno in parte, ed almeno per la parte in nero, alla crescita economica e di Internet; pensiamo ai tanti professionisti che, pur non dicendolo, hanno utilizzato software pirata. Software e licenze che sarebbero costati loro migliaia di euro qualora li avessero pagati al prezzo giusto.
Gli ebook, l’abbiamo già detto, potrebbero rappresentare un’opportunità per i tanti soggetti che, a vario titolo, ruotano intorno all’editoria –è un caso che tra i più entusiasti ci sia Jeff Bezos ceo di Amazon?- ma se non ben protetti quelli che potrebbero pagare lo scotto finiranno per essere proprio i venditori di sogni: gli autori.
Ovvio che si potrebbe obiettare che la musica non è finita con Napster e né tantomeno l’industria del software con Linux; esempi illuminanti di come comunque il genio trova il modo di esprimersi, un po’ come la vita che trova sempre il modo di continuare, nei film si vede spesso che c’è sempre qualche persona immune anche alle peggiori malattie e pandemie.
Ergo, i libri non moriranno, sen  non nel supporto, con l’avvento degli ebook.
Ma il Copyright? Con Creative Commons un buon passo avanti è già stato fatto, ma potrebbe non bastare.
Una illuminata regolamentazione dei copyright digitali sarebbe una ulteriore garanzia per l’autore che vedrebbe il frutto del proprio ingegno protetto da eventuali mashup e dalle condivisioni indesiderate che tanto vanno di moda nel mondo web.
Se è vero che l’ebook potrebbe fornire un forte impulso all’editoria non sarebbe affatto giusto che il costo di tutto ciò ricada solo sulle spalle e nelle tasche di chi contribuisce in primis a questa crescita con la propria creatività.
Anzi, dal momento che tanti costi fissi verranno sistematicamente abbattuti, quando non azzerati, si potrebbe anche alzare la quota all’autore.
E questo potrebbe valere anche per la musica e l’industria musicale.
Meno cd e più soldi al cantante. Che ne pensate?

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