Archivi per la categoria ‘Tecnologie’
3 Aprile 1973. La prima chiamata da cellulare della Storia
Ho comprato un cellulare nel febbraio del 2001, e verosimilmente ho fatto una chiamata con scheda a mio nome da cellulare in quello stesso periodo. Ma i cellulari c’erano già in giro da un po’.
Da quanto? Nel 1983 la Motorola mise in commercio un prodotto, un cellulare, al costo, esorbitante oggi figuriamoci per i tempi, di 4000 dollari. In Italia cominciarono a diffondersi in modo massiccio intorno alla metà dei ruggenti anni ’90, per avere un boom vero e proprio nel 2000. Da lì in poi l’escalation è stata continua e costante.
Nel 2007 il 50% della popolazione mondiale aveva un cellulare, all’inizio del 2009 la percentuale è salita al 61%. E pensare che solo nel 2000, due persone su tre nel mondo non avevano mai effettuato una chiamata, neanche da telefono fisso, a pagamento o pubblico.
E’ stata una vera e propria rivoluzione, non c’è altro modo per etichettare il fenomeno. In Italia, secondo i dati resi pubblici dall’Autorità per le Telecomunicazioni, nel 2009, i minuti di conversazione al cellulare hanno superato quelli dal telefono fisso (113,8 miliardi contro 103,8) e tre famiglie su dieci hanno eliminato il telefono fisso. I social adesso stanno portando un serio attacco ai cellulari, che nondimeno sono ancora molto usati. A venir meno sono gli sms, ma questo è un altro discorso. Leggi il resto di questo articolo »
Smartphone o tablet? Prova un phablet
Smartphone o tablet? Questo tecnologico e amletico dubbio potrebbe essere risolto nell’arco del 2013 dall’affermarsi di una nuova realtà: Il phablet.
Cosa sarebbe un phablet? Un smartphone con alcuni vantaggi tipici del tablet. Vale a dire, solo per dirne alcuni: schermo grande (oltre i cinque pollici) e batteria di lunga durata.
I prezzi sono in caduta, anche per effetto dei nuovi players cinesi Huawei e Zte che insieme a Lg stanno andando a intaccare un mondo che aveva un solo colosso: Samsung, con il suo Galaxy Note, considerato il primo phablet. Secondo Gfk nel 2013 si venderanno ben 55 milioni di phablet nel mondo, a fronte dei 20 milioni del 2012. E pensate che il solo Galaxy Note ha fatto, nel 2012, 10 milioni di vendite.
Il segmento di riferimento è composto dalle persone che vogliono uno smartphone e un tablet, ma non possono permetterseli entrambi. Capirete che il mercato è abbastanza grande, e molto scalabile da un prodotto veramente dirompente e innovativo. Leggi il resto di questo articolo »
L’Agenda digitale, questa sconosciuta..!!
Gli italiani stanno facendo conoscenza con una serie di termini poco usuali sino a qualche mese fa. mi riferisco a termini come: Spread (of course e noblesse oblige), legge di stabilità, spending review, esodati, agenda digitale.
Quanto ci capiscono? Lasciamo da parte lo spread, perché il discorso è lungo, e sui meccanismi dello stesso non si riescono a trovare due, dico due, economisti che la pensano alla stessa maniera. Agenda Digitale dovrebbe essere più ovvia, e invece si constata che non lo è affatto.
Il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, ci punta tanto, ma gli italiani cosa ne pensano? Per la verità, prima ancora di pensare a qualcosa, anche perché bisogna vedere ancora delle proposte se non rivoluzionarie almeno concrete, bisognerebbe vedere quanti italiani ne sono a conoscenza. Pochini, il 63% degli italiani (su un campione di 800 adulti) ignorano cosa sia l’Agenda digitale; da notare che persino il 15% dei così detti “opinion maker” (su un campione di 100 casi), interrogato sull’argomento, ha fatto scena muta. Leggi il resto di questo articolo »
All’inaugurazione della Olimpiade c’era anche Berners-Lee, l’ideatore del www
Le Olimpiadi di Londra 2012 sono ormai in pieno svolgimento, anzi già quasi alla fine dal momento che domenica 12 termineranno of course con la maratona maschile.
La cerimonia di apertura è stata nondimeno sfarzosa, a tal proposito e en passant diciamo che il solo logo, con ovvio studio dello stesso, è costato qualcosa come 400mila sterline, ossia quasi 600mila euro.
Il logo poi è stato ferocemente attaccato, perché somiglia straordinariamente ad una fellatio di Lisa a Bart Simpson. Tornando alla cerimonia, è stata veramente ben fatta, e ha raccontato, con grande profusione di attori e costumi, la storia della Britannia prima e del Regno Unito poi. Leggi il resto di questo articolo »
In arrivo c’è lo smartphone di Amazon
Jeff Bezos, CEO e fondatore di Amazon, è, adesso che non c’è più Steve Jobs, uno degli ultimi visionari, della Rete e non, rimasti.
Per capire che è un visionario basta dare una occhiata ai progetti non inerenti alla Rete sponsorizzati o promossi da Bezos.
Ma adesso, anzichè lanciarsi nelle profondità marine, ha deciso che è tempo di fare qualcosa per togliere fette di mercato alla Apple nel segmento degli smartphone.
Sarebbe, infatti, quasi in dirittura d’arrivo il nuovo dispositivo della linea Kindle, che seguirà i fratelli maggiori rappresentati dall’e-reader e dal tablet.
Adesso Amazon sta per lanciare la sfida alla gamma iPhone con uno smartphone tutto suo ed equipaggiato con Android. I componenti saranno asssemblati, almeno così si dice, dalla cinese Foxconn, che già realizza parti significative dell’iPhone e dell’iPad.
Staremo a vedere come sarà e se risulterà più attraente degli iPhone; di certo potrebbero essere più a buon mercato, ma ciò, in piena i-something mania potrebbe anche non rappresentare un vantaggio. Anzi. Con gli e-reader le cose le cose sono andate bene, se volete leggere, e bene, un Kindle è meglio di un iPad; ma uno smartphone è un’altra cosa. Stiamo parlando di qualcosa, ma senza dare un nome.
Come si chiamerà? In Rete si sono scatenati, chi dice Kindle Phone, chi kPhone, chi più semplicemente Kindle Smarthphone. Non si sa ancora.
L’Infratel, il ministro Barca e la banda larga in Italia
Mentre il mondo dei blogger esulta per la recente sentenza della Cassazione in merito al caso Ruta, in tal senso ribadiamo che la Cassazione ha sentenziato che i blog non possono essere considerati prodotti editoriali, e non devono essere registrati. Ma soprattutto non sono “stampa clandestina”.
I blog, per i giudici della terza sezione della Corte di Cassazione, non sono assoggettabili alla legge sulla stampa del 1948, in particolare non hanno l’obbligo di registrarsi presso il tribunale come testata giornalistica, a meno che non ricevano finanziamenti pubblici.
Il discrimine è dato dai finanziamenti pubblici.
La sentenza è di straordinaria importanza per il popolo dei blogger e per la blogosfera più in particolare. La seconda buona notizia è arrivata da un articolo dell’Espresso dal titolo Infratel ci darà la banda a firma di Alessandro Longo.
Nell’articolo si legge dell’azione del Ministro Fabrizio Barca, titolare del Ministero per la coesione territoriale, sinora si è fatto il mazzo in giro per le regioni andando a spulciare i finanziamenti europei non utilizzati, utilizzati male o destinati a progetti senza futuro o poco attuabili.
Ha poi successivamente chiesto di destinare questi fondi allo sviluppo della banda larga. Leggi il resto di questo articolo »
Volunia, a web difference è realtà. Sarà il nuovo Google o il nuovo Facebook? O sarà altro?
La nuova creatura di Massimo Marchiori, il ricercatore italiano che tanta parte ha avuto per Google, apporto peraltro sempre sottolineato da Page e Brin, ha preso il via.
La novità va salutata con una salva di giubilo in quanto è un progetto tutto italiano, fatto da cervelli italiani non in fuga, ma ben radicati nel Belpaese. I giornali si sono scatenati parlando dell’anti-Google italiano.
Titoli altisonanti, ma che non corrispondono alla realtà, lo stesso Marchiori ha messo le mani avanti quando ha detto “Non aspettatevi la Luna, siamo appena nati, e questo deve essere innanzitutto un fortissimo stimolo allo sviluppo in Italia”.
Ha fatto poi intendere che sfidare Google sul suo terreno è una strategia perdente, ecco perché ha pensato Volunia come a web difference, come una nuova esperienza di navigazione.
Una navigazione dall’alto, come una aquila.
Volunia, come ogni altro motore fornirà dei risultati, più o meno pertinenti con ciò che si cerca, ma, a differenza di Google&Co, continuerà ad assistere l’utente fornendogli una mappa grafica per meglio aiutarlo nella ricerca delle informazioni.
E’ questa la vera novità. Una barra di strumenti sempre attiva che aiuterà l’utente a districarsi tra blog, contenuti multimediali (foto e video) ed altro. Leggi il resto di questo articolo »
Venture Capital, questo sconosciuto
Se potessimo catapultarci nell’America più febbrile dal punto di vista techno-intellettual, per intenderci un po’ meglio nelle sale universitarie degli istituti che vengono carateterizzati come le università dell’Ivy league, per comodità le riporto così come Wikipedia, ne sentiremmo delle belle.
Per Ivy League, o le Ancient Eight, s’intendono le otto più prestigiose ed elitarie università private degli Stati Uniti d’America. Nonostante siano sorte anche in funzione della fede religiosa (anglicana, puritana, quacchera, battista, presbiteriana, episcopale) dei loro fondatori, le università della Ivy League sono attualmente rigorosamente non-confessionali.
E sono: Brown University, Columbia University, Cornell università, Dartmouth College, Harvard University, Princeton University, University of Pennsylvania e Yale University. Alcune le conoscete di certo, altre, come la Dartmouth sono famose per la scuola di matematica e di matematica applicate.
Ma torniamo a noi, se vi fate un giro per queste aule, e per le aule delle università californiane, sentirete con una certa insistenza la parolina start-up. Leggi il resto di questo articolo »
I regali hi-tech per il prossimo Natale
Siamo ormai arrivati al 2 Dicembre ed ormai il natale incombe con la sua orgiastica e parossistica corsa la regalo; il regalo ad ogni costo, e se non si hanno i soldi fa niente: a che fervono le finanziarie?
Un report ha rivelato che, una fetta considerevole degli italiani ricorrerà al prestito per finanziarsi regali e sfizi di Natale.
Gli under 25 e gli over 60 sono quelli che hanno le “intenzioni di spesa” più elevate.
Se gli over 60 sono i babyboomers, gli under 25 sono, spesso ma non sempre, i NEET (not in education employment or training), che per forza di cose, non avendo magari un lavoro stabile o non avendolo proprio, devono far ricorso al finanziamento, specialmente considerando che vogliono spendere oltre 2000 euro. Leggi il resto di questo articolo »
Massimo Marchiori sta lavorando al nuovo motore di ricerca: Volunia
Il nome di Massimo Marchiori sino a 7-8 anni fa circolava solo all’interno di una cerchia abbastanza ristretto, potremmo dire all’interno della cerchia dei nerd.
Da qualche anno a questa parte, sempre più persone sono al corrente del fatto che detto Massimo Marchiori fu l’autore del primigenio algoritmo di ipertesto, HyperSearch, algoritmo alla base di Google.
Google non ha preso spunto né rubato niente a Marchiori.
Massimo Marchiori era uno dei tanti cervelli italiani in giro per il mondo il giorno in cui venne avvicinato, dopo la presentazione di un suo lavoro a San Diego in California, da un altro giovane ricercatore di nome Larry, questi era interessato al lavoro di Marchiori.
Massimo Marchiori aveva infatti pensato ed ideato Hyper Search, un motore di ricerca che basava i propri risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web.
Questo lavoro è stato citato nell’articolo in cui è stato formulato l’algoritmo PageRank.
Page e Brin hanno sempre mostrato gratitudine a Massimo Marchiori. Il Larry sopracitato era Larry page.
Da un po’ di tempo sta circolando la voce che vede Massimo Marchiori lavorare alacremente alla realizzazione di un nuovo motore di ricerca. In rete si trova un video, il nome del motore dovrebbe essere Volunia.
Un nuovo concetto, un progetto ambizioso su un’idea venuta qualche anno fa, racconta marchiori che poi mette in guardia gli internauti dicendo agli stessi di non aspettarsi un Google migliorato, “anche perché non avrebbe senso sfidare un gigante”. Leggi il resto di questo articolo »
