Il sogno di Ipazia, un ebook sull’importanza dei libri. Con qualunque supporto…

Il sogno di Ipazia, un ebook sull’importanza dei libri. Con qualunque supporto…Una delle parole hot o cool del 2010 è ebook (a volte scritta eBook o e-book) e a tal riguardo è in atto una vera e propria guerra al miglior ribasso per quanto riguarda gli eReader, ossia i supporti tecnologici che permetteranno di leggere e memorizzare migliaia di libri.
I principali competitor sono, per quanto riguarda gli eReader, il Kindle di Amazon, che fornirà anche gran parte dei contenuti, e il versatile, si deve poi vedere sino a che punto, iPad di Apple. Rovistando un po’ in giro per la rete mi sono imbattuto in un ebook che magari non diventerà un best seller, ma che mi sembra intrigante e romantico allo stesso tempo.
Massimo Vincenzi ha critto un ebook dal titolo “Il sogno di Ipazia”, edito come ebook da Il mondo digitale editore.
Il 2010 sta portando alla ribalta la figura di Ipazia, la matematica e filosofa, figlia di uomo saggio, colto ed erudito, vissuta ad Alessandria d’Egitto tra il 370 e il 415 d.C, barbaramente uccisa dai fanatici cristiani che vedevano nella Biblioteca di Alessandria qualcosa di demoniaco.
L’ebook è liberamente ispirato al copione dello spettacolo omonimo messo in scena in vari teatrali italiani, spettacolo che sta riscuotendo un certo successo di pubblico e critica. Spettacolo che inscena l’ultimo giorno di Ipazia, dalle prime luci dell’alba alla tragica morte, nel quale non mancano dei flashback

sul tentativo di salvare quanti più rotoli possibili della Biblioteca di Alessandria dalle orde dei cristiani. Intrigante e romantico perché un ha realizzato un eBook che narra del salvataggio di libri a forma di rotoli, un modo romantico per sottolineare e porre in evidenza un continuum che sottolinea come non sia il mezzo ad essere importante nell’amore per la cultura.

“Strano Dio che ha paura delle parole. Che odia i libri. Strano dio davvero. Ma è il Dio che loro vogliono dipingere quello che fa paura. La protezione delle loro paure. Non è Dio. Perché Dio o gli Dei li puoi chiamare in mille modi, ma se sono davvero lassù, dietro le stelle, e sono loro che regolano tutto, perché dovrebbero avere paura? E di cosa? Di noi? La paura e la violenza appartengono all’uomo; a Dio, se c’è, appartiene l’amore”.

One Response

  1. Giovangualberto Ceri 30 Luglio 2010

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