Archivi per la categoria ‘Tecnologie’

Internet distrugge il lavoro? A pensarlo sono professoroni e non dei neo-luddisti

Quando qualcuno arriva a sostenere che Internet (e le tecnologie connesse al web) è responsabile di causare la perdita di posti di lavoro subito si alzano grida sdegnate verso questi neo-luddisti che non capiscono il progresso né tantomeno i tempi che corrono.

Ma sinchè lo dice l’uomo della strada, che magari ha perso il lavoro perché lo stesso è stato automatizzato passi; ma se lo dice un professore del MIT? Le cose cambiano nevvero?
Bene, Erik Brynjolfsson, professore al Mit Sloan School of Economics ha portato alcuni dati: nei soli Usa, dal 2000 a 2009, la produttività interna è aumentata del 2,5%, a scapito però dell’occupazione, scesa del 1,1%.

Brynjolfsson chiama il fenomeno il “grande disaccoppiamento” e lo mostra chiaramente in un grafico in cui ricchezza e occupazione prendono direzioni divergenti.

Ma Brynjolfsson è in buona compagnia, dal momento che su questa falsariga di muove anche Brian Arthur, del Palo Alto Research Center, anche questa una istituzione che ha dato fior di civil servant al Paese e al mondo, non stiamo parlando di no global e black bloc, mette in guardia dai pericoli di quella che molti definiscono “economia autonoma”: software sempre più potenti sono in grado di gestire attività complesse facilmente e a bassi costi, garantendo alle grandi aziende guadagni altissimi. A pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto il terziario, dai commessi di Blockbuster a quelli delle agenzie di viaggi. Le tecnologie web facilitano il rapporto tra produttore e cliente a scapito del lavoro dell’intermediario fisico. Leggi il resto di questo articolo »

La Generazione Z, quella dei Nativi Digitali tra marketing e scuola

I sociologi hanno già provveduto a classificare.

Dopo la mia generazione, la Generazione X, che fu anche un programma di Ambra Angiolini, c’è stata la Generazione Y, vale a dire i nati tra il 1980 e il 1995.

E adesso si sta facendo largo la generazione Z.

Trasversali alle generazioni Y e Z ci sono i nativi digitali, divisi a loro volta in: Nativi Digitali Puri (0-12 anni); Millennials (14-18 anni); Nativi Digitali Spuri (18-25). E quelli fra 12 e 14 anni? Figli di una digitalità minore.

Scienziati, sociologi e psicologi stanno incominciando a studiare come questo mare magnum informativo va a combinarsi con processi mentali e psicologici stratificati nel corso di millenni e che si ritrovano a essere messi in discussione.

I nativi digitali hanno una esperienza precoce con devices tecnologici. L’89% delle famiglie usa il computer, le camerette dei bimbi sono piene dei new media. Sono abituati al touch screen e sono i nuovi influencer. Leggi il resto di questo articolo »

3 Aprile 1973. La prima chiamata da cellulare della Storia

marty1Ho comprato un cellulare nel febbraio del 2001, e verosimilmente ho fatto una chiamata con scheda a mio nome da cellulare in quello stesso periodo. Ma i cellulari c’erano già in giro da un po’.

Da quanto? Nel 1983 la Motorola mise in commercio un prodotto, un cellulare, al costo, esorbitante oggi figuriamoci per i tempi, di 4000 dollari. In Italia cominciarono a diffondersi in modo massiccio intorno alla metà dei ruggenti anni ’90, per avere un boom vero e proprio nel 2000. Da lì in poi l’escalation è stata continua e costante.

Nel 2007 il 50% della popolazione mondiale aveva un cellulare, all’inizio del 2009 la percentuale è salita al 61%. E pensare che solo nel 2000, due persone su tre nel mondo non avevano mai effettuato una chiamata, neanche da telefono fisso, a pagamento o pubblico.

E’ stata una vera e propria rivoluzione, non c’è altro modo per etichettare il fenomeno. In Italia, secondo i dati resi pubblici dall’Autorità per le Telecomunicazioni, nel 2009, i minuti di conversazione al cellulare hanno superato quelli dal telefono fisso (113,8 miliardi contro 103,8) e tre famiglie su dieci hanno eliminato il telefono fisso. I social adesso stanno portando un serio attacco ai cellulari, che nondimeno sono ancora molto usati. A venir meno sono gli sms, ma questo è un altro discorso. Leggi il resto di questo articolo »

Smartphone o tablet? Prova un phablet

Smartphone o tablet? Questo tecnologico e amletico dubbio potrebbe essere risolto nell’arco del 2013 dall’affermarsi di una nuova realtà: Il phablet.

Cosa sarebbe un phablet? Un smartphone con alcuni vantaggi tipici del tablet. Vale a dire, solo per dirne alcuni: schermo grande (oltre i cinque pollici) e batteria di lunga durata.

I prezzi sono in caduta, anche per effetto dei nuovi players cinesi Huawei e Zte che insieme a Lg stanno andando a intaccare un mondo che aveva un solo colosso: Samsung, con il suo Galaxy Note, considerato il primo phablet. Secondo Gfk nel 2013 si venderanno ben 55 milioni di phablet nel mondo, a fronte dei 20 milioni del 2012. E pensate che il solo Galaxy Note ha fatto, nel 2012, 10 milioni di vendite.

Il segmento di riferimento è composto dalle persone che vogliono uno smartphone e un tablet, ma non possono permetterseli entrambi. Capirete che il mercato è abbastanza grande, e molto scalabile da un prodotto veramente dirompente e innovativo. Leggi il resto di questo articolo »

L’Agenda digitale, questa sconosciuta..!!

Gli italiani stanno facendo conoscenza con una serie di termini poco usuali sino a qualche mese fa. mi riferisco a termini come: Spread (of course e noblesse oblige), legge di stabilità, spending review, esodati, agenda digitale.

Quanto ci capiscono? Lasciamo da parte lo spread, perché il discorso è lungo, e sui meccanismi dello stesso non si riescono a trovare due, dico due, economisti che la pensano alla stessa maniera. Agenda Digitale dovrebbe essere più ovvia, e invece si constata che non lo è affatto.

Il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, ci punta tanto, ma gli italiani cosa ne pensano? Per la verità, prima ancora di pensare a qualcosa, anche perché bisogna vedere ancora delle proposte se non rivoluzionarie almeno concrete, bisognerebbe vedere quanti italiani ne sono a conoscenza. Pochini, il 63% degli italiani (su un campione di 800 adulti) ignorano cosa sia l’Agenda digitale; da notare che persino il 15% dei così detti “opinion maker” (su un campione di 100 casi), interrogato sull’argomento, ha fatto scena muta. Leggi il resto di questo articolo »

All’inaugurazione della Olimpiade c’era anche Berners-Lee, l’ideatore del www

Le Olimpiadi di Londra 2012 sono ormai in pieno svolgimento, anzi già quasi alla fine dal momento che domenica 12 termineranno of course con la maratona maschile.

La cerimonia di apertura è stata nondimeno sfarzosa, a tal proposito e en passant diciamo che il solo logo, con ovvio studio dello stesso, è costato qualcosa come 400mila sterline, ossia quasi 600mila euro.

Il logo poi è stato ferocemente attaccato, perché somiglia straordinariamente ad una fellatio di Lisa a Bart Simpson. Tornando alla cerimonia, è stata veramente ben fatta, e ha raccontato, con grande profusione di attori e costumi, la storia della Britannia prima e del Regno Unito poi. Leggi il resto di questo articolo »

In arrivo c’è lo smartphone di Amazon

Jeff Bezos, CEO e fondatore di Amazon, è, adesso che non c’è più Steve Jobs, uno degli ultimi visionari, della Rete e non, rimasti.

Per capire che è un visionario basta dare una occhiata ai progetti non inerenti alla Rete sponsorizzati o promossi da Bezos.

Ma adesso, anzichè lanciarsi nelle profondità marine, ha deciso che è tempo di fare qualcosa per togliere fette di mercato alla Apple nel segmento degli smartphone.

Sarebbe, infatti, quasi in dirittura d’arrivo il nuovo dispositivo della linea Kindle, che seguirà i fratelli maggiori rappresentati dall’e-reader e dal tablet.

Adesso Amazon sta per lanciare la sfida alla gamma iPhone con uno smartphone tutto suo ed equipaggiato con Android. I componenti saranno asssemblati, almeno così si dice, dalla cinese Foxconn, che già realizza parti significative dell’iPhone e dell’iPad.

Staremo a vedere come sarà e se risulterà più attraente degli iPhone; di certo potrebbero essere più a buon mercato, ma ciò, in piena i-something mania potrebbe anche non rappresentare un vantaggio. Anzi. Con gli e-reader le cose le cose sono andate bene, se volete leggere, e bene, un Kindle è meglio di un iPad; ma uno smartphone è un’altra cosa. Stiamo parlando di qualcosa, ma senza dare un nome.

Come si chiamerà? In Rete si sono scatenati, chi dice Kindle Phone, chi kPhone, chi più semplicemente Kindle Smarthphone. Non si sa ancora.

L’Infratel, il ministro Barca e la banda larga in Italia

Mentre il mondo dei blogger esulta per la recente sentenza della Cassazione in merito al caso Ruta, in tal senso ribadiamo che la Cassazione ha sentenziato che i blog non possono essere considerati prodotti editoriali, e non devono essere registrati. Ma soprattutto non sono “stampa clandestina”.

 

I blog, per i giudici della terza sezione della Corte di Cassazione, non sono assoggettabili alla legge sulla stampa del 1948, in particolare non hanno l’obbligo di registrarsi presso il tribunale come testata giornalistica, a meno che non ricevano finanziamenti pubblici.

Il discrimine è dato dai finanziamenti pubblici.

 

La sentenza è di straordinaria importanza per il popolo dei blogger e per la blogosfera più in particolare. La seconda buona notizia è arrivata da un articolo dell’Espresso dal titolo Infratel ci darà la banda a firma di Alessandro Longo.

Nell’articolo si legge dell’azione del Ministro Fabrizio Barca, titolare del Ministero per la coesione territoriale, sinora si è fatto il mazzo in giro per le regioni andando a spulciare i finanziamenti europei non utilizzati, utilizzati male o destinati a progetti senza futuro o poco attuabili.

Ha poi successivamente chiesto di destinare questi fondi allo sviluppo della banda larga. Leggi il resto di questo articolo »

Volunia, a web difference è realtà. Sarà il nuovo Google o il nuovo Facebook? O sarà altro?

La nuova creatura di Massimo Marchiori, il ricercatore italiano che tanta parte ha avuto per Google, apporto peraltro sempre sottolineato da Page e Brin, ha preso il via.

La novità va salutata con una salva di giubilo in quanto è un progetto tutto italiano, fatto da cervelli italiani non in fuga, ma ben radicati nel Belpaese. I giornali si sono scatenati parlando dell’anti-Google italiano.

Titoli altisonanti, ma che non corrispondono alla realtà, lo stesso Marchiori ha messo le mani avanti quando ha detto “Non aspettatevi la Luna, siamo appena nati, e questo deve essere innanzitutto un fortissimo stimolo allo sviluppo in Italia”.

Ha fatto poi intendere che sfidare Google sul suo terreno è una strategia perdente, ecco perché ha pensato Volunia come a web difference, come una nuova esperienza di navigazione.

Una navigazione dall’alto, come una aquila.
Volunia, come ogni altro motore fornirà dei risultati, più o meno pertinenti con ciò che si cerca, ma, a differenza di Google&Co, continuerà ad assistere l’utente fornendogli una mappa grafica per meglio aiutarlo nella ricerca delle informazioni.

E’ questa la vera novità. Una barra di strumenti sempre attiva che aiuterà l’utente a districarsi tra blog, contenuti multimediali (foto e video) ed altro. Leggi il resto di questo articolo »

Venture Capital, questo sconosciuto

Se potessimo catapultarci nell’America più febbrile dal punto di vista techno-intellettual, per intenderci un po’ meglio nelle sale universitarie degli istituti che vengono carateterizzati come le università dell’Ivy league, per comodità le riporto così come Wikipedia, ne sentiremmo delle belle.

Per Ivy League, o le Ancient Eight, s’intendono le otto più prestigiose ed elitarie università private degli Stati Uniti d’America. Nonostante siano sorte anche in funzione della fede religiosa (anglicana, puritana, quacchera, battista, presbiteriana, episcopale) dei loro fondatori, le università della Ivy League sono attualmente rigorosamente non-confessionali.

 

E sono: Brown University, Columbia University, Cornell università, Dartmouth College, Harvard University, Princeton University, University of Pennsylvania e Yale University. Alcune le conoscete di certo, altre, come la Dartmouth sono famose per la scuola di matematica e di matematica applicate.

Ma torniamo a noi, se vi fate un giro per queste aule, e per le aule delle università californiane, sentirete con una certa insistenza la parolina start-up. Leggi il resto di questo articolo »

Web Marketing e casi di successo

Il web marketing per i professionisti è diventato fondamentale. Ecco un esempio di successo: il VinciConLaMente online.

Un altro esempio di web marketing particolarmente interessante è relativo alla ricerca di soluzioni per la propria assicurazione auto. Un blog del genere può diventare il punto di riferimento per gli utenti che cercano.

Infine come ultimo esempio di web marketing sui siti, è utile segnalare l'esempio di una moda tutta giovanile. Quella della ricerca di frasi e aforismi particolari da utilizzare negli sms, nelle chat, nelle email e su watsapp