Archivi per la categoria ‘Sicurezza informatica’

Software antivirus, ecco i migliori del 2013

Con la diffusione sempre maggiore di internet su pc e dispositivi mobili, diventa ancora più importante proteggersi utilizzando dei software (i cosiddetti antivirus) per tenere al sicuro i nostri dati dalle centinaia di minacce sparse nella rete.

Tra l’altro si tratta di virus che si sono evoluti, diventando negli anni sempre più pericolosi e sofisticati. Sono tantissimi gli utenti del web che si ritrovano a dover affrontare problemi causati da questi subdoli software, che possono rubare i nostri dati personali, le nostre password, possono carpire informazioni sulle nostre attività online, possono indurre a perdite di denaro, ecc…

E nonostante questo, moltissime persone non sono ancora consapevoli dei danni a cui possono andare incontro e utilizzano internet anche senza alcuna protezione. Leggi il resto di questo articolo »

I ricatti online stanno diventando un fenomeno sociale e criminale

Non accennano a diminuire i ricatti in rete.

Ogni settimana c’è almeno un caso di persone che si rivolgono alle forze dell’ordine perché qualcuno, in genere una persona che si riteneva fidata, ha deciso di farsi qualche euro (per la verità in genere si parla di migliaia di euro), minacciando di diffondere video e foto compromettenti.

Quello che sembrava essere un reato delle prime ore, quando non si era troppo smaliziati, si sta invece rivelando un fenomeno sociale (e criminale) a tutti gli effetti.

E, ancora una volta, a subire maggiormente questo tipo di reato sono principalmente le donne, di ogni età, ma soprattutto con qualcosa da perdere. In tal senso le più esposte sembrerebbero essere le ragazzine, peraltro in genere le più disinibite ed esibizioniste, quelle che il concetto della privacy, nel mondo social in cui sono immerse, lo intendono in modo più elastico.

Quelle che, per far piacere a qualche seduttore online che fa il carino, hanno meno remore a spogliarsi o a mandare qualche immagine non propriamente ortodossa. Leggi il resto di questo articolo »

Il Garante Europeo della Privacy stoppa l’ACTA?

Ricordate l’ACTA? A qualche mese dalla decisione di Breuxelles sull’eventuale adesione dell’Europa all’ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) arriva una decisone che lascia contenti gli amanti della libertà e rischia di diventare una spina nel fianco per i legislatori dell’Europa.

Già, perché il Garante d’Europa alla Privacy boccia l’ACTA .
Il trattato globale anti-contraffazione è stato sonoramente bocciato dai vertici dell’European Data Protection Supervisor (EDPS), garante comunitario della privacy di milioni di cittadini.

Il motivo? La privacy dei cittadini che, a sentire loro, sarebbe lesa e tutelata in modo molto meno efficace.  Giovanni Buttarelli, assistant di EDPS ha detto che: “Se una maggiore cooperazione internazionale è necessaria per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, gli strumenti da utilizzare non devono essere adottati a spese dei diritti fondamentali degli individui.

Deve cioè essere rispettato il giusto bilanciamento tra la lotta alle violazioni e il diritto alla privacy e la protezione dei dati personali.” Bilanciamento che quelli dell’EDPS non vedono, in quanto le attività di monitoraggio, anche a fini investigativi, sarebbe troppo pervasiva ed invasiva nonché lesiva della violazione degli 7 e 8 della Carta dei Diritti Fondamentali, oltre che della Direttiva europea sulla Protezione dei Dati. Il rilascio di informazioni personali da parte dei vari provider andrebbe “al di là delle leggi europee.” Leggi il resto di questo articolo »

Ron era sbagliata, Whitfield è giusto. C’è una crepa nella crittografia per il web?

Un piccolo warning arriva dal alcuni ricercatori californiani e svizzeri.

Un warning riguardo che cosa?

Un allarme in merito ad una cosa molto importante come la sicurezza delle transazioni online, mica bau bau micio micio.

Questi ricercatori hanno (forse sarebbe meglio dire avrebbero) scovato un buco nel sistema di criptazione online, quello che sovraintende allo shopping online, all’home banking e alla sicurezza delle nostre caselle di posta.

I ricercatori avrebbero altresì aggiunto che il problema riguarderebbe lo 0,38% dei casi.
Ora, in linea generale, se una qualsiasi tecnologia si dimostra affidabile per 99,62% dei casi, nessuno si sogna di dire alcunché. Non così quando si tratta di soldi, lì lo standard deve essere il 100%, perché nessuno vorrebbe far parte dello 0,38%.

Questo gruppo, composto da ricercatori statunitensi ed europei, ha anticipato i risultati di uno studio (intitolato “Ron era sbagliata, Whitfield è giusto”, in omaggio a due pionieri della crittografia a chiave pubblica, Ron Rivest e Whitfield Diffie) effettuato per testare la sicurezza dei sistemi che governano, tra i tanti servizi, anche lo shopping online attraverso e-commerce, l’home banking e le nostre caselle di posta. Leggi il resto di questo articolo »

Il Diritto all’oblio digitale, le linee guida della direttiva Ue di Viviane Reding

Il diritto all’oblio su Internet. Da un po’ di tempo a questa parte si sente spesso parlare di questo diritto all’oblio, inteso in senso digitale.

La cosa non è proprio così semplice e va ad investire una peculiarità proprio dell’elettronica, ossia la capacità di memorizzare per un tempo illimitato una informazione e di reperire facilmente la stessa.

Alla voce Wikipedia si può leggere, alla voce diritto all’oblio, che il diritto all’oblio è una particolare forma di garanzia che prevede la non diffondibilità di precedenti pregiudizievoli, per tali intendendosi propriamente i precedenti giudiziari di una persona.

In base a questo principio, non è legittimo diffondere dati circa condanne ricevute o comunque altri dati sensibili di analogo argomento, salvo che si tratti di casi particolari ricollegabili a fatti di cronaca.

Questa garanzia è variamente riconosciuta ed applicata a seconda degli ordinamenti.
In Italia questo principio si concretizza in alcune pronunce dell’authority per la privacy.
Con l’avvento di Internet sono sorte problematiche riguardo ai dati memorizzati nel Web e nei motori di ricerca.

Il punto è limitare la possibilità da parte di un utente di potersi figurare la carta d’identità di una persona attraverso dati reperiti in Rete e lì conservati in eterno. Eterno tecnologico, s’intende.

La cosa assume, come si può ben capire, un carattere transnazionale, se pure si cancella una informazione in Italia, la stessa, in assenza di una regolamentazione diffusa e condivisa, può riapparire in Finlandia, in Argentina o in Nuova Zelanda.

Ecco perché si sta muovendo l’UE, che ha presentato, attraverso Viviane Reding, commissario europeo per la Giustizia, i Diritti fondamentali e la Cittadinanza, una direttiva a fine Gennaio. L’idea è trasformare la stessa in legge entro il 2015.

La questione va affrontata usando il fioretto e non l’accetta, perché se è giusto far rimuovere un commento non proprio felice fatto a 15 anni, è altresì giusto, per un cittadino, essere a conoscenza del passato, civile e penale, di un futuro candidato politico o amministrativo.
In tal modo, come si può ben capire, stabilire come e quando sia “legittimo” far sparire una informazione diventa una materia delicata, impervia e scivolosa. Leggi il resto di questo articolo »

Gli user italiani e il “cybercrimine”: quanto siamo vulnerabili online?

 Una recente ricerca commissionata dalla Symantec, la Norton Cybercrime Human Impact Report, ha tracciato un ritratto impietoso, ma molto veritiero, del rapporto tra gli user italiani e il “cybercrimine”: lo studio riguarda, nello specifico, la possibilità che hanno gli italiani di finire vittime di una truffa online.

La ricerca rileva che le donne in linea generale sono più prudenti quando navigano in rete (anche se hanno un bel tallone d’achille: la passione per lo shopping), mentre gli uomini, comunque più vulnerabili delle donne alle minacce del web, si fanno spesso adescare, come era prevedibile, da contenuti a sfondo erotico.

Molti di loro, pur sapendo che magari dietro ad un banner hot si nascondono virus, malware, etc., sono comunque portati a cliccare: insomma, il richiamo di una donna nuda è più forte di qualsiasi avvertimento sulle minacce online. Le donne, dicevamo, sono in linea generale più attente, ma anche loro possono andare facilmente ko grazie al loro tallone d’achille per eccellenza: lo shopping.

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Cancellare i dati da un PC per proteggere la propria privacy non è banale!

Quando si vuole vendere un PC usato, è fondamentale, per proteggere la propria privacy cancellare tutti i dati da sopra l’hard-disk. La semplice formattazione non è sufficiente, infatti un utente avanzato, che conosce i giusti software riesce a risalire ai dati prima della formattazione.

La Polizia, infatti, spesso trova tracce e prove sugli HD cancellati, formattati e a volte anche danneggiati. Esistono Aziende e macchinari che fanno miracoli nel recupero dei dati su dispositivi anche molto danneggiati.

Allora come fare per cancellare definitivamente i propri dati e proteggere la propria privacy.

Se l’obiettivo è quello di vendere il proprio PC usato, o quello di rottamarlo allora un software che permette la cancellazione dei files e la riscrittura dei cluster per ben 35 volte è sufficiente. Un software del genere gratuito è Freeraser. Ma questa soluzione non vieta a chi dispone di macchinari professionali di risalire ai dati precedenti. Sicuramente l’operazione non è a basso costo, me nel caso di un’indagine nè può valere la pena. Certo se ci si vuole disfare del proprio PC e basta il software consigliato prima.

Se invece si vogliono distruggere i dati sul proprio PC per non farli mai più leggere allora è molto più complicato. L’unico modo davvero sicuro è quello di distruggere in vari pezzi il proprio HD e di gettarlo in momenti diversi.

Crolla il Phishing ma le truffe online godono di ottima salute

La IBM, come ogni anno, ha reso pubblico il suo rapporto sul cybercrimine, e i dati sono molto interessanti.

Innanzitutto, e questo ci fa molto piacere, è diminuito del 82% il Phishing ( la raccolta di username e password di conti bancari attraverso email ) molto probabilmente per la maggiore conoscenza di questa frode da parte degli internauti e per l’enorme campagna mediatica e istituzionale contro questa tipologia di truffa.

Lo Spam, purtroppo, gode di ottima salute, soprattutto perchè molti Paesi non hanno ancora una legislatura in grado di vietare delle pratiche illegali come l’invio ripetuto e fraudolento di email.

Tra i Paesi dove è possibile far partire lo spam non è presente più la Cina, che grazie ad interventi dello Stato, ha bloccato moltissime fonti di spam. Invece i Paesi emergenti come la Russia, il Brasile, la Corea del Sud e l’India, sono i posti dove parte la magggioranza dello spam mondiale.

In questi Paesi, purtroppo, facendo correttamente Spam si possono guadagnare anche milioni di dollari, Leggi il resto di questo articolo »

Facebook tutela i più giovani: ecco il “panic button”

Arriva da Londra la notizia che Facebook ha messo a punto per i propri utenti il “panic button”, un pulsante che apparirà automaticamente sulle home degli user inglesi che hanno dai 13 ai 18 anni e che servirà a segnalare gli abusi al proprio profilo. L’iniziativa del panic button per il momento riguarda solo l’UK, anche se la deputata Saltamartini propone di “estenderlo a tutti i Paesi dell’Unione Europea”.

Il progetto è nato dalla collaborazione tra Mark Zuckerberg e l’associazione Child Exploitation and Online Protection Centre: l’idea è nata dopo che una 17enne è stata assassinata da Peter Chapman, uno stupratore seriale che ha conosciuto proprio su Facebook.

Joanna Shields, la vicepresidente del “libro delle facce” per l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente, chiarisce che “non esiste una formula magica per rendere Internet un luogo sicuro”, ma che resta comunque più che valida l’iniziativa del social di fornire ai ragazzi uno strumento che possa segnalare eventuali abusi al profilo, e garantirne quindi la sicurezza almeno online.

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Sicurezza informatica: come creare una password sicura e “ricordabile”!

Abbiamo già parlato in un altro post delle password più utilizzate e di alcuni modi per renderle più sicure. Ma come possiamo fare per riuscire a creare una password complessa, che sia difficile da scoprire ma al tempo stesso semplice da ricordare? Per rendere la propria password sicura, e al tempo stesso “ricordabile”, ci sono vari passaggi da eseguire. Nello specifico, la strategia migliore per ricordare la propria password comprende queste procedure:

– Pensare ad una frase semplice da ricordare (come ad esempio: “mio figlio Marco ha un anno”), la quale costituirà la “frase chiave” o passphrase (parola che in ambito informatico indica un insieme di parole o di stringhe alfanumeriche che serve per l’autenticazione ad un sistema o ad una rete).

– Controllare se il sito o il computer su cui si sta inserendo la password supporta  la passphrase.

– Convertire in password la passphrase qualora il computer o il sistema online non dovessero supportarla (per convertire la frase chiave in password basta prendere la prima lettera di ogni parola della passphrase: ad esempio, “mio figlio Marco ha un anno” diventerà la password “mfMh1a”)

Come potete notare, la strategia migliore in questa fase è quella di creare la password usando lettere minuscole, maiuscole e numeri per renderla ancora più sicura: una maggiore complessità corrisponderà sempre ad una maggiore sicurezza.

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Web Marketing e casi di successo

Il web marketing per i professionisti è diventato fondamentale. Ecco un esempio di successo: il VinciConLaMente online.

Un altro esempio di web marketing particolarmente interessante è relativo al risparmio, sempre molto ricercato in Italia. Un sito molto autorevole per questo argomento èNoirisparmiamo.com, sul quale è possibile trovare moltissime soluzioni per risparmiare sugli acquisti, su bollette, e su tanti beni e servizi di necessità.

Inoltre, un argomento particolare ma anche molto cercato per chi vuole fare un "affare" è quello delle Aste Giudiziarie. Se vuoi restare aggiornato e trovare tutte le aste giudiziarie d'Italia visita: Aste Giudiziarie

Infine come ultimo esempio di web marketing sui siti, è utile segnalare l'esempio di una moda tutta giovanile. Quella della ricerca di frasi e aforismi particolari da utilizzare negli sms, nelle chat, nelle email e su watsapp