A scuola con i tablet. I nativi digitali e l’insegnante nuda

A scuola con i tablet. I nativi digitali e l’insegnante nudaLancio qui e adesso una provocazione. Di qui a 5 anni sarà possibile vedere i bambini delle elementari con dei tablet o, perlomeno, con degli e-reader? Difficile che ciò possa succedere, conoscendo il mostro burocratico italiano che siamo soliti chiamare scuola, entro 5 anni, più probabile che l’evento si realizzi in un arco temporale compreso tra 8-15 anni prossimi futuri, o almeno si spera.
L’utilizzo di un tablet o un e-reader comporta una serie di vantaggi per bambini e famiglie. I bambini verrebbero liberati di un peso, quello dei libri non certo della cultura, che di certo non giova alla colonna vertebrale in fase di crescita.
Chi di voi non ha visto delle monumentali cartelle sulle spalle di questi piccoli, novelli Sisifo del XXI Secolo? Ergo, l’uso di un tablet o un e-reader, è sicuramente vantaggioso per la salute dei bambini.
A lungo andare diventa conveniente anche come “surrogato” delle cartelle.
Le cartelle costano e i bimbi vogliono cambiarle ogni anno. E poi volete considerare l’abbattimento delle spese dei libri, la carta e gli alberi risparmiati, il tutto nel pieno rispetto dei diritti d’autore e delle royalties pagate, giustamente, agli autori.
I testi scolastici potrebbero essere distribuiti in formato elettronico, permettendo agli studenti di portare con se un unico dispositivo ed avere comunque a disposizione tutti i testi scolastici necessari (anche ad un costo inferiore). Quindi un uso massiccio nelle scuole primarie ed obbligatorie di un tablet o un e-reader comporta, per i motivi che abbiamo visto, indubbi vantaggi a bambini e famiglie.
Chi rema contro? Gli editori classici, che, usando un cd integrativo, aggirano la legge che imporrebbe loro la diffusione dei libri in formato digitale.
E poi gli insegnanti, ma non tanto per le “percentuali occulte” che ricevono dagli editori, no. Gli insegnanti sono restii perché si sentirebbero nudi davanti agli allievi, dei dinosauri che cercano di sopravvivere in un
mondo, quello dei nativi digitali, che non è il loro. E per chi vuole ridere ecco un video illuminante…

One Response

  1. Luca 26 Febbraio 2011

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