Archivio di luglio 2012

Il futuro del web marketing? Gli utenti mobile

In qualche precedente post abbiamo messo in evidenza che la nuova frontiera del web marketing, i nuovi consumatori da attrarre sono quelli che si connettono a Internet usando un dispositivo mobile.

 

Una recente ricerca nazionale condotta da Pew Research Center’s Internet & American Life Project ha messo in evidenza che più della metà degli utenti adulti proprietari di cellulari utilizzano i dispositivi mobile per condividere le loro esperienze. Ossia usano i dispositivi mobile per raccontare cosa stanno guardando in tv, per dire cosa ascoltano e così via.

Ed ecco che i marketer si stanno attrezzando per intercettare questa fetta di utenti, fornendo per loro delle info ad hoc.

Stanno guardando un film, e allora ecco che arrivano info sullo stesso, sugli attori, sul regista e così via. la ricerca evidenzia che il 23% usa il proprio telefono per scambiare messaggi di testo con qualcun altro che sta guardando lo stesso programma, il 22% ha usato il proprio telefono per verificare se qualcosa che hanno sentito in televisione fosse realmente vero o no. Leggi il resto di questo articolo »

L’ecommerce per battere la crisi, ma niente fai da te. Non funziona

Lo abbiamo già detto tante volte ma, come solevano dire i latini, che raramente prendevano abbagli, repetita iuvant.

Ed allora ripetiamolo: la crisi può essere battuta puntando sull’e-commerce.

Se c’è una data per l’inizio formale di questa crisi essa non può che essere lunedì 15 settembre 2008, il giorno buio di Lehman Brothers.

Ebbene, sono passati quasi quattro anni; in questi anni il volume di affari online non è mai diminuito, anzi, ha avuto sempre segno positivo.

Il 2011, tanto per fare un esempio, un anno horribilis per tante attività, ha fatto registrare un sonante +20% rispetto al 2011; se a ciò aggiungete che sono tre anni che la vendita dei prodotti online supera il volume di affari generato dai servizi online, allora potrete ben capire che è il commercio online che può fare da paracadute adesso e da volano successivamente. Leggi il resto di questo articolo »

In che modo i social media creano profitto?

Oggi i social network sono la massima espressione della tecnologia online e tutti ci si sono buttati a capofitto. Il più grande ‘business’ del web ha un aspetto positivo che non passa inosservato: l’accesso gratuito. Questo almeno in teoria. L’idea utopistica di un mondo in cui Internet consenta lo scambio di infinite informazioni è sicuramente piacevole, ma le persone hanno bisogno di essere pagate per progettare i siti, moderare i contenuti, fare funzionare i server e convincere i giornali che i social media non sono sinonimo di decadimento della civiltà occidentale.

Benché quindi chiunque possa registrarsi ed utilizzare tutte le gloriose funzionalità di questi siti senza tirare fuori un soldo, la gratuità è solo teorica. La regola di fondo, infatti, è semplice: se è gratuito allora il prodotto siete VOI. Potete darci dei cinici, ma ormai in questo mondo nulla si fa senza che qualcuno da qualche parte paghi e se così non fosse l’intera idea dei social media non starebbe neppure in piedi.  Mark Zuckerberg può avere convinto tutti che il suo scopo non era fare soldi solo perché tu “condividi” o “ti piace”, ma la sua grandiosa visione non avrebbe visto la luce e non avrebbe raggiunto le proporzioni attuali senza l’apporto di capitale.

Foto - Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook

Facebook è un ottimo punto di partenza per discutere di come i social network generano profitto. Con una previsione di entrate pari a 4 miliardi di dollari per il 2012 e un peso sufficiente a lanciare un’offerta pubblica di vendita è ovvio che stanno facendo qualcosa nel modo giusto. Il pane quotidiano di Facebook è la pubblicità: 175 milioni di persone accedono al sito ogni giorno e tutti vedono una serie di annunci a destra dello schermo con i quali possono interagire in diversi modi. Fin qui niente di nuovo: il 90% dei siti traggono almeno in parte profitto dalla pubblicità. Leggi il resto di questo articolo »

I ricatti online stanno diventando un fenomeno sociale e criminale

Non accennano a diminuire i ricatti in rete.

Ogni settimana c’è almeno un caso di persone che si rivolgono alle forze dell’ordine perché qualcuno, in genere una persona che si riteneva fidata, ha deciso di farsi qualche euro (per la verità in genere si parla di migliaia di euro), minacciando di diffondere video e foto compromettenti.

Quello che sembrava essere un reato delle prime ore, quando non si era troppo smaliziati, si sta invece rivelando un fenomeno sociale (e criminale) a tutti gli effetti.

E, ancora una volta, a subire maggiormente questo tipo di reato sono principalmente le donne, di ogni età, ma soprattutto con qualcosa da perdere. In tal senso le più esposte sembrerebbero essere le ragazzine, peraltro in genere le più disinibite ed esibizioniste, quelle che il concetto della privacy, nel mondo social in cui sono immerse, lo intendono in modo più elastico.

Quelle che, per far piacere a qualche seduttore online che fa il carino, hanno meno remore a spogliarsi o a mandare qualche immagine non propriamente ortodossa. Leggi il resto di questo articolo »

Wikidata pensionerà Wikipedia? Mah..

Wikidata sarà la novità del prossimo anno? Pavel Richter, CEO di Wikimedia Deutschland, ha in mente di lanciare la nuova Biblioteca di Alessandria, una banca dati sterminata di dati, un progetto che nasce da “un’idea molto semplice: vuole essere la Wikipedia dei dati”.

Attraverso Wikidata, invece, un semplice utente potrebbe inserire un qualsiasi numero di criteri, per generare al momento il database di tutte le persone che corrispondono a questa descrizione.

La data di nascita del progetto Wikidata potrebbe essere quella della primavera del 2013. Molto dipenderà dalla velocità e dalla intelligenza delle comunità create, nonché, of course, dal numero delle stesse, indispensabile per garantire visibilità e qualità al progetto. Daniel Kinzler, un altro dei membri del progetto non ha remore nell’affermare che “l’idea non è quella di raccogliere il maggior numero di dati possibile sul nostro sito ma quello di renderli più utili: per questo spetta alla comunità scegliere quale tipo di dati caricare”. Leggi il resto di questo articolo »

Facebook si attrezza per favorire (forse a pagamento) il recruiting online

Abbiamo ripetuto sino alla noia che i social avrebbero cambiato per sempre la nostra vita; e per vita s’intende anche la nostra parte lavorativa.

In che modo di social possono aiutarci.

Ci sono alcune recenti statistiche.
Anche se può sembrare strano, il 92% delle società usa oggi i social per trovare dei candidati, il dato del 2007 era del 78%, quando Facebook e LinkedIn in Italia stavano dietro anche a MySpace.

Ma non si tratta solo di dare una occhiata; no, le cose si fanno più interessanti se si pensa che il 70% dei lavori di lavoro ha selezionato almeno un candidato usando i social nel 2012, il dato del 2012 indicava 2011.
Se queste sono le percentuali, quali social vengono “visitati” di più? Facebook, ma anche Twitter e LinkedIn.

Questa attenzione da parte degli scalper dovrebbe indurre le persone a non postare commenti e immagini compromettenti, in quanto le stesse potrebbero essere lesive e controproducente per il candidato stesso. Leggi il resto di questo articolo »

In arrivo c’è lo smartphone di Amazon

Jeff Bezos, CEO e fondatore di Amazon, è, adesso che non c’è più Steve Jobs, uno degli ultimi visionari, della Rete e non, rimasti.

Per capire che è un visionario basta dare una occhiata ai progetti non inerenti alla Rete sponsorizzati o promossi da Bezos.

Ma adesso, anzichè lanciarsi nelle profondità marine, ha deciso che è tempo di fare qualcosa per togliere fette di mercato alla Apple nel segmento degli smartphone.

Sarebbe, infatti, quasi in dirittura d’arrivo il nuovo dispositivo della linea Kindle, che seguirà i fratelli maggiori rappresentati dall’e-reader e dal tablet.

Adesso Amazon sta per lanciare la sfida alla gamma iPhone con uno smartphone tutto suo ed equipaggiato con Android. I componenti saranno asssemblati, almeno così si dice, dalla cinese Foxconn, che già realizza parti significative dell’iPhone e dell’iPad.

Staremo a vedere come sarà e se risulterà più attraente degli iPhone; di certo potrebbero essere più a buon mercato, ma ciò, in piena i-something mania potrebbe anche non rappresentare un vantaggio. Anzi. Con gli e-reader le cose le cose sono andate bene, se volete leggere, e bene, un Kindle è meglio di un iPad; ma uno smartphone è un’altra cosa. Stiamo parlando di qualcosa, ma senza dare un nome.

Come si chiamerà? In Rete si sono scatenati, chi dice Kindle Phone, chi kPhone, chi più semplicemente Kindle Smarthphone. Non si sa ancora.

Facebook rende stupidi, parola di Andrew Keen

Il saggista Andrew Keen, già autore del libro dilettanti.com , è uno abituato a dire quello che pensa.

E non pensa cose belle dei social e della linea, più una deriva nelle sue parole, del mondo del web in particolare.

Il libro dilettanti.com era una feroce invettiva versus gli esperti online, verso la produzione di contenuti gratuiti e condivisi senza filtro né critica.

Insomma, a suo dire, il web 2.0 stava e sta mancando la nobile mission di informare, per il semplice motivo che le informazioni vengono annegate in un mare di stupidità di cui se ne farebbe volentieri a meno. non mancava altresì di dire che dette azioni avevano una ricaduta, negativa, sulla economia.

Il libro ovviamente fece discutere, ma non pochi guru della Rete, a distanza di qualche anno, si stanno allineando alle sue posizioni.

 

La condivisione, secondo Keen, ha un rovescio della medaglia che andrebbe considerato. La cessione volontaria dei nostri dati, che possono venir usati per scopi commerciali, vendendo le profilazioni agli inserzionisti. E poi c’è la dipendenza.

Qualche anno fa si cominciò a parlare di dipendenza da blog quando i blog personali erano pochissimi.
E già si parlava di alcuni disturbi, di gente che si svegliava alle 2 di notte per vedere se il proprio post era stato o meno commentato. Leggi il resto di questo articolo »

E se fosse Francesco Caio il direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale?

In principio fu l’Aipa (Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione), poi toccò al Cnipa (Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione); poi tocco al DigitPa, e siamo arrivati nel 2009.

Tempo tre anni e anche la DigitPa ha fatto il suo tempo e, da Giugno 2012, toccherà all’Agenzia per l’Italia digitale, una nuova entità partorita, per decreto dal ministero presieduto da Corrado Passera.

Ebbene, la neonata agenzia si pone il solito obiettivo di traghettare l’Italia nelle tecnologie e di abbattere il Digital Divide che attanaglia l’Italia.

Una maggiore digitalizzazione potrebbe infatti portare innegabili vantaggi, con forti abbattimenti dei costi, per la Pubblica Amministrazione.

Il nuovo direttore generale, che avrà mandato per tre anni, potrà contare su una squadra di 150 addetti, 110 dei quali arriveranno dalla ormai “defunta” DigitPa, una decina dall’Agenzia per la diffusione delle tecnologie, un’altra trentina verranno distaccati da un dipartimento di Palazzo Chigi. Leggi il resto di questo articolo »

Web Marketing e casi di successo

Il web marketing per i professionisti è diventato fondamentale. Ecco un esempio di successo: il VinciConLaMente online.

Un altro esempio di web marketing particolarmente interessante è relativo al risparmio, sempre molto ricercato in Italia. Un sito molto autorevole per questo argomento èNoirisparmiamo.com, sul quale è possibile trovare moltissime soluzioni per risparmiare sugli acquisti, su bollette, e su tanti beni e servizi di necessità.

Inoltre, un argomento particolare ma anche molto cercato per chi vuole fare un "affare" è quello delle Aste Giudiziarie. Se vuoi restare aggiornato e trovare tutte le aste giudiziarie d'Italia visita: Aste Giudiziarie

Infine come ultimo esempio di web marketing sui siti, è utile segnalare l'esempio di una moda tutta giovanile. Quella della ricerca di frasi e aforismi particolari da utilizzare negli sms, nelle chat, nelle email e su watsapp