Quanto costa un negozio. Non è meglio un ecommerce?

Per passione e per deformazione personale, spesso, quando esco e vedo un’attività mi partono in automatico domande come:”che incasso fa questa attività?”, “Qual è il suo fatturato?” “quali sono le sue spese?”, insomma mi faccio i fatti degli altri 🙂

La maggioranza delle volte rifletto su quanto costi avere un negozio tradizionale. A volte penso che molte di queste attività arrancano, facendo salti mortali per non chiudere e per sopravvivere con la speranza che arrivino tempi migliori!

Ma non è meglio aprirsi un ecommerce?

Ovviamente dipende da alcuni fattori come: Il settore, le proprie conoscenze, quanto i potenziali clienti acquistano abitualmente online i prodotti da vendere, quante ricerche vi sono sui motori di ricerca, ecc…

Anche se dipende da questi fattori, nella maggioranza dei casi conviene aprire un ecommerce.

Analizziamo quanto costa un negozio:

  • Allestimento e ristrutturazioni.
    Questo primo punto di spesa è la parte maggiore e va versata prima ancora di aprire la propria attività. Si può spendere da 10.000,00€ per negozi molto piccoli a centinaia di migliaia di euro per negozi molto grandi.
  • Affitto.
    Questa spesa, che grava tutti i mesi sul bilancio dell’attività, è generalmente molto alta. Il costo dell’affitto dipende dalla zona, dalla metratura e dalla città. Per un negozio può andare da 500,00€/mese a cifre anche superiori ai 10.000,00€/mese
  • Pubblicità
    Le pubblicità possibili per un negozio possono essere: volantini, cartelloni, pagine gialle, riviste, web, ecc… Questo investimento è difficilmente quantizzabile. Purtroppo raramente è misurabile e raramente si può prevedere un ROI ( ritorno sull’investimento)
  • Merce in magazzino.
    Un negozio deve avere un ricco assortimento altrimenti le persone non sono invogliate ad entrare. Quindi, tranne che per alcuni franchising che hanno la formula del conto vendita, va acquistata la merce in anticipo e tenuta in magazzino. Un allestimento merce di base raramente è inferiore ai 5000,00€
  • Commesso/a
    I negozi, ormai, hanno orari di apertura molto estesi e quindi anche per le realtà piccole bisogna prevedere un commesso/a. I costi possono andare dai 500,00€ anche a 1500,00€
  • Utenze.
    Almeno 300,00€ mese ma c’è chi paga anche più di 1000,00. Infatti, si deve considerare che d’estate il locale va refrigerato e d’inverno riscaldato.

Ora analizziamo il costo di un ecommerce:

  • Realizzazione sito (Allestimento e ristrutturazioni).
    Il costo per la realizzazione di un ecommerce può andare da poche centiania di euro fino al massimo a 4000/5000€.
  • Maintainer e Hosting (Affitto).
    Questa spesa, generalmente è irrisoria e può andare da pochi euro al mese fino al massimo, per siti con milioni di visite, a qualche centinaio di euro al mese.
  • Pubblicità
    Sul web esistono come pubblicità online le seguenti possibilità: Adwords, banner, affiliazioni, comparatori di prezzo, campagne di posizionamento sui motori di ricerca, ecc. Questo investimento è difficilmente quantizzabile, anche sul web, ma la grande differenza è che molte pubblicità online sono facilmente misurabili e si può prevedere il ROI ( ritorno sull’investimento)
  • Merce in magazzino.
    Su questo punto esistono due tipologie di ecommerce: quello tradizionale e l’ecommerce in dropshipping. Quello tradizionale necessita di un magazzino come il negozio tradizionale, mentre per il dropshipping ( formula che mi piace moltissimo) il magazzino lo gestisce il fornitore del bene. Quindi nessuna spesa di magazzino per la 2° ipotesi
  • Commesso/a
    In questo caso, una persona viene presa solo su volumi di affari importanti. Quindi la si prende solamente quando diventa un spesa sostenibile.
  • Utenze.
    Le utenze sono, la corrente e la connessione ad internet. L’attività può essere fatta anche comodamente da casa.

Ora confrontiamo le due modalità di business anche dal punti di vista del mercato.

Mercato per un negozio.

Il mercato per il negozio è circoscritto, generalmente, alla zona in cui si trova lo stesso. Il numero di potenziali clienti è limitato.

Mercato per un ecommerce.

Li dove esiste un’esigenza e le persone sono abituate a cercare online ( ormai quasi tutte) il mercato potenziale è la nazione o per gli ecommerce più organizzati l’intero pianeta.

Quindi in conclusione, generalmente, un negozio costa troppo, conviene aprire un ecommerce!!!

10 Commenti a “Quanto costa un negozio. Non è meglio un ecommerce?”

  • Aerendir says:

    4000/5000 Euro per un sito di commercio elettronico sono un po’ eccessivi secondo me. Lo sono perchè di solito non si fa altro che installare Magento, PrestaShop o peggio VirtueMart. FInito lì. I più fortunati riescono ad ottenere anche la grafica (non il design, dietro non c’è nessuno studio!).

    Io credo che per la semplice installazione di uno shopping cart non si possano chiedere più di 500/800 Euro (compresi moduli ed estensioni oltre quelle di default). Per il design 1500/2000 Euro vanno più che bene.

    In più si deve tenere conto di altri costi sommersi dell’e-commerce: il certificato digitale (misura idonea di sicurezza ex Codice in materia di protezione dei dati personali); l’attrezzatura fotografica, l’avvocato (questo è un costo che non viene mai preso in considerazione ma c’è!), il commercialista, la pubblicità.

    Quest’ultima voce è la più dispendiosa, perchè va fatta continuamente e perchè i canali da attivare sono numerosi.

    Insomma, io credo che se già per la sola realizzazione del sito si spendono 5000 Euro dopo la vedo dura sostenere tutte le altre attività (a meno che non si abbia un buon capitale da investire, ma non sempre è così, e poi perchè spenderlo male?).

  • Mauro Pepe says:

    Aerendir grazie del tuo contributo!

    come potrai leggere dal post i prezzi per un ecommerce vanno da pochi centiaia di euro fino a 4000/5000€ (ecommerce con molte personalizzazioni costano)

    sono daccordo che per un ecommerce di base è meglio rivolgersi ai sitemi già collaudati, ma quando le personalizzazioni iniziano ad essere troppe non so quanto conviene

    Comunque sono daccordo col fatto che un ecommerce prevede costi anche relativi a commercialista, avvocato, ecc…

  • Aerendir says:

    In effetti si, quando le personalizzazioni sono molte non conviene prendere un CMS: a quel punto diventa pure difficile mantenere gli aggiornamenti perchè ogni volta si deve controllare cosa è cambiato e rifare tutte le modifiche. È un lavoraccio!

  • francesco says:

    Sulla carta e’ sicuramente meglio l’ecommerce ma coem sesso accade la pratica e’ diversa…in italia con un Ecommerce dopo almeno un anno di lavoro si vedono i primi risultati e non sono mai come ci si aspettavano.
    L’ecommerce in Italia non e’ decollato forse lo fara’ presto o forse ci vorranno ancora degli anni prima che accada, la domanda e’ chi puo’ permettersi di lavorare a tempo pieno su un ecommerce guadagnando poco per anni, in attesa di una(forse) partenza dell’ecommerce?

  • Mauro Pepe says:

    Ciao Franceso,
    grazie per la tua opionione. La crescita di un ecommerce ben fatto non è così lenta come credi.
    Se ben strutturato e la persona che lo gestisce è in gamba in pochi mesi si può raggiungere un classico stipendio e per i priù bravi dopo qualche anno si possono guadagnare anche cifre davvero interessanti cifre a 4/5 zeri.

    Anche se il periodo è davvero difficile, si può riuscire. Non va dimenticato che anche in piena crisi aumentano i soldi spesi attraverso acquisti online.

  • SIMONE says:

    Ciao RAgazzi,

    tutte le ragioni che avete scritto sono valide…ma sono legate ad un punto fondamentale…cosa vendere sul web?…quali sono i prodotti che “tirano” di più..se si azzecca il prodotto giusto i 4-5 zeri verranno prima..consigli in merito?

    cioa e buona serata

  • adriano says:

    Ciao a tutti, vorrei dire che Simone a perfettamente ragione un prodotto buono e del tutto nuovo in un anno i 5zeri li raggiunge facilmente, poi un altra cosa, vendere un prodotto solo(casalingo) e-commerce e vendere avendo un magazzino con ufficio (vendita normale),questo viene chiamato dropshipping? quanto mi costerebbe?Intendo apertura iva società e tutto il resto?
    Ciao grazie

  • sandro says:

    lascia perdere chi ti chiede 4000 mila euro, vuole solo spillarti i soldi!
    Un sito buono può costare anche 500 euro!
    Lascia perdere anche sul sito e-commerce, il 99% non guadagna quasi niente.
    Spenderai di più a mantenerlo in alto su google che trovare clienti.
    Ormai ci sono già quei siti molto conosciuti dove la gente compra e non và su altri siti.
    Il consiglio che ti dò se vuoi guadagnare con internet diventa webmaster, almeno guadagni facendo siti 🙂

  • Ema says:

    Dimentichi secondo me la cosa più importante, ovvero il prezzo di vendita dei tuoi articoli. Chi compra su internet è sempre più abile e sceglie attentamente le migliori condizioni di affidabilità/prezzo proposte dal venditore. Inoltre sempre più siti sono disposti a spedire gratuitamente o a prezzi ridottissimi. Devi considerare anche i metodi di pagamento come paypal( ad ora utilizzatissimo) che riduce ulteriormente i tuoi margini di guadagno sul singolo prodotto. Chi riesce ad avere prezzi competitivi non sono ad oggi piccoli privati, ne tantomeno chi utilizza la formula drop shipping, ma grosse aziende che posseggono potere contrattuale più alto del tuo.
    Se indovini un prodotto nuovo e poco distribuito potresti riuscire a fare buoni guadagni, ma non nel breve periodo.

  • Alessandro says:

    Salve,
    io posso dire di aver avuto sia il negozio fisico, che quello virtuale! Le differenze sono molto poche! . Avevo un negozio di assistenza e vendita pc

    Con il negozio fisico, avevo molti privati che entravano per acquistare piccoli accessori (cd, dvd, mouse, ecc..) cose che sul negozio virtuale nessuno acquistava, visto il prezzo irrisorio..perchè poi bisogna aggiungere anche il prezzo della spedizione (e sperare che arrivi a destinazione). Poi l’assistenza sui PC (quella non la puoi fare sul negozio virtuale).. in questo caso i guadagni salivano alle stelle… ma consumati poi con le spese relative al negozio (affitto, inail, irpef, irap, commercialista, fornitori).

    Con il negozio virtuale, c’era molta concorrenza e mille domande prima di un qualsiasi acquisto. Persone che non si fidano, che chiedono, che comparano..essendo tutto virtuale, non ci son molte vendite, se non fatte da persone che sanno chi sei (della zona).

    Detto questo, posso dire che un negozio virtuale serve per ARROTONDARE il proprio stipendio. Sicuramente non ci si vive solo di quello!

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