I flop tecnologici del 2010, non si salvano da qualche Waterloo neanche Google, Apple e Microsoft

Mentre sta per concludersi il Seo contest del Forum GT Instantempo occupiamoci di cose di fine anno. Dei Tech-flop del 2010.
Anche Google, Yahoo, Apple e compagnia prendono delle cantonate in ambito tecnologico.
Nel 2010 nessuno è stato immune al flop tecnologico, forse perché tanti, troppi manager con divani in pelle (umana per dirla alla Fantozzi), e con prestigiosi MBA alle spalle nelle foto d’ufficio, dimenticano le regole del leggendario Warren Buffett, regole semplici, chiare ad un bambino, ma incomprensibili alle persone nei board che contano.
Ed allora vediamo rapidamente tre delle elementari regole dell’uomo conosciuto come L’oracolo di Omaha.

Prima regola di Warren Buffett: Non perdere soldi.

Seconda regola di Warren Buffett: Ricordati la prima regola di Warren Buffett

Terza regola di Warren Buffett: Non investo in quello che non capisco

Ce ne sarebbero delle altre, ma per adesso basta così. Concentriamoci sulla terza. Troppa gente cerca di imitare e di entrare in settori caldi del momento, comprando know-how alla svelta, anche qualificato, ma dimenticando che le imprese in non rare occasioni hanno un dna interno, che le indirizza meglio verso alcune attività e meno verso altre.
Facciamo per capire qualche esempio, partiamo dal libro delle facce: Facebook.
Sull’onda, anzi sullo Tsumani, del successo del social di Mark Zuckerberg anche altre big hanno cercato di lanciare un loro social.
Tentativo invano…Il 2010 è stata la Waterloo di Google Wave e Google Buzz, ma anche del Ping di Apple.
Big G è il motore (o agenzia pubblicitaria) più potente, ma il tentativo di entrare nel mondo social, anche sfruttando Gmail, è miseramente fallito; insuccesso modesto è stato invece il cellulare Nexus One, ma comunque di insuccesso trattasi.
Sul fronte dei cellulari ben più clamoroso, in  presenza di un  investimento massiccio, è stato quello della casa della Microsoft: lo smartphone Microsoft Kin è stato un bagno di sangue per la casa di Redmond.
Twitter ha tentato di essere un po’ più social cercando di “somigliare” a Facebook, ma anche in questo caso il risultato finale è stato deludente.
Google non paga ha cercato di rivoluzionare anche i contenuti video con Google Tv, ma anche in questo caso le cose non sono andate come ipotizzavano dalle parti di Mountain View.
Un altro bagno di sangue è stato il tablet HP Slate 500, profettizato come l’anti iPad si è rivelato poi, all’impatto con i consumatori, un vero e proprio flop.
Dei flop di Yahoo! non ne parlo proprio, questa company sta fallendo in tutto quello che compra, dai social al citizen journalism.

Il 2010, in piena società liquida per dirla alla Baumann, ha lanciato un grosso warning alle imprese: fate quello che sapete fare ed evitate la “liquidità” tecnologica.

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