E-mail marketing, progettare una campagna

Fra i tanti strumenti che si possono utilizzare nel commercio moderno, non sono da trascurare quelli forniti dalla posta elettronica. Di seguito qualche consiglio.

DADO-AM-004_email-marketingI vostri prodotti sono in bella mostra sul sito che avete creato con pazienza e accortezza? Bene, di certo avrete saputo valorizzarli e avrete studiato delle efficaci soluzioni grafiche nonché dei metodi per indicizzare nel migliore dei modi il vostro indirizzo web, così che gli esperti del vostro campo “accorrano” a visitare con curiosità le vostre pagine. Forse però è giunto il momento di ingranare la marcia successiva e accostarsi a un’ulteriore, vantaggiosa maniera per farvi conoscere capillarmente: l’e-mail marketing, sul quale peraltro Webinabox.it può darvi qualche dritta. 

Di che si tratta

Quando si intende lanciare un nuovo articolo o un’iniziativa che sta per partire, la posta elettronica, un “bene” di cui sono ormai provvisti tutti, diventa un veicolo ideale. Ma attenzione: non è il caso di redigere un messaggio asettico e spedirlo indistintamente, senza un criterio vincente. Bisogna soffermarsi su ciò che serve davvero, soppesare gli elementi e individuare un target ottimale, in modo da ridurre i margini di errore. Bei principi che purtroppo non sono così facili da applicare e che non tutti sanno mettere in pratica con spontaneità.

Puntare al successo

Non è che riuscire a cogliere i dettami dell’e-mail marketing e applicarli con diligenza significhi in automatico ottenere i migliori risultati possibili. È necessario infatti individuare gli accorgimenti più riusciti di altre campagne consimili, capire quali sono i loro punti in comune e riprodurli. Isolare la clientela più idonea o dare un tocco personale ai messaggi che inviate, per esempio, potrebbero rivelarsi delle mosse ideali. A questo punto, entriamo nel dettaglio.

Primo consiglio: definire il “bersaglio”

I destinatari della vostra promozione non sono un “ammasso informe”: sono persone con gusti differenziati, quindi è bene che impariate a conoscerle preventivamente, in modo da rivolgervi a loro oculatamente (evitando quindi i comunicati privi di “anima” e di considerazione per le esigenze e gli interessi di ognuno). Estrapolare le abitudini di acquisto, la collocazione geografica, la predilezione di uno dei vostri servizi rispetto a un altro può divenire molto importante per conseguire il vostro obiettivo. Si creano così dei gruppi caratterizzati; una suddivisione che torna utile anche in occasioni e strategie future.

Secondo consiglio: connotare le e-mail

Aggirare le formalità e chiamare i destinatari per nome vuol dire stabilire un contatto diretto, magari confidenziale con loro, che inizieranno a fidarsi di voi soprattutto se mantenete lo stesso mittente. Insomma, personalizzare le e-mail conduce all’azione più importante da parte dei potenziali clienti: che aprano la vostra comunicazione e, soprattutto, la leggano, possibilmente con la giusta dose di attenzione.

Terzo consiglio: servirsi di un layout semplice

La grafica è un aspetto da tenere d’occhio. Va alleggerita il più possibile, con una cura particolare per l’immediatezza di lettura del testo. È opportuno che non vi lasciate tentare da caratteri appariscenti o evidenziati grossolanamente, da parti superflue o “a effetto”. Il pericolo più concreto è quello di essere cestinati. La sobrietà, invece, di solito è premiata.

Quarto consiglio: essere stringati

Se da un lato viene naturale dilungarsi su un prodotto sul quale si è lavorato molto e della cui bontà si è convinti, non è un entusiasmo consequenzialmente trasmissibile al lettore. È più proficuo affidarsi a frasi piccole e precise, che implicitamente assecondino il poco tempo che di solito si ha a disposizione per leggere la posta. Per scendere nei particolari, ha più senso creare un link all’apposita pagina del sito.

Quinto consiglio: chiamare all’azione

Il call to action è un piccolo “utensile” da aggiungere alla fine del vostro comunicato per invitare il vostro contatto a esprimersi. Una domanda sul tema, la richiesta di un parere, l’ingresso tramite un link oppure, per chi ha più tempo, un mini-sondaggio da compilare o addirittura un acquisto caldeggiato da effettuare. Il coinvolgimento non va sottovalutato.

Sesto consiglio: “spogliare” l’oggetto

Quando si desidera che il destinatario apra un’e-mail, lo si accattiva grazie all’oggetto della stessa. Il quale acquisisce dunque un peso specifico. Inutile sottolineare che la sua essenzialità è imprescindibile. Però l’onestà non va ignorata: a che serve promettere in tale sede “facili guadagni” o “bellezza eterna”? A parte che sono espedienti abusati (che conducono all’eliminazione immediata e forse pure alla via dello spam), ma non credete che fare false promesse sia irritante per chi dovrebbe scegliervi o darvi retta? Fate appello alla vostra serietà e indicate succintamente di che si parla davvero.

Vi siete mai trovati a fare e-mail marketing?

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