Facebook Places: il libro delle facce punta alla geolocalizzazione

Sta quasi per scoppiare il boom della geolocalizzazione online: sono in crescita siti e programmi che rilevano la posizione dell’utente e utilizzano le informazioni che gli vengono fornite per erogare una serie di servizi, siti come ad esempio FourSquare e MobNotes.

Molto presto però sarà proprio il gigante Facebook ad irrompere nel mercato della geolocalizzazione online con il servizio Facebook Places, il quale permetterà di taggare gli amici o di “autotaggarsi” in un luogo. Avete capito bene: in un luogo preciso della terra. Ciò è possibile grazie al gps del cellulare, con il quale si potrà comunicare agli altri amici la propria posizione geografica. Agli amici, ma anche a Facebook naturalmente. Per il momento Places funziona solo negli USA ed in versione mobile, ma presto arriverà anche in Europa, e in Italia.

Non è un caso che la pagina ufficiale di presentazione del nuovo servizio sia stata già tradotta in italiano. Insomma, il libro delle facce sta per entrare ancor più nel nostro quotidiano, arrivando addirittura a farsi dire precisamente (e spontaneamente) dove ci troviamo in quel preciso istante.

Quali saranno i risvolti per la privacy? Quale sarà l’uso che l’azienda farà di questo tipo di informazioni, che saranno gli user stessi a fornirgli? E per quanto riguarda gli “amici” del proprio profilo facebook?

Oggi il concetto di “amicizia” grazie a Facebook si è trasformato molto, al punto che sempre più spesso, e con molta leggerezza, si accettano richieste di amicizia da persone che si conoscono poco, o, peggio, non si conoscono affatto. Comunicare a queste persone le nostre abitudini quotidiane cosa può comportare in termini di rischi? Gli user più inconsapevoli potrebbero incappare in situazioni molto spiacevoli, come ad esempio uno studente che marina la scuola e si tagga in un parco giochi o un impiegato “malato” che si tagga in un caffè mentre invece dovrebbe essere a lavoro.

Situazioni esilaranti e dalle conseguenze non troppo gravi (a patto di non perdere il posto di lavoro!!), ma pensate invece se qualcuno approfitta del fatto di sapere dove vi trovate in quel preciso istante per svaligiarvi casa: lì si che sono cavoli amari! Insomma, quando Facebook Places sarà attivo anche in Italia, gli user dovranno fare molta attenzione ai dati sensibili che condivideranno con gli altri, e soprattutto dovranno imparare a fare un uso consapevole della geolocalizzazione online, se davvero vorrano usarla.

Un’incognita riguardo a questo nuovo servizio è infatti il riscontro che Places potrà avere presso gli utenti: un utente medio di Facebook sarà portato ad usare quotidianamente Places? O il servizio sarà solo un grandissimo flop? Aspetteremo l’arrivo del servizio in Italia per poter parlare di numeri.

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