Poco amati ma ricchissimi, quanto guadagna un procuratore di calcio? E cosa può insegnare il caso Iturbe

Poco amati ma ricchissimi, quanto guadagna un procuratore di calcio? E cosa può insegnare il caso IturbeGli sportivi, quelli veri, quelli che pensano prima al valore del giocatore e poi ai soldi che ruotano intorno allo stesso, i tifosi per il quale un campione è un’arma in più e non un asset della società, gli appassionati insomma e non i contabili o gli uomini del marketing hanno in sommo spregio una vil razza dannata che purtroppo si aggira intorno ai campi di calcio: I procuratori dei giocatori.
Avete presente il gatto e la volpe di Pinocchio? Quelli erano procuratori.
Avete presente la sciagura che hanno portato persone come Don King e Jorge Cysterpiller nelle carriere di Mike Tyson e Diego Armando Maradona?
Don King e Jorge Cysterpiller sono procuratori sportivi. Non viene risparmiato neanche il falso mondo dorato dell’arte.
In quel caso la figura del procuratore può essere assimilata a quella del gallerista, uno dei più famosi al mondo, Larry Gagosian è detto Lo Squalo.
Un bel nome non trovate?
In questi giorni si fa un gran parlare del procuratore di Mario Balotelli, Mino Raiola, (foto) un ex pizzaiolo olandese ma campano d’origine, che non è molto amato neanche nel suo ambiente, una sorta di Lele Mora del calcio; già ma quanto guadagna un procuratore di calcio? La risposta è la solita: dipende.
Dipende da quanti assistiti hai e dalla categoria, of course.
Mino Raiola, Antonio Caliendo, Paco Casal e Ioan Becali sono ricchissimi, ancorchè con qualche problema di giustizia, gli ultimi due poi sono dei veri e propri dominus per quanto riguarda i calciatori uruguagi e rumeni.
Ma scendendo di categoria i soldi diminuiscono in modo esponenziale sino ad arrivare alle soglie del semiprofessionismo (LND, eccellenza e Promozione) con 500 euro a dir tanto per ogni trasferimento di assistito.
Va da sé che in queste categorie è indispensabile muovere sul mercato quanti più giocatori possibili, magari anche nella stessa stagione.
Una piaga collaterale è rappresentata dal fatto che, non di rado, in queste piccole categorie si arriva, per arrotondare, a truccare le partite.
Pensate ad un procuratore con 3 o più giocatori nella stessa squadra.
Ma come si fa a diventare Procuratore Sportivo? E a guadagnare di conseguenza.
Per quanto riguarda la parte normativa bisogna superare un esame, è possibile sostenerlo in due date annuali, presso l’Assoagenti , l’associazione di categoria.
Il superamento dell’esame consente ed abilita all’esercizio ed all’attività di agente dei calciatori sia in Italia che all’estero.
I requisiti richiesti per aver accesso all’esame consistono in un titolo di licenza media superiore, nella nazionalità italiana, essere incensurati e senza sanzioni per illecito sportivo.

Altro fatto poi sono le società che, soprattutto in Sudamerica ed in spregio ai regolamenti Fifa, ed approfittando di situazioni economiche disastrate comprano i calciatori, che diventano loro proprietà. Il calciatore non appartiene più a questo o a quel club, ma a quella impresa sportiva.
Che guadagnerà, grazie a contratti capestro, su tutto ciò che il calciatore farà o produrrà.
Il caso Iturbe in tal senso è esemplare; antesignana in tal senso è la MSI (Media Sports Investment) del giovane, e controverso, businessman anglo-iraniano Kiavash “Kia” Joorabchian.

Che comprò il Corinthians (forse anche qualche titolo) e la proprietà di Carlitos Tevez e Javier Mascherano.

Il primo procuratore calcistico di professione? Con molta probabilità il napoletano Antonio Caliendo, che ebbe come primo assistito Giancarlo Antognoni.

Sino al 1960 i club erano proprietari a vita del cartellino del giocatore, finchè, dopo tenaci proteste e dure contestazioni quali il famoso “Les footballeurs sont des esclaves” (“I calciatori sono degli schiavi”) di Raymond Kopa, qualcosa di molto simile, calcisticamente parlando, all’ “I have a Dream” di Martin Luther King, fu istituito il sindacato dei calciatori che istituì il contratto a tempo.

Stiamo tornando indietro anche per quanto riguarda i più elementari diritti?

3 Comments

  1. Pingback: Anonimo 21 Ottobre 2010
  2. mirco 14 Marzo 2011
  3. ANIELLO 23 Marzo 2011
  4. Roberto 11 Maggio 2012

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