Agcom. Lotta alla pirateria o censura?

Agcom. Lotta alla pirateria o censura?Sono giorni caldi questi. Per il web italiano. Il 6 Luglio il web italiano potrebbe svegliarsi in un mondo molto diverso.

L’Agcom, l’authority italiana per le Comunicazioni, ha deciso di varare una legge che tuteli meglio il copyright, solo che dette disposizioni avranno l’effetto collaterale di operare una sorta di censura del “web”.

Insomma si rischia di buttare via il bambino (l’informazione libera ed indipendente) insieme all’acqua sporca (la pirateria).

Tanto per dire la rete Anonymous, la gilda internazionale di Hacker, ha subito mandato un messaggio mandando in tilt, causa troppi accessi, il sito dell’agcom.

Alcuni esperti italiani hanno provato a parlare con i garanti, che hanno ribadito, una volta di più, che si andrà avanti; i fruitori del web, hanno invece deciso che continueranno a combattere a combattere nelle sedi appropriate. Rischiamo di diventare, seppur con le dovute differenze, la Cina, la Cuba e l’Iran d’Europa, perché, è bene dirlo, non esiste niente di simile in Europa e nei paesi che siamo abituati a chiamare “occidentali”.

E ci tocca sentire anche uno come  Richard M. Stallman, intervenuto all’Hackmeeting di Firenze sostenere che questa legge è “contro i diritti umani”, per poi aggiungere, sarcastico: “Potremmo chiedere a degli amici cinesi di prestarci un proxy server per aggirare la censura in Italia”.

Capito? Ma le possibili ripercussioni sembrano interessare a pochi. L’opposizione di centro sinistra e sinistra si sta accodando per scopi politici e non perché sente veramente la battaglia. Le sanzioni poi, al di là dell’oscuramento, sono in alcuni casi pesanti; e ci si potrà trovare il sito oscurato anche solo perché c’è un video con una canzoncina.

La cosa funziona così. Io proprietario del Copyright su un contenuto invito il gestore del sito a rimuovere quel contenuto, se ciò non avverrà mi rivolgerò all’Agcom che, a valle di un confronto, deciderà o meno di eliminare il contenuto stesso, c’è il serio rischio che decine di siti e blog possano venire oscurati per un nonnulla, per aver semplicemente condiviso qualcosa.

E’ questa la libertà digitale?

E’ questo il modo di combattere la pirateria e proteggere il copyright?

In che modo e in che misura questa normativa inciderà sull’economia italiana e sulla reputazione del web italiano. E come anche i sassi sanno sui mercati la reputazione e tutto!

One Response

  1. max 2 Luglio 2011

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