La dipendenza da Internet: quando il Web diventa una “malattia”…

L’Internet Addiction Disorder, la dipendenza da Internet, è un fenomeno che si è sviluppato a partire dall’avvento delle nuove tecnologie di comunicazione e, soprattutto, dall’uso improprio che alcune persone ne fanno. Nella letteratura psichiatrica l’IAD è addirittura indicata come una vera e propria patologia. Ad ogni modo la dipendenza dal Web è un fenomeno che presenta diverse sfumature, e va pertanto fatta una distinzione tra le diverse tipologie di comportamento legate a questo disturbo.

Quando il soggetto basa le proprie relazioni sociali principalmente sul Web, ossia quando una persona preferisce le relazioni virtuali a quelle reali, si parla di dipendenza cyber-relazionale.

Si parla, invece, di dipendenza da net-gaming quando una persona prende il vizio del gioco d’azzardo on-line; lo stesso può capitare anche ai più giovani, i quali possono anche arrivare a giocare on-line più di 10 ore consecutive, con il rischio, soprattutto per i bambini, di confondere i giochi on-line con la vita reale.

Un altro disturbo comportamentale legato alla dipendenza da Internet riguarda la sfera sessuale: le persone che soffrono di dipendenza cyber-sessuale sono solitamente dedite all’utilizzo di materiale pornografico online e/o coinvolti in chat room per soli adulti. Anche in questo caso ci possono essere delle conseguenze negative nella crescita di un adolescente.

Oltre a questi comportamenti legati a delle dipendenze specifiche, ci sono da considerare dei disturbi che riguardano in linea generale tutte le persone che sono affette dalla dipendenza da Internet: il “dipendente da Internet” tende a crearsi una seconda vita, quella virtuale, che in alcuni casi più gravi può anche essere percepita come migliore rispetto a quella reale, o addirittura “vera” (nel senso che si finisce per percepire reale solo la propria “vita on-line”). Secondo alcuni medici questo comportamento può portare a degli sbalzi d’umore, a delle crisi depressive, ad un senso di disagio nella vita reale, a svogliatezza e ad un continuo senso di insoddisfazione di se stessi e della propria vita.

Diciamo che l’uso improprio di Internet avviene soprattutto in quei soggetti che già di base hanno dei problemi personali, che sono più deboli rispetto ad altri, o che stanno attraversando un momento difficile della loro vita e cercano rifugio sulla Rete.

In effetti, Internet riflette e al tempo stesso amplifica problematiche che sono già presenti nella vita off-line. Il vizio del gioco d’azzardo, i problemi legati alla propria vita sociale e relazionale e la tendenza a sviluppare la patologia della depressione sono tutti disturbi che si sviluppano anche senza il “supporto” della Rete. Il Web è soltanto uno strumento che dà più visibilità a tali problematiche, e, a causa delle sue caratteristiche, in alcuni casi contribuisce ad amplificarle.

3 Commenti a “La dipendenza da Internet: quando il Web diventa una “malattia”…”

  • C’è un blog apposito che si occupa di tutto questo, tra l’altro in maniera secondo me molto efficace
    http://www.iadkillervirus.org/
    A presto!
    Paolo Leonardi

  • Talksina says:

    ciao Sono quella del blog iadkiller – http://www.iadkillervirus.org fino a settembre poi solo http://www.iadkiller.org
    Sull’articolo si è parlato di persone con già dei problemi personali, persone deboli, ma ti sei dimenticato di citare le persone affette da disabilità di tipo fisico (motorio e sensoriale). Poi ovvio che dipende dal carattere della persona, non è che essere cieco, sordo o paralizzato significhi per forza essere anche pieni di IAD fino al collo per fortuna. Però c’è spesso e volentieri la convinzione che il computer sia la libertà, l’autonomia, perciò se la persona con disabilità non ha stimoli (lavorativi e relazionali) reali, c’è il rischio di crearsi una doppia identità, data proprio dal fatto che internet ti permette di lavorare con la fantasia e, volendo, a meno che uno non usi la webcam, uno può anche crearsi proprio un’altra personalità. Per la serie, non cammino e per il web sono un maratoneta. Non so se rendo l’idea.

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