Come sfruttare i social media per posizionare il proprio sito

Da qualche mese è disponibile in Rete, sul sito inglese www.cmo.com, una guida in pdf sull’utilità dei social media dal punto di vista del marketing, o meglio, degli Chief Manager Officer (da qui l’acronimo CMO).

La guida recita testualmente che “il 2010 sarà l’anno in cui gli CMO investiranno di più nei social media”. Sarà vero? Nel corso dell’anno qualcun altro, oltre gli specialisti del settore, vedrà nel social media marketing una valida risorsa per aumentare il proprio business? E, soprattutto, questa strategia funzionerà? Staremo a vedere.

Intanto diamo un’occhiata più nel dettaglio alla guida proposta dal sito inglese Cmo.com: vengono analizzati 10 social media da 4 punti di vista diversi, assegnando ad ognuno un punteggio, che potremmo tradurre come: Buono, Okay e Cattivo.

I dieci social media presi in esame sono:

–          Twitter

–          Facebook

–          Flickr

–          Linked In

–          YouTube

–          Digg

–          StumbleUpon

–          Yahoo Buzz

–          Reddit

–          Del.icio.us

Twitter è un sito di microblogging che permette agli utenti di mandare “cinguettii” e messaggi di non più di 140 caratteri. Facebook, lo conosciamo tutti, è il più famoso social network che ti aiuta a “rimanere in contatto con le persone della tua vita”.

Flickr è un social media nel senso più pieno del termine: consente infatti, gratuitamente, l’hosting di foto e video intorno ai quali è possibile creare delle vere e proprie conversazioni tra i membri della community. Più social media di così! LinkedIn è un servizio di social networking pensato soprattutto per la rete di relazioni professionali (è infatti possibile trovare offerte di lavoro e opportunità di business).

YouTube non è semplicemente un sito dove “è possibile guardare i video”: fa parte della categoria dei social media in quanto gli user hanno la possibilità di commentare e condividere i video presenti, nonché di conversare tra loro sul contenuto e di crearsi un profilo ed un canale di video personali. Insomma, un altro social media doc!

Per quanto riguarda Digg, StumbleUpon, Yahoo Buzz e Reddit si tratta di siti di social news dove i membri delle community possono commentare, condividere e  votare le notizie, le storie e le pagine web più “fresche” della rete (il “corrispettivo” italiano di questo tipo di siti potrebbe essere OkNotizie di Virgilio).  

Infine c’è Delicious, un sito di social bookmarking utile agli utenti per archiviare, condividere e segnalare le pagine web che ritengono più interessanti o che visitano spesso (bookmark in inglese significa “segnalibro”:  potremmo in sostanza paragonare Delicious alla cartella “Preferiti” di Internet Explorer).

I siti di social news hanno più o meno le stesse caratteristiche e le stesse funzioni: il concetto su cui si basano sostanzialmente resta sempre quello di offrire una guida per la navigazione dei siti che hanno i contenuti più interessanti presenti in rete.

Tornando alla guida di Cmo.com: i quattro punti di vista da cui vengono analizzati questi 10 social media appena descritti sono:

1)      La customer communication, ossia la comunicazione con i consumatori

2)      L’esposizione del brand, ossia della marca (Brand exposure)

3)      Il traffico al sito

4)      Il punto di vista SEO

L’ultimo punto in questione è quello che, per il momento, più ci interessa. CMO.com analizza i social media dal punto di vista SEO fornendo delle utili indicazioni, ossia rispondendo alla domanda: quali risultati è possibile ottenere con quel social media dal punto di vista del posizionamento sui motori di ricerca?

A tale domanda CMO risponde, assegnando per ognuno dei 10 social media, il punteggio di cui abbiamo parlato prima. Un social media sarà “buono” se offrirà buoni risultati, “okay” se offrirà risultati discreti ed infine “cattivo” (in inglese “bad”) se non è utile per chi vuole ottenere risultati in quel dato ambito (nel nostro caso, il punto di vista SEO).  Naturalmente un social media può essere “bad” per un motivo, ma anche “good” per un altro.

Iniziamo subito la nostra analisi con Twitter: la guida CMO assegna a questo sito un punteggio medio. Il valore di Twitter per i SEO è limitato in quanto i link inseriti nei tweets non passano page rank; essi, però, puntano direttamente alla risorsa web senza che ci sia alcun reindirizzamento (come avviene invece per Facebook); ciò può aiutare nel posizionamento del proprio sito.

Facebook per i SEO ha invece un cattivo punteggio: perché? Dà buoni risultati dal punto di vista della customer communication, della brand exposure e discreti risultati per quel che riguarda il traffico al sito. Per i SEO invece non è utile, anzi, recita la guida: non vale il tempo speso. Insomma SEO, lasciate perdere facebook per il posizionamento del vostro sito. I link presenti su Facebook puntano alle sue pagine interne che reindirizzano poi alla risorsa web menzionata: ciò è totalmente inutile dal punto di vista del posizionamento.

Flickr raggiunge invece il punteggio massimo (buono) solo dal punto di vista SEO. Come mai? Il motivo è semplice: flickr è fortemente indicizzato nei motori di ricerca, passa page rank ed è utile per sviluppare strategie di building link in entrata.

Anche LinkedIn ha un punteggio medio:  ha un page rank alto, quasi sempre garantisce le prime posizioni nelle SERP per chi cerca la nostra azienda o uno dei nostri dipendenti sul web. Eccellente risorsa per essere trovati online, ma inutile per migliorare il posizionamento organico del proprio sito.

Youtube ha il punteggio massimo: è molto utile per i building link che puntano al nostro sito perché i video hanno un alto rank, sono molto ben posizionati e, inoltre, Youtube passa Page rank per i link che sono inseriti nel proprio canale.

Anche Digg e StumbleUpon raggiungono il punteggio massimo per i benefici che danno ai SEO: Digg è utile perché quando  il contenuto diventa popolare, si può essere linkati dai blogger. Inoltre, anche se il contenuto non dovesse diventare popolare, Digg dà comunque il vantaggio di essere indicizzati più velocemente nelle SERP di Google. Lo stesso vale per StumbleUpon: il social news permette agli utenti di linkare i contenuti postati, nonché di taggarli; il nostro link può anche comparire in alto nei risultati per i suoi tag.

Yahoo Buzz e Reddit hanno, invece, entrambi un punteggio medio: si possono avere back link se si è presenti in prima pagina, ma le chance diminuiscono di molto se non si è un brand conosciuto.

Chiudiamo la filiera dei social media presi in esame da CMO con Delicious: il sito di social bookmarking ottiene, dal punto di vista SEO, il punteggio massimo. Questo perchè se la nostra pagina è segnalata su Delicious avremo un link diretto al nostro sito che favorirà il posizionamento.

Inoltre il sito passa trust rank nel caso in cui il nostro bookmark viene visualizzato in prima pagina per i tag che abbiamo inserito.

Riepilogando, possiamo dire che nella classifica CMO i siti più utili per i SEO sono Flickr, YouTube, Digg, StumbleUpon e Delicious.

Coloro che hanno ottenuto il punteggio medio sono invece: Twitter, Linked In, Yahoo Buzz e Reddit. L’unico della lista nera è Facebook.

I social media utili per migliorare il posizionamento sono, quindi, quelli dove si condividono foto, video, notizie e pagine web più interessanti del momento.  Questo perché alcuni passano page rank (come YouTube), altri permettono di sviluppare le proprie strategie di building link in entrata (come Flickr), altri permettono di indicizzare il nostro sito più velocemente (come Digg), altri ancora, se utlizziamo i tag giusti, passano trust rank (StumbleUpon) e alcuni anche link diretti al nostro sito (Delicious).

Purtroppo alcuni di questi siti sono solo inglesi, e, quindi, non vengono utilizzati in Italia. La guida che fornisce CMO resta, ad ogni modo, utile per capire i meccanismi che stanno dietro all’utilizzo dei social media dal punto di vista SEO (e non solo): possiamo comunque fare tesoro delle preziose indicazioni di questa guida e utilizzarle per la valutazione di altri social media.

Per chi volesse dare uno sguardo alla guida di CMO, ecco il link al pdf: CMO’s guide to the social landscape

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