One Laptop Per child: anche il computer a manovella viene colpito dalla crisi

E’ di Nicolas Negroponte, uno dei più grandi esperti al mondo di informatica e Web nonché ricercatore del Massachussets Institute of Technology di Boston, il progetto chiamato “One laptop per child”, messo a punto nel gennaio 2005 nell’ambito del Forum Economico Mondiale di Davos, in Svizzera.

Un progetto molto ambizioso, quello di Nicolas Negroponte: l’idea era quella di distribuire ai bambini dei paesi in via di sviluppo un computer portatile a manovella, dal costo di circa cento dollari, che garantisse loro il collegamento ad Internet anche in zone dove non c’è la rete elettrica.

A partire da questa idea nacque quindi l’OLPC (l’associazione chiamata One Computer Per Child), una organizzazione no profit la cui iniziativa è stata supportata da aziende come: Google, Red Hat, e AMD, tanto per citare le più famose, le quali hanno contribuito economicamente alla realizzazione del progetto.

Nel Novembre 2005 Negroponte ha presentato il primo prototipo del pc al World Summit on the Information Society di Tunisi, presieduto dall’allora segretario delle Nazioni Unite: Kofi Annan. Il prototipo si presentava come un pc portatile la cui batteria poteva essere ricaricata anche con una manovella (in modo che l’apparecchio potesse essere usato anche in zone dove non c’è la corrente elettrica).

Il sistema operativo originariamente installato sul pc era Linux (in seguito è stato anche adottato Windows XP, scelta che ha generato non poche polemiche), ed il primo portatile è stato consegnato nel 2006 al presidente del Brasile, Luiz Inácio da Silva, detto Lula. Successivamente il laptop OLPC è stato richiesto anche da molti altri paesi tra Asia, Africa e America Latina.

Purtroppo però, con l’avanzare del progetto, i costi iniziali relativi alla realizzazione di ogni pc a manovella sono quasi raddoppiati: insomma, la crisi economica mondiale non risparmia neanche l’OLPC, il cui personale è stato dimezzato da Negroponte proprio per mancanza di fondi, e per lo stesso motivo è stato anche ridotto lo stipendio al personale restante.

Questa scelta avrà indubbiamente effetti sullo sviluppo dell’interfaccia inizialmente pensata per OLPC, “Sugar”, oramai messa in secondo piano dopo l’adozione di Windows XP per i portatili OLPC.

La scelta, come si può immaginare, non è stata condivisa da molti e Negroponte, nonostante l’ambizioso progetto, si ritrova attualmente in grande difficoltà. Riuscirà One Computer Per Child nell’intento di garantire l’accesso al Web anche ai bambini dei Paesi più disagiati?

Lo “scopriremo vivendo”, ma forse la domanda più pertinente dovrebbe essere: quanto può realmente servire un pc portatile a dei bambini che vivono in zone dove non arriva neanche la rete elettrica?

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