Finlandia ed Ucraina, due modi molto diversi di pensare ad Internet

Per la serie quando la tecnologia divide.
E sto parlando di Internet, della reti delle reti, della rete che è tutte le reti.
Voglio sottoporre all’attenzione dell’internauta, occasionale o usuale, un post che in parte enuclei le divergenze di vedute, per quanto riguarda Internet, delle classi dirigenti di due Stati sovrani.
I due stati in esame sono la Finlandia e l’Ucraina.

Il parlamento finlandese ha stabilito che, in Finlandia, Internet è considerato ufficialmente un servizio fondamentale, e che s’impegnerà affinchè ad ogni cittadino, ovunque si trovi, nella propria residenza come al posto di lavoro, sia garantita una connessione minima di un megabit al secondo; e che la connessione, via cavo o wireless, deve essere attivata in un tempo e a un prezzo ragionevoli.
Inoltre il governo si è impegnato ad alzare la banda minima sino cento megabit al secondo entro il 2015. In Finlandia il 96% della popolazione è connessa ad Internet, che da quelle parti è stato un valido aiuto

nel superamento di scogli di natura logistica ed ambientale mica da ridere. 

Quasi contemporaneamente in Ucraina il politico Viktor Yushchenko arringava la folla mostrando della droga tra le mani: “Questa l’ho comprata in rete”.

Il nesso per il popolo bue era Internet=Spaccio di droga=Male.

Slogan non molto diversi, se non come bersaglio dell’invettiva, da quelli generalmente usati ai tempi della Guerra Fredda contro “l’occidente amorale e decadente” nei costumi, nelle canzoni, nei film. In tutto.

Certo in rete si può anche comprare droga, ma la rete non è stata pensata per favorire la circolazione di droga, quanto per mettere in relazione ed in collegamento uomini ed intelligenze. E forse è dell’intelligenza e del libero pensiero che ha paura il leader Viktor Yushchenko, della possibilità che magagne e menzogne di Stato vengano scoperte e che i cittadini smettano di bersi la bugia di Stato, la maskirovka, che sono soliti metter su ad uso e consumo dei cittadini.

La tecnologia di per sé non è cattiva.

Einstein voleva conoscere meglio la natura, non essere il padre dell’ordigno che può cancellarci.

In Italia, per quanto riguarda le autostrade dell’informazione,  la tendenza è cercare, cercare perché poi neanche si fa, di realizzare delle super reti metropolitane di Internet a discapito di zone più decentrate.

Il risultato è che nessuno ne trae un effettivo beneficio, e il Digital Divide aumenta anziché diminuire.

Ah, il Ministro delle Comunicazioni finlandese, Suvi Linden (foto), è una donna. E per un paese politicamente maschile come l’Italia questo dovrebbe essere uno spunto di riflessione.

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